In un mercato che sembra avere occhi solo per i titoli più popolari, spesso le opportunità più interessanti passano inosservate. Mentre tutti parlano dei “Magnifici 7” e delle ultime novità tecnologiche, alcune aziende solide stanno attraversando fasi di ribasso che potrebbero rappresentare punti di ingresso ideali per investitori attenti. Oggi vogliamo portare alla vostra attenzione due titoli che hanno subito correzioni significative dall’inizio dell’anno, ma che presentano fondamentali solidi e prospettive di crescita interessanti nel medio-lungo periodo.
La stagione degli utili è alle porte, quindi non c’è fretta di aprire posizioni immediatamente. Anzi, potrebbe essere saggio attendere i prossimi report trimestrali e ascoltare con attenzione i commenti del management durante le conference call per prendere decisioni più informate. Ma intanto, conosciamo meglio queste due realtà che meritano un posto nella nostra watchlist.
Affirm Holdings Inc (Nasdaq : AFRM)
Affirm rappresenta uno dei principali attori nel segmento “buy now, pay later” (BNPL), un settore in rapida espansione che sta cambiando le abitudini di acquisto di milioni di consumatori. Con una capitalizzazione di mercato di circa 13,5 miliardi di dollari, l’azienda ha visto il proprio titolo scendere del 32,3% dall’inizio dell’anno, una correzione che potrebbe offrire un’interessante opportunità d’ingresso.
Sebbene il multiplo P/E a termine di 26 volte gli utili possa non sembrare particolarmente economico, è importante considerare il tasso di crescita previsto per i prossimi anni. La crescita dei ricavi attesa per i prossimi due anni si attesta intorno al 30,4%, mentre la crescita del flusso di cassa libero è prevista in forte accelerazione: +211,5% per l’anno fiscale 2025, +49,2% per il 2026 e un ulteriore +12,1% per il 2027, quando si prevede che Affirm genererà circa 1,5 miliardi di dollari di free cash flow.
Questi numeri non sono frutto di speculazioni, ma si basano su trend solidi e verificabili. La base di clienti attivi di Affirm è cresciuta a un tasso annuo composto del 36,12% dal 2021, superando l’effetto pandemico. Ancora più impressionante è la crescita del numero totale di transazioni, che nello stesso periodo ha registrato un CAGR del 76,85%. Questi dati testimoniano non solo l’acquisizione di nuovi clienti, ma anche un crescente livello di fidelizzazione e utilizzo ripetuto del servizio.
Negli ultimi mesi, Affirm ha annunciato diverse partnership strategiche o l’espansione di collaborazioni esistenti con player di primo piano come Shopify, Revolve, Adidas e JP Morgan. Questi accordi rappresentano un’importante validazione del modello di business dell’azienda. Non è un caso che i commercianti che offrono Affirm come metodo di pagamento alla cassa registrino un aumento del 70% della dimensione media del carrello e una riduzione di quasi il 30% dei carrelli abbandonati rispetto ad altri fornitori di soluzioni di pagamento dilazionato.
La concorrenza nel settore BNPL è certamente agguerrita, con Klarna, PayPal e altri player che cercano di conquistare quote di mercato. Tuttavia, Affirm ritiene di poter contare su una tecnologia proprietaria di underwriting e gestione del rischio che rappresenta un vantaggio competitivo significativo. Inoltre, la trasparenza dell’offerta, caratterizzata dall’assenza di commissioni nascoste e penali per ritardi nei pagamenti, rappresenta un elemento distintivo apprezzato dai consumatori. Con Affirm, i clienti sanno esattamente quanto pagheranno, con interessi semplici che non si compongono nel tempo.
Se analizziamo la struttura dei ricavi, osserviamo che nel trimestre più recente 49,4 milioni di dollari sono derivati da interessi attivi, 244,9 milioni dalla rete dei commercianti, e il resto da guadagni sulla vendita di prestiti, carte virtuali e servizi. I segmenti in più rapida crescita, con tassi superiori al 50% annuo dal dicembre 2020, sono quelli relativi alle carte virtuali, agli interessi attivi e ai servizi, mentre i guadagni sui prestiti stanno crescendo a un ritmo ancora più elevato, pari al 71,2%.
Un dato che potrebbe sembrare preoccupante è la diminuzione del valore medio degli ordini, sceso del 50% rispetto ai picchi di fine 2020. Tuttavia, questa tendenza riflette in realtà un’evoluzione strategica dell’azienda, che inizialmente si concentrava principalmente su articoli di valore elevato e ora sta espandendo la propria presenza anche su transazioni di importo inferiore. Nonostante questa dinamica, il volume lordo delle merci (GMV) continua a crescere a un tasso annuo composto del 48,5%, mentre il numero di transazioni per cliente attivo è in costante aumento.
Sul fronte della redditività, Affirm ha visto un miglioramento costante del margine di profitto lordo, che ha toccato un picco durante la pandemia, e del margine di free cash flow, passato dal -12,5% dell’anno scorso a valori positivi, con un trend di miglioramento trimestre dopo trimestre.
Un altro elemento che gioca a favore di Affirm è la qualità del management. Il CEO Max Levchin proviene dalla “mafia di PayPal”, il gruppo di imprenditori e dirigenti che hanno fondato PayPal e successivamente hanno creato o guidato alcune delle aziende tecnologiche di maggior successo. Questa esperienza e competenza rappresentano un valore aggiunto significativo per guidare l’azienda attraverso le sfide e le opportunità di un settore in rapida evoluzione.
Manhattan Associates Inc (Nasdaq : MANH)
Passiamo ora alla seconda azienda, Manhattan Associates, un nome che probabilmente molti di voi non conoscono ma che rappresenta un player di primo piano nel settore delle soluzioni software per la gestione della supply chain. Con una capitalizzazione di mercato appena inferiore ai 10 miliardi di dollari, il titolo ha subito una correzione ancora più consistente di Affirm, perdendo quasi il 40% del suo valore dall’inizio dell’anno.
L’azienda si occupa di sviluppare, vendere, implementare e manutenere soluzioni software per la gestione della catena di approvvigionamento. Tra i suoi concorrenti figurano colossi come Oracle e SAP, ma Manhattan Associates si distingue per la sua focalizzazione specifica sulla supply chain, un elemento che molti considerano un punto di forza decisivo che la posiziona come leader nel segmento.
A prima vista, anche dopo il significativo ribasso, la valutazione può sembrare impegnativa: un P/E a 12 mesi di 46,6 volte e un P/E a termine di 36,2 volte. Questi multipli elevati potrebbero spiegare in parte la correzione del titolo, ma è importante considerare anche altri fattori, come il margine di free cash flow del 27,5%, che testimonia l’efficienza operativa dell’azienda.
Attualmente, un’azione di Manhattan Associates costa tra i 160 e i 163 dollari, mentre il prezzo obiettivo medio degli analisti si attesta a 214,2 dollari, suggerendo un potenziale di apprezzamento significativo. Le prospettive di crescita dei flussi di cassa liberi sono particolarmente interessanti: dopo una crescita attesa del 9% anno su anno nell’anno fiscale 2025, si prevede un’accelerazione al 12,6% nel 2026 e al 26,4% nel 2027.
Dal punto di vista geografico, la maggior parte dei ricavi proviene dalle Americhe, ma l’area Europa, Medio Oriente e Africa (EMEA) sta crescendo a un ritmo più sostenuto, mentre la regione Asia-Pacifico (APAC) rappresenta al momento una quota minore del fatturato.
Analizzando i segmenti di business, Manhattan Associates genera ricavi attraverso abbonamenti cloud, licenze software, manutenzione, servizi e hardware. Il segmento cloud è quello in più rapida crescita, con un incremento del 26,5% su base annua nell’ultimo trimestre, in rallentamento rispetto al +38,2% del trimestre precedente ma comunque molto solido. È interessante notare come la componente cloud stia assumendo un peso sempre maggiore nel mix di ricavi, sebbene attualmente i servizi rappresentino ancora la quota più consistente.
Un indicatore particolarmente interessante da monitorare è il “remaining performance obligation” (RPO), ovvero il valore complessivo dei contratti firmati ma non ancora riconosciuti come ricavi. Dal quarto trimestre del 2019, questo parametro è cresciuto a un tasso annuo composto di quasi il 60%. Sebbene il tasso di crescita anno su anno stia rallentando (24,7% nell’ultimo trimestre rispetto al 27,3%, 29% e 31% dei trimestri precedenti), il trend rimane comunque molto positivo e indica una solida pipeline di ricavi futuri già contrattualizzati.
Sul fronte della redditività, Manhattan Associates ha visto un leggero calo del margine di profitto lordo rispetto al 2014, ma un miglioramento dal 2022. Il margine di free cash flow, invece, ha mostrato un trend di crescita costante, passando dal 17,2% del 2014 all’attuale 27,5%, con un incremento significativo rispetto al 22,6% del 2022.
Manhattan Associates si concentra su diverse aree di prodotto chiave: sistemi di gestione dei magazzini, sistemi di gestione dei trasporti, sistemi di gestione degli ordini, soluzioni per il commercio omnicanale, pianificazione della supply chain, gestione della forza lavoro e gestione dei piazzali. Questa focalizzazione sulla supply chain potrebbe sembrare un elemento di debolezza nel contesto attuale di incertezza globale, ma potrebbe in realtà rappresentare un’opportunità. In un mondo dove le catene di approvvigionamento stanno subendo trasformazioni radicali, con fenomeni di reshoring e nearshoring sempre più diffusi, la domanda di soluzioni avanzate per la gestione della supply chain potrebbe aumentare significativamente.
Sia Affirm che Manhattan Associates rappresentano aziende solide con modelli di business validati e prospettive di crescita interessanti nel medio-lungo periodo. La recente correzione dei prezzi potrebbe offrire punti di ingresso interessanti, ma è importante procedere con cautela, soprattutto in vista della prossima stagione degli utili.
Per gli investitori a breve termine, potrebbe essere saggio attendere i prossimi risultati trimestrali e le indicazioni del management prima di prendere posizione. Per gli investitori con un orizzonte temporale più lungo, questi titoli meritano sicuramente un posto nella watchlist e potrebbero rappresentare opportunità di diversificazione interessanti in un portafoglio orientato alla crescita.
Ricordiamo che, sebbene entrambe le aziende presentino valutazioni che non possono essere definite “economiche” in senso stretto, la qualità del modello di business e le prospettive di crescita potrebbero giustificare multipli superiori alla media. Come sempre, raccomandiamo di fare le proprie ricerche e di considerare questi titoli nel contesto della propria strategia di investimento complessiva e della propria tolleranza al rischio.
In un mondo finanziario dominato spesso dall’attenzione verso i giganti tecnologici, guardare oltre i titoli più popolari può rivelarsi una strategia vincente per scoprire opportunità di investimento promettenti prima che diventino evidenti a tutti. Affirm e Manhattan Associates potrebbero essere proprio due di queste gemme nascoste che meritano una seconda occhiata da parte di investitori attenti e lungimiranti.
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