Dal minimo del mercato azionario nel marzo 2020 quando scoppió la pandemia, il Dow Jones Industrial Average ha più che raddoppiato il suo valore. Il guadagno del 114% è tanto più notevole in quanto quest’indice è ponderato in base al prezzo: questo significa che le azioni con un prezzo più alto influenzeranno il movimento dell’indice più delle azioni con un prezzo più basso.
Ci vuole molto di più affinché un titolo da $ 100 arrivi a $ 200 che un titolo da $ 10 salga a $ 20, anche se si tratta della stessa percentuale di aumento. Pensatela come una nave da crociera che fa una virata e prendiamo la stessa manovra fatta da una barca a remi: il primo avrà bisogno di una curva ampia per girarsi mentre l’altro potrà invertire agilmente la rotta.
L’indice è cresciuto del 5,6% nel 2024 e ha chiuso la scorsa settimana a un nuovo massimo storico ma non tutte le azioni del Dow Jones stanno godendo dello stesso tipo di successo. Dei 30 componenti del Dow Jones Industrial Average, il 40% quest’anno viene scambiato al di sotto dei guadagni dell’indice.
NIKE (NYSE : NKE) é uno dei titoli peggiori e piú preso a pugni dal mercato. Riuscirá a riprendersi o é destinato a scendere ancora ?
Il produttore di calzature e abbigliamento sportivo è rimasto indietro nel 2024 con le sue azioni in calo del 15% da inizio anno. Nell’ultimo mese ha fatto registrare un -11% e se prendiamo gli ultimi 365 giorni, la performance é anche peggiore con un -26%. Risulta essere anche uno dei titoli S&P 500 con il rendimento peggiore. La causa di questa discesa? Forse la dura concorrenza? Il calo delle vendite in Asia e soprattutto in Cina?
Di seguito potete trovare una tabella con dati importanti che si aggiorna automaticamente per avere un’idea della situazione del titolo al momento della lettura. Sotto la tabella vengono spiegate tutte le voci.
- SHORT RATIO : misura il numero di giorni che in media impiegano gli short seller a coprire il riacquisto di tutte le azioni prese in prestito. Quando la metrica supera i 5 giorni di copertura solitamente viene considerato un segnale di allarme, nel senso che il mercato è posizionato al ribasso e potrebbe dare luogo a ulteriori vendite nei giorni a seguire.
- LAST SPLIT DAY : é l’ultima data in cui il titolo ha frazionato le proprie azioni.
- TOTAL CASH : é un valore che include l’importo netto di debiti e crediti per le attività di cassa.
- TOTAL DEBT : é l’ammontare del debito societario.
- FREE CASH FLOW : è il denaro netto che un’azienda produce attraverso le sue operazioni. Questo parametro mostra la capacità di un’azienda di generare liquidità al di sopra delle sue esigenze operative e di investimento.
- HELD BY INSIDERS : é la percentuale di azioni detenute da persone all’interno dell’azienda.
- HELD BY INSTITUTIONS : é la percentuale di azioni detenute da fondi istituzionali.
BETA : è una misura della rischiosità sistematica del titolo in base alle variazioni del mercato. Azioni con un beta superiore a 1 sono tendenzialmente più rischiose perché si tratta di società con politiche imprenditoriali aggressive o con elevati livelli di indebitamento.
Azioni con beta inferiori a 1 sono meno rischiose perché risultano in linea con le tendenze attuali di mercato e con indebitamenti sostenibili. Un beta molto alto potrebbe essere sinonimo di un’azienda in un settore nuovo con un’idea imprenditoriale innovativa che non ha ancora una collocazione definita sul mercato.PEG RATIO : è il rapporto tra l’indicatore price/earnings e il tasso di sviluppo annuale di una società. E’ un dato importante per valutare la crescita e viene applicato alle società caratterizzate da uno sviluppo continuo. Una società può essere reputata in fase di ingrandimento se presenta, per un periodo di almeno quattro anni, uno sviluppo maggiore della crescita media del settore in cui opera. Se il PEG è maggiore di uno significa che il titolo è relativamente costoso; il PEG minore di uno è visto dagli analisti come un segno favorevole all’acquisto.
QUARTERLY REVENUE GROWTH : è la crescita dei ricavi trimestrali. E’ un valore che ci fa capire sul breve-medio periodo se un’azienda sta crescendo trimestre per trimestre. Questo valore mette in relazione le entrate totali dell’ultimo trimestre con quelle dello stesso trimestre dell’anno precedente.
Molti analisti stanno cercando di dare una spiegazione al trend negativo di questo titolo e probabilmente le cause sono molteplici. La strategia di Nike di concentrarsi sui canali diretti al consumatore eliminando molti account all’ingrosso non sembra ,per il momento, portare ai risultati previsti. Poi c’é il problema della concorrenza: la sua posizione di primo piano nel mercato delle calzature e abbigliamento sportivo é stata messa in discussione da diversi marchi emergenti che stanno portando via parti del suo mercato. Sappiamo tutti che stiamo parlando di un colosso ma questo trend di moda avverso potrebbe durare parecchio.
Anche il mercato asiatico sta dando cenni negativi al mercato di Nike e i dati sulle vendite in Cina non descrivono una situazione ottimale in quanto c’é un rallentamento sulla crescita delle vendite (le vendite sono in leggero aumento ma sotto le stime della societá) . Questo potrebbe essere dovuto al rallentamento dell’economia cinese e al conseguente sostegno ai produttori di calzature e abbigliamento locali.
La ciliegina sulla torta viene dalle recenti e costanti preoccupazioni per il lavoro forzato in fabbrica: questo rappresenta sempre un ostacolo in quanto si crea attorno al marchio una nuvola nera creata dall’opinione pubblica.
Nell’ultima trimestrale i ricavi di NIKE sono leggermente aumentati attestandosi a 12,4 miliardi di dollari. Il margine lordo è aumentato al 44,8%, grazie ad azioni strategiche sui prezzi e alla riduzione dei costi. NIKE ha restituito agli azionisti 1,4 miliardi di dollari compresi dividendi (ha dichiarato un dividendo trimestrale in contanti di 0,370 dollari per azione) e riacquisti di azioni.
D’altra parte peró l’utile netto è sceso del 5% a 1,2 miliardi di dollari, e l’utile diluito per azione è sceso del 3% a 0,77 dollari. I ricavi di Converse sono diminuiti del 19% su base riportata e del 20% su base valutaria neutrale. Le disponibilità liquide e mezzi equivalenti sono diminuiti di circa 0,2 miliardi di dollari rispetto all’anno precedente. Le spese amministrative e di vendita sono aumentate del 7% a $ 4,2 miliardi (Compresi $ 340 milioni degli oneri di ristrutturazione).
“Stiamo apportando le modifiche necessarie per guidare il prossimo capitolo di crescita di NIKE”, ha affermato John Donahoe, Presidente e CEO di NIKE, Inc. “Siamo incoraggiati dai progressi che abbiamo visto, mentre costruiamo un ciclo pluriennale di nuove innovazioni , affinare la narrazione del nostro marchio e collaborare con i nostri partner all’ingrosso per elevare e far crescere il mercato.”
Matthew Friend, Vicepresidente esecutivo e Direttore finanziario di NIKE, Inc., ha dichiarato: “I nostri team si concentrano su ciò che conta di più per tornare a una forte crescita. Stiamo agendo per costruire una NIKE più veloce ed efficiente e massimizzare l’impatto del nostro nuovo ciclo di innovazione.”
L’aumento riportato del margine lordo di NIKE al 44,8%, un aumento di 150 punti base, è un indicatore significativo del potere di fissazione dei prezzi e dell’efficacia della gestione dei costi dell’azienda. L’espansione dei margini, attribuita ai prezzi strategici e ai minori costi logistici, suggerisce che NIKE sta affrontando con successo le pressioni inflazionistiche che hanno ostacolato molte aziende di vendita al dettaglio e di beni di consumo. Tuttavia, l’aumento delle spese amministrative e di vendita, comprese le spese di ristrutturazione, indicano investimenti in corso e potenziali cambiamenti organizzativi che potrebbero influire sulla redditività futura.
Bisognerebbe tener presente la tendenza al ribasso dell’utile netto e dell’utile diluito per azione che, nonostante siano influenzati dagli oneri di ristrutturazione, potrebbero sollevare preoccupazioni sulla traiettoria di crescita degli utili a breve termine della società. La riduzione delle scorte è un segnale positivo di una gestione efficiente delle scorte, che è importante nel settore della vendita al dettaglio per evitare ribassi e mantenere la redditività. I continui rendimenti degli azionisti attraverso dividendi e riacquisti di azioni riflettono la fiducia del management nella salute finanziaria della società e l’impegno a fornire valore per gli azionisti.
Il leggero aumento dei ricavi e l’espansione del margine lordo , riflette la resilienza in un contesto macroeconomico difficile. Le azioni strategiche dell’azienda sui prezzi per contrastare l’aumento dei costi di produzione dei prodotti dimostrano la capacità di sfruttare la forza del marchio per mantenere i margini di redditività. Tuttavia, la modesta diminuzione della liquidità e di mezzi equivalenti, determinata dai riacquisti di azioni e da altri deflussi di cassa, potrebbe sollevare interrogativi sulla sostenibilità di tali strategie finanziarie a fronte di potenziali ostacoli economici come l’inflazione.
Ultimamente l’azienda ha annunciato l’intenzione di ridurre i costi di 2 miliardi di dollari in tre anni e di tagliare il 2% della sua forza lavoro globale , ovvero circa 1.500 posti di lavoro. Solitamente queste scelte vengono viste positivamente dal mercato e spesso segnano il punto di svolta ma non in questo caso : le azioni NKE continuano con un trend negativo.
Tutti i segnali di analisi tecnica danno il titolo ancora in una fase ribassista e quindi di debolezza. Potrebbe rimanere ipervenduto ancora per un po’. Il 5 Aprile 2024 ha toccato il minimo di 52 settimane a $ 88,66. Credo che sotto i $ 90 sia un ottimo punto di ingresso se visto con un’ottica long. Attenzione ai 2 supporti in zona $ 88,70 e $ 88,20 perché se dovesse sfondarli con volumi alti potrebbe sprofondare fino in zona $ 83. D’altra parte se salisse sopra la resistenza a $ 92 con volumi importanti, sarebbe un primo segnale di inversione.
