Quando Warren Buffett muove quasi 4 miliardi di dollari su tre nuovi titoli, il mercato dovrebbe prestare attenzione. Eppure, come spesso accade con l’Oracle di Omaha, questi investimenti sono passati relativamente inosservati rispetto al clamore che di solito circonda le sue mosse più vistose. Parliamo di Allegion, Lamar Advertising e UnitedHealth Group, tre aziende che incarnano perfettamente la filosofia di investimento di Buffett: moat economici profondi, flussi di cassa prevedibili e posizioni dominanti in settori apparentemente noiosi ma essenziali.

Ho voluto approfondire non solo le ragioni fondamentali dietro queste scelte, ma anche analizzare i dati tecnici più recenti per capire se questi titoli rappresentino ancora opportunità interessanti per chi opera sui mercati con orizzonti temporali diversi.

Iniziamo da Allegion (NYSE : ALLE), il colosso mondiale della sicurezza che probabilmente usi ogni giorno senza saperlo. Quando entri in ufficio o attraversi un aeroporto, molto probabilmente stai interagendo con i loro prodotti. Schlage, Von Duprin, LCN sono marchi che hanno costruito la loro reputazione su decenni di affidabilità, creando quello che in gergo chiamiamo “switching costs” elevati. Una volta che un edificio è equipaggiato con i loro sistemi, cambiarli diventa costoso e complesso.

Dal punto di vista fondamentale, Allegion presenta numeri interessanti: market cap di 14,65 miliardi, ricavi 2024 di 3,77 miliardi e un P/E di 23,52. Non sono multipli da saldo, ma nemmeno eccessivi per un’azienda con queste caratteristiche difensive. Il margine netto del 15,8% testimonia la solidità del business model.

Guardando ai dati tecnici più recenti, il titolo ha chiuso il 21 agosto a 167,21 dollari, in calo dello 0,78% dopo aver toccato un minimo a 116,14 dollari durante l’anno. La situazione tecnica mostra alcuni segnali interessanti: il titolo sta formando pattern di consolidamento (Bollinger Band Squeeze) che spesso precedono movimenti direzionali significativi. L’RSI a 61,83 indica un momentum ancora positivo senza essere in area di ipercomprato estremo, mentre l’ADX a 48,81 conferma la presenza di un trend forte. Il fatto che il titolo stia trading sopra tutte le medie mobili principali (20, 50 e 200 giorni) è un segnale tecnico decisamente bullish.

Quello che mi colpisce di più, tuttavia, è il gap ancora aperto dal 24 luglio, quando il titolo ha fatto un balzo del 2,3% che non è mai stato completamente riempito. Dal punto di vista tecnico, questo gap rappresenta spesso una zona di supporto importante, suggerendo che il mercato ha riconosciuto un cambio di percezione fondamentale sull’azienda. Vale anche la pena notare che il volume di scambi del 21 agosto è stato di circa 483.000 azioni, inferiore alla media, suggerendo che il movimento di prezzo non è stato accompagnato da selling pressure significativa.

Lamar Advertising Company (Nasdaq : LAMR) rappresenta una scommessa su qualcosa di fisico e tangibile in un mondo sempre più digitale. Con oltre 150.000 location pubblicitarie strategiche, l’azienda possiede letteralmente pezzi dell’infrastruttura americana. La bellezza di questo business è nella sua semplicità: affitti spazi pubblicitari che non possono essere bloccati da adblock, saltati o ignorati.

I numeri fondamentali raccontano la storia di un’azienda solida: market cap di 12,38 miliardi, ricavi 2024 di 2,21 miliardi e un dividend yield del 4,82% che riflette la struttura REIT dell’azienda. Il P/E di 28,54 può sembrare elevato, ma va contestualizzato nel fatto che come REIT, Lamar deve distribuire almeno il 90% degli utili tassabili come dividendi.

Dal punto di vista tecnico, il titolo ha mostrato una volatilità interessante negli ultimi mesi. Dopo aver toccato minimi a 98,54 dollari, ha recuperato fino ai livelli attuali di 122,42 dollari. L’RSI a 50,98 indica una situazione di equilibrio, mentre la presenza di diversi gap che sono stati tutti chiusi negli ultimi mesi suggerisce un mercato che sta processando informazioni in modo efficiente. Particolarmente significativo è il fatto che il titolo stia ora trading in una zona neutra rispetto alle Bollinger Bands, con un Percent B di 0,54 che indica spazio per movimenti in entrambe le direzioni.

Quello che trovo particolarmente interessante è la conversion verso billboard digitali che l’azienda sta portando avanti. Questo upgrade tecnologico non solo moltiplica i ricavi per location, ma crea anche un moat tecnologico aggiuntivo. È il tipo di evoluzione che Buffett apprezza: innovazione applicata a un business tradizionale per rafforzarne i vantaggi competitivi. Interessante notare che il float short è al 10,20%, relativamente alto per un’azienda di questo tipo, il che potrebbe creare dinamiche interessanti in caso di surprise positive sui risultati.

Il 22 Luglio avevo giá pubblicato un articolo su UnitedHealth Group (NYSE : UNH) ; questa rappresenta l’investimento più corposo dei tre, con 3,4 miliardi investiti da Berkshire. Non è difficile capire perché: parliamo di un’azienda con ricavi 2024 di 400,28 miliardi e un P/E incredibilmente basso di 13,13 per un’azienda di questa qualità e crescita.

La struttura a doppio motore di UnitedHealth, con UnitedHealthcare per le assicurazioni e Optum per i servizi sanitari, crea sinergie uniche nel settore. Optum in particolare rappresenta il futuro dell’azienda, con la sua capacità di analizzare dati sanitari su scala massive e ottimizzare l’intero processo di cura.

Dal punto di vista tecnico, UNH ha vissuto una montagna russa quest’anno. Dopo aver toccato massimi superiori a 620 dollari, il titolo è crollato fino a 234,60 dollari per poi recuperare agli attuali 303,35 dollari. Questo movimento drammatico ha creato una situazione tecnica molto interessante.

L’RSI a 61,83 indica che il recovery è ancora sostenibile, mentre la presenza di gap ancora aperti dal 15 agosto (un gap di continuazione dell’11,1%) suggerisce che il mercato ha rivalutato significativamente le prospettive dell’azienda. Il fatto che questo gap sia stato riempito solo per il 13% indica che c’è ancora spazio per ulteriori movimenti al rialzo. Un dettaglio che non passa inosservato è il volume medio giornaliero di oltre 16 milioni di azioni, che testimonia l’interesse istituzionale per il titolo anche durante le fasi più volatili.

Analizzando questi tre investimenti attraverso la lente di un investitore che opera su orizzonti temporali diversi, vedo opportunità interessanti ma con caratteristiche diverse.

Per il lungo periodo, tutti e tre i titoli incarnano la filosofia Buffett di investire in aziende con moat duraturi. Allegion beneficerà della crescita dell’IoT e delle smart cities, Lamar ha asset fisici in location irreplicabili, e UnitedHealth surfa sui trend demografici dell’invecchiamento della popolazione.

Dal punto di vista del medio periodo, UnitedHealth presenta il potenziale più interessante. Il titolo ha subito una correzione severa che ha creato un’opportunità di valutazione. Con un P/E di 13,13 per un’azienda che storicamente cresce a doppia cifra, il risk-reward appare favorevole. Va considerato che il titolo sta ora trading significativamente sopra la media mobile a 200 giorni (435,67 dollari), indicando che il mercato ha superato la fase di panico.

Per il breve periodo, Allegion mostra pattern tecnici di consolidamento che potrebbero precedere un breakout. I livelli di supporto sono ben definiti intorno ai 166-165 dollari, mentre una rottura sopra i 170 dollari potrebbe aprire spazi verso i massimi dell’anno. Il segnale “Slingshot Bullish” apparso nei dati tecnici più recenti suggerisce una possibile accelerazione al rialzo.

Lamar Advertising, dal canto suo, presenta caratteristiche più difensive grazie al suo dividend yield del 4,82%. Per chi cerca income con potenziale di crescita, rappresenta un’opzione interessante, anche se i multipli non sono particolarmente attraenti. Il fatto che il titolo mostri un pattern NR7 (Narrow Range 7) suggerisce che potremmo essere vicini a una fase di breakout direzionale.

Quello che emerge dall’analisi di questi tre investimenti è la coerenza della strategia Buffett anche in tempi di incertezza. Invece di inseguire i trend tecnologici del momento, ha puntato su aziende che risolvono problemi fondamentali dell’esistenza umana: sicurezza, comunicazione e salute.

La tempistica di questi investimenti è particolarmente astuta. Tutti e tre i settori beneficiano di trend strutturali di lungo periodo, ma hanno anche attraversato fasi di sottovalutazione che hanno creato opportunità d’ingresso interessanti. Non dimentichiamo che Berkshire ha accumulato queste posizioni gradualmente, una strategia tipica di Buffett che preferisce costruire le posizioni nel tempo piuttosto che fare acquisti massicci in un’unica soluzione.

Come investitori, possiamo imparare molto da queste scelte. La patience nel trovare aziende di qualità a prezzi ragionevoli, la focus su business model comprensibili e sostenibili, e la capacità di vedere oltre le fluttuazioni di breve termine del mercato.

Non sto suggerendo di copiare ciecamente le mosse di Buffett, ma di applicare gli stessi principi di analisi rigorosa e pensiero a lungo termine. In un mercato spesso dominato da hype e speculazione, questi tre investimenti ci ricordano che i fondamentali contano ancora, e che spesso le migliori opportunità si nascondono proprio sotto i nostri occhi.

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