Eccoci di nuovo a parlare di quella che potrebbe essere una delle opportunità più intriganti nel settore aerospaziale ma anche una delle più rischiose. Rocket Lab (Nasdaq :RKLB) , continua a far parlare di sé, e non sempre per i motivi che gli investitori vorrebbero sentire. E con i risultati del primo trimestre 2025 appena pubblicati, il quadro diventa ancora più complesso e affascinante.
Vi confesso che quando ho incominciato a informarmi su questa azienda, mi sono ritrovato a riflettere sulla mia esperienza con le dot-com: un’azienda con una tecnologia promettente, contratti governativi solidi e una vision che sembrava anticipare i tempi. Ma come sappiamo, tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare o in questo caso, lo spazio.
L’analista americano che ha portato alla mia attenzione questo titolo era particolarmente ottimista, e devo dire che i fondamentali e la tecnologia proprietaria sembrano interessanti.
Rocket Lab non è la solita startup spaziale che brucia denaro senza un modello di business chiaro. Con un fatturato del Q1 2025 di 122.6 milioni di dollari – una crescita impressionante del 32% anno su anno – stiamo parlando di crescita reale, non di promesse vuote. E le previsioni per il Q2 2025 sono ancora più incoraggianti, con ricavi attesi tra 130 e 140 milioni di dollari.
Ma guardiamo i numeri che contano davvero:
- Market Cap: $12.85 miliardi
- P/E Ratio: -67.93 (ancora in perdita)
- Price-to-Sales: 25.16 (molto alto)
- Price-to-Book: 27.19 (estremamente elevato)
Un dato che dovrebbe far riflettere gli investitori è lo short interest al 17% del float, con 4.3 giorni per coprire. Questo indica che una parte significativa del mercato scommette contro il titolo, ma crea anche il potenziale per uno short squeeze in caso di notizie positive.
Ma andiamo con ordine. Il business principale di Rocket Lab ruota attorno ai lanci dedicati per piccoli satelliti – pensateli come taxi privati per lo spazio invece dei soliti autobus affollati. È un concetto brillante, specialmente considerando che i clienti militari e di intelligence preferiscono mantenere i loro payload riservati. Non vogliono aspettare che altri siano pronti, e certamente non vogliono condividere lo spazio con satelliti commerciali che potrebbero rivelare informazioni sensibili.
Il razzo Electron dell’azienda ha già completato con successo 66 lanci, posizionandosi come il secondo razzo più lanciato negli Stati Uniti dopo SpaceX. Nel primo trimestre del 2025 da solo, Rocket Lab ha completato cinque missioni con un tasso di successo del 100%, dimostrando una cadenza operativa che pochi nel settore possono vantare. Tre di questi lanci sono avvenuti in soli 13 giorni – un record che sottolinea la maturità operativa raggiunta.
I contratti governativi sono particolarmente impressionanti. Il programma National Security Space Launch vale 5,6 miliardi di dollari, e anche se Rocket Lab ne riceverà solo una frazione, parliamo comunque di cifre sostanziali. Ma la vera notizia bomba del trimestre è stata l’inserimento di Neutron nel programma NSSL Phase 3 Lane 1. Rocket Lab è ora una delle sole cinque aziende – e l’unica quotata in borsa – selezionate per lanciare le missioni di sicurezza nazionale più prioritarie degli Stati Uniti. Il contratto per il Proliferated Warfighter Space Architecture vale 500 milioni per 18 satelliti. E la collaborazione con il National Reconnaissance Office per i satelliti spia aggiunge un ulteriore livello di credibilità e potenziale di crescita.
Ma – e c’è sempre un ma quando si parla di investimenti – il vero game changer dovrebbe essere Neutron, il nuovo razzo di classe media dell’azienda. Ed è qui che le cose si fanno interessanti, e non necessariamente in senso positivo.
Durante la call con gli investitori del Q1 2025, il CEO Peter Beck ha confermato che il lancio inaugurale è ancora previsto per la seconda metà del 2025. L’azienda ha fatto progressi significativi: la qualificazione del secondo stadio è completa, il primo stadio è in fase di qualificazione finale, e il sito di lancio in Virginia è praticamente pronto. Ma dietro queste notizie positive si nascondono sfide tecniche non indifferenti.
L’azienda ha anche annunciato una significativa ristrutturazione societaria. Dal 1° giugno 2025, Rocket Lab Corporation sostituirà Rocket Lab USA, Inc. come società quotata, mantenendo il ticker “RKLB”. Questo cambiamento, apparentemente tecnico, riflette in realtà le ambizioni internazionali dell’azienda e la necessità di una struttura più flessibile per gestire l’espansione prevista.
L’azienda continua a promettere un lancio nella seconda metà del 2025, dopo aver già spostato la timeline da metà 2025. Tuttavia, un recente report di Bleecker Street Research – una società specializzata in posizioni short – sostiene che il lancio potrebbe slittare fino a metà 2026 o addirittura 2027. Le loro argomentazioni non sono campate in aria: citano problemi con lo sviluppo del motore Archimedes, ritardi nella costruzione del pad di lancio, e sfide logistiche che l’azienda non avrebbe ancora risolto.
È interessante notare come il CEO Peter Beck continui a mostrare fiducia pubblicamente, parlando di “mesi, non anni” di ritardo. Ma chi di noi ha esperienza con progetti tecnologici complessi sa che i mesi possono rapidamente trasformarsi in trimestri, e i trimestri in anni. Il fatto che abbiano dovuto rilasciare una versione “V2” del motore Archimedes suggerisce che la prima versione aveva problemi significativi – non esattamente un segnale rassicurante. Tuttavia, l’azienda ha raddoppiato la capacità di test con l’apertura di un secondo banco prova a Stennis, Mississippi, permettendo test simultanei e accelerando potenzialmente lo sviluppo.
Le implicazioni di un ritardo sono serie. Se Neutron non vola entro dicembre 2025, Rocket Lab perderà l’opportunità di qualificarsi per il programma NSSL Phase 3 Lane 1, potenzialmente bloccandosi fuori da miliardi di dollari in contratti governativi fino al 2027. Questo spiegherebbe perché l’azienda mantiene pubblicamente la timeline del 2025 nonostante le evidenti sfide tecniche.
D’altro canto, i progressi recenti sono tangibili. La NASA ha selezionato Rocket Lab per lanciare la missione Aspera nel 2026, l’Air Force Research Laboratory ha assegnato un contratto per test di trasporto punto-a-punto con lancio non prima del 2026, e l’azienda ha acquisito beni da Virgin Orbit per espandere le capacità produttive. Il nuovo prodotto Flatellite per costellazioni su larga scala mostra che l’azienda sta pensando oltre i semplici lanci.
Un’altra mossa strategica significativa è l’annuncio dell’intenzione di acquisire Mynaric, un fornitore leader di terminali per comunicazioni ottiche laser. Questa acquisizione, se completata, rappresenterebbe l’espansione di Rocket Lab in Europa e aggiungerebbe una tecnologia critica per le costellazioni satellitari moderne.
Nel settore Space Systems, l’azienda continua a mostrare progressi impressionanti. Il terzo veicolo spaziale Pioneer per Varda è stato lanciato con successo, e l’azienda ha dimostrato una capacità di rientro rapido con due missioni di ritorno sulla Terra in due mesi. La divisione Space Systems ha contribuito per 87 milioni di dollari ai ricavi del Q1, mostrando come Rocket Lab stia effettivamente diventando un’azienda spaziale end-to-end.
Quindi, dove ci lascia tutto questo? Rocket Lab rappresenta sia il meglio che il peggio degli investimenti nel settore spaziale. Da un lato, abbiamo un’azienda con ricavi reali, contratti solidi e una tecnologia provata con Electron. Dall’altro, il successo futuro dipende pesantemente da Neutron, un progetto che mostra segni preoccupanti di ritardo e complessità tecnica sottostimata.
Per chi considera questo investimento, suggerirei di pensare attentamente al proprio orizzonte temporale e tolleranza al rischio. Se credete nella crescita a lungo termine del settore spaziale commerciale e potete sopportare la volatilità, RKLB potrebbe offrire un’esposizione interessante. Il backlog di 1.067 miliardi di dollari – quasi equamente diviso tra clienti commerciali e governativi – fornisce una buona visibilità sui ricavi futuri.
Dal punto di vista tecnico, il titolo si trova in una fase delicata:
- La media mobile a 200 giorni a $19.98 fornisce un supporto di lungo termine solido
- Il MACD mostra ancora divergenza negativa (-0.27), suggerendo cautela
- L’Average True Range di $1.78 indica che dovete aspettarvi movimenti giornalieri del 6-7%
Ma se state cercando guadagni rapidi basati sul successo di Neutron nel 2025, potreste rimanere delusi. La volatilità vista negli ultimi mesi – con swing del 20-30% in poche settimane – non è per i deboli di cuore.
Dal punto di vista finanziario, l’azienda ha mostrato margini lordi GAAP del 28.8% nel Q1 2025, in miglioramento rispetto al 26.1% del Q1 2024. L’EBITDA adjusted rimane negativo a -30 milioni di dollari, ma questo era previsto data l’intensità degli investimenti in Neutron. La liquidità rimane solida con 517 milioni di dollari tra contanti, titoli negoziabili e liquidità vincolata.
Come sempre nel mondo degli investimenti, la diversificazione è fondamentale. Se decidete di entrare, fatelo con una posizione che potete permettervi di vedere fluttuare significativamente. Con un beta implicito che sembra essere sopra 2 (basandomi sulla volatilità osservata), una posizione del 5% in RKLB potrebbe facilmente causare swing del 10% nel vostro portafoglio complessivo.
E ricordate: nel settore spaziale, come nella vita, è meglio mirare alle stelle con i piedi ben piantati a terra. Il settore della difesa sta certamente vivendo un momento favorevole, e Rocket Lab è ben posizionata per beneficiarne. I contratti HASTE per test ipersonici con il Dipartimento della Difesa, inclusi programmi da 46 miliardi di dollari con l’Air Force e 1.3 miliardi di sterline con il Ministero della Difesa britannico, mostrano come l’azienda stia diversificando oltre i tradizionali lanci orbitali.
Ma tra il potenziale e la realizzazione c’è ancora molto spazio – letteralmente e figurativamente. Con il titolo che ha già percorso molta strada dai minimi di aprile, potrebbe essere saggio attendere un pullback verso i supporti chiave prima di iniziare o aumentare una posizione. Procedete con cautela, fate le vostre ricerche, e non lasciate che l’entusiasmo per la frontiera finale offuschi il vostro giudizio finanziario.
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