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La situazione economica negli Stati Uniti è stata motivo di preoccupazione negli ultimi mesi perché la più grande economia del mondo è a un passo dall’insolvenza sul proprio debito.

Gli Stati Uniti, come molti altri paesi, sono un’economia in deficit, questo significa che il paese spende più denaro di quanto guadagna. Al fine di garantire il rispetto dei propri impegni finanziari, il paese prende in prestito denaro attraverso strumenti di debito garantiti dal governo come i buoni del tesoro. 

C’è il rischio che gli Stati Uniti possano andare in default sul pagamento degli interessi sul proprio debito già il mese prossimo, cioè giugno 2023. 

C’è una certa gravità nella situazione perché nel caso in cui gli Stati Uniti falliscano sul proprio debito, potrebbe esserci un effetto a catena su tutti i mercati azionari a livello globale.  

Il concetto di limite del debito, stabilisce l’importo massimo del debito federale in essere che il governo degli Stati Uniti può sostenere o può assumere. 

Nel gennaio 2023, il debito nazionale totale e il tetto del debito erano entrambi pari a 31,4 trilioni di dollari. Secondo il think tank Council for Foreign Relations, il governo degli Stati Uniti ha registrato un deficit medio di $ 1 trilione ogni anno dal 2001. Le previsioni di debito per il 2023 erano di 27 trilioni di dollari quindi attualmente sono abbondantemente fuori le stime degli analisti. 

L’operazione più “semplice” per uscire dal rischio di default sarebbe aumentare il tetto del debito ma questa modifica richiede l’approvazione della maggioranza in entrambe le camere del Congresso. Storicamente, gli Stati Uniti hanno alzato e ridotto più volte il tetto del debito per soddisfare le proprie esigenze di prestito. 

Democratici e Repubblicani, i due partiti politici dominanti nel parlamento degli Stati Uniti, al momento rimangono profondamente divisi su come procedere con la decisione sul tetto del debito. 

Il presidente Joe Biden con i democratici vogliono che il tetto venga alzato per evitare una catastrofica situazione di default, mentre i repubblicani sono contrari. I democratici vogliono aumentare il debito e mantenere la spesa stabile, mentre i repubblicani vogliono ridurre la spesa pubblica complessiva. 

Questa situazione di stallo tra le due parti è andata avanti negli ultimi due mesi e questo naturalmente ha spaventato Wall Street creando instabilità sui mercati. 

Il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha già emesso un avviso secondo cui gli Stati Uniti potrebbero rimanere a corto di liquidità per soddisfare tutte le loro esigenze già dal 1° giugno 2023. 

La sensazione è che si arriverà ad un compromesso dove il tetto del debito verrà alzato ma nel frattempo verranno prese misure per cercare di diminuire la spesa pubblica.  Questo potrebbe portare a una minore capacità di spesa nelle mani della popolazione e a un calo della domanda verso la spesa discrezionale dei consumatori.  Qualunque scelta verrà presa, posso supporre che non sarà ad impatto zero e nel breve-medio periodo i mercati ne risentiranno. 

 

E se invece gli Stati Uniti fallissero sul proprio debito? Il default cosa comporterebbe ?  Dal punto di vista degli investitori sarebbe semplicemente un disastro: si creerebbe un panico generale dove la maggior parte dei capitali investiti sarà tolto dal mercato.

Prendiamo il recente esempio del fallimento delle banche regionali negli Stati Uniti come First Republic e Silicon Valley Bank: gli investitori sono i primi ad abbandonare la nave che affonda e questo crea una reazione a catena devastante che porta alla chiusura dell’azienda stessa e persone a casa senza lavoro.

I tagli di posti di lavoro equivalgono anche a consumi inferiori e a una riduzione della spesa dei consumatori che porta a una situazione recessiva. 

Quindi nel caso peggiore è facile pensare che investitori e trader ritireranno i loro investimenti dal mercato USA per cercare altre strade di investimento. 

I mercati emergenti come l’India, l’Indonesia e il Brasile saranno maggiormente colpiti poiché gli investitori diventeranno completamente avversi al rischio in caso di default degli Stati Uniti, il che porterà a un pandemonio totale nei mercati azionari globali.  Anche il mercato europeo che vive in gran parte di riflesso sul mercato statunitense, subirebbe delle grandissime perdite.   

Detto questo, penso che gli Stati Uniti non potranno mai finire in default e nel corso della loro storia non sono mai stati inadempienti sul proprio debito. Anche se il tetto del debito non verrà innalzato, ci sono diverse decisioni fiscali che il governo degli Stati Uniti potrà applicare per garantire che non vi sia alcun default.

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