Il 2025 passerà alla storia come l'anno della grande divergenza nei mercati delle quotazioni in borsa. Mentre chiudo questa analisi, i numeri parlano chiaro: gli Stati Uniti hanno registrato il trimestre più forte dal Q4 2021, l'India ha frantumato ogni record precedente con raccolte da capogiro, e la Cina attraverso Hong Kong ha piazzato l'IPO più grande dell'anno a livello globale. Nel frattempo, Londra è scivolata fuori dalla top 20 mondiale, superata da mercati come Messico e Oman. Non si tratta di una semplice oscillazione ciclica, ma di un riassetto strutturale che ridefinirà le strategie di investimento per gli anni a venire.
Da appassionato di tecnologia e di mercati finanziari, osservo con particolare interesse come questa divergenza stia ridisegnando non solo i flussi di capitale, ma anche le opportunità concrete per chi investe. Che tu operi nel breve termine cercando guadagni sulle prime giornate di contrattazione, o che preferisca costruire posizioni di lungo periodo su aziende promettenti, comprendere queste dinamiche diventa fondamentale per allocare correttamente il proprio capitale.
Stati Uniti: La Rinascita del Mercato Primario
Il mercato americano ha vissuto una vera e propria rinascita nel 2025. I dati aggregati mostrano 220 transazioni per un controvalore di oltre 40 miliardi di dollari, con un incremento significativo rispetto ai 176 deal del 2024. Il terzo trimestre è stato particolarmente brillante, con 65 IPO che hanno raccolto 15,7 miliardi di dollari, segnando il miglior risultato dal quarto trimestre del 2021.
Le ragioni di questo successo sono molteplici e interconnesse. L'amministrazione insediata a Washington ha adottato un approccio decisamente favorevole al business, con nomine strategiche come quella di Paul Atkins alla SEC che hanno segnalato una svolta verso la deregolamentazione. Questo cambio di rotta ha abbassato la percezione del rischio normativo per le aziende che valutavano lo sbarco in borsa, liberando una pipeline di operazioni rimaste in attesa per anni.
"Il 2026 presenta una finestra IPO aperta ma selettiva. Un backlog accumulato e tassi in discesa stanno portando offerta, tuttavia gli investitori pagano un premio per storie con scale consolidate, generazione di cassa e percorsi chiari verso la profittabilità, specialmente nell'infrastruttura AI, nel software e nel rischio specialty."
Il settore tecnologico ha guidato la ripresa, rappresentando un terzo delle operazioni e oltre la metà dei proventi raccolti nel Q3. L'intelligenza artificiale si è confermata il tema dominante, con investitori particolarmente ricettivi verso aziende che dimostrano come l'AI possa trasformare concretamente i loro modelli di business. Colossi come CoreWeave, Figma, Chime e Circle hanno completato con successo le loro quotazioni, mentre nomi del calibro di Klarna hanno registrato performance post-IPO che hanno superato le aspettative più ottimistiche.
Un elemento che merita attenzione particolare riguarda il ritorno dei fondi di private equity come venditori attivi. Dopo anni di difficoltà nel monetizzare i portafogli, il 2025 ha visto un raddoppio delle IPO backed da PE rispetto all'anno precedente. Questo trend è particolarmente rilevante per chi cerca opportunità: le aziende che escono dai portafogli PE tendono ad avere governance più strutturate e track record operativi consolidati, elementi che riducono il rischio tipico delle nuove quotazioni.
Asia: Il Nuovo Epicentro della Finanza Globale
Se gli Stati Uniti hanno mostrato forza, l'Asia ha letteralmente dominato in termini di volumi. La regione Asia-Pacifico ha registrato un incremento del 28% delle operazioni nella sola prima metà dell'anno, con Cina, India e Giappone a fare da locomotiva. Hong Kong, in particolare, ha vissuto una rinascita spettacolare dopo anni di relativa stagnazione.
L'evento simbolo di questa rinascita è stata senza dubbio la quotazione di CATL, il colosso cinese delle batterie per veicoli elettrici. L'operazione ha raccolto 5,3 miliardi di dollari (inclusa l'opzione di overallotment), configurandosi come la più grande IPO globale del 2025. Le azioni hanno chiuso il primo giorno di contrattazioni con un rialzo superiore al 16%, segnale inequivocabile dell'appetito degli investitori per storie di crescita legate alla transizione energetica.
| IPO | Mercato | Raccolta | Performance Day 1 |
|---|---|---|---|
| CATL | Hong Kong | $5,3 Mld | +16,4% |
| JX Advanced Metals | Tokyo | $2,5 Mld | +8,2% |
| Zijin Gold International | Hong Kong | $3,2 Mld | +12,1% |
| Tata Capital | Mumbai | $1,7 Mld | +1,0% |
| Klarna | New York | $1,2 Mld | +30% |
L'India merita un capitolo a parte. Il mercato indiano ha stabilito record assoluti, con raccolte che hanno superato i 19,6 miliardi di dollari (1,77 lakh crore di rupie), battendo il già eccezionale 2024. Nel solo terzo trimestre, 146 IPO hanno generato 7,2 miliardi di dollari, con una crescita del 54% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Quello che rende il caso indiano particolarmente interessante è la natura della domanda: oltre 42 milioni di investitori retail partecipano attivamente al segmento IPO, con tassi di oversubscription che hanno raggiunto mediamente 35 volte per la componente retail e 102 volte per i Qualified Institutional Buyers.
Il mercato indiano offre esposizione a una delle economie a più rapida crescita mondiale, con un ecosistema finanziario in maturazione e una base retail in espansione. Settori come fintech, energie rinnovabili e healthcare stanno attirando capitali significativi, mentre le riforme normative di SEBI hanno semplificato il processo di quotazione.
Tuttavia, non tutto ciò che luccica è oro. Nonostante l'euforia, quasi la metà delle oltre 300 società quotate nel 2025 in India tratta oggi sotto il prezzo di collocamento. I guadagni medi al listing sono scesi al minimo triennale del 9,1%, segnale che la selettività degli investitori sta aumentando e che le valutazioni aggressive vengono sempre più punite dal mercato.
Europa: Una Crisi Strutturale che Richiede Risposte Urgenti
Il contrasto con l'Europa non potrebbe essere più marcato. Il 2025 si sta chiudendo come il secondo anno peggiore per le IPO europee degli ultimi vent'anni, con appena 47 operazioni completate nei primi nove mesi, il 70% in meno rispetto alla media storica di 160. Londra, un tempo tra le prime cinque piazze mondiali per raccolta, è precipitata al 23° posto, superata da mercati emergenti che fino a pochi anni fa non comparivano nemmeno nelle classifiche.
I numeri della City sono impietosi: nella prima metà del 2025, solo cinque IPO hanno raccolto 160 milioni di sterline, il dato più basso da quando Dealogic ha iniziato a raccogliere statistiche nel 1995. Persino nel 2009, nel pieno della crisi finanziaria globale, Londra aveva fatto meglio. Il problema non riguarda solo il Regno Unito post-Brexit: l'intera Europa continentale ha visto i proventi crollare del 65% rispetto all'anno precedente.
La frammentazione regolamentare tra 27 giurisdizioni nazionali, l'implementazione aggressiva degli standard ESG di reporting, e la percezione di valutazioni strutturalmente più basse stanno creando un circolo vizioso. La liquidità ridotta deprime i multipli, che a loro volta scoraggiano nuove quotazioni, alimentando un esodo verso mercati più profondi.
Le cause di questa débâcle sono molteplici. Da un lato, il panorama regolamentare europeo rimane estremamente frammentato: con 27 regolatori nazionali e complesse normative a livello UE, il costo di compliance per quotazioni cross-border resta proibitivo. L'implementazione degli standard di sostenibilità, per quanto lodevole negli intenti, ha creato frizioni operative che hanno rallentato i progetti e raffreddato l'entusiasmo degli emittenti.
Dall'altro lato, c'è un problema strutturale di liquidità. Il valore aggregato scambiato sull'indice MSCI Europe ex-UK ristagna da oltre quindici anni a circa 1,3 miliardi di dollari, meno della metà del picco del 2008 e ben lontano dai 7 miliardi dell'S&P 500. Questa minore liquidità si traduce in spread più ampi, maggiore volatilità e, in ultima analisi, valutazioni depresse che rendono poco attraente la quotazione in Europa rispetto agli Stati Uniti o all'Asia.
Il paradosso è che l'Europa non manca di aziende di qualità. Il problema è che queste aziende scelgono sempre più spesso di quotarsi altrove o di restare private, alimentando un drenaggio di talento imprenditoriale e opportunità di investimento. L'unico spiraglio di luce è arrivato dalla Svezia, dove Verisure ha completato un'operazione da 3,6 miliardi di dollari sul Nasdaq Stockholm, ma si tratta di un'eccezione che conferma la regola di un mercato in profonda sofferenza.
Implicazioni per gli Investitori: Strategie Differenziate per Orizzonti Temporali
Di fronte a questo scenario così polarizzato, quali sono le strategie più sensate per chi investe? La risposta dipende inevitabilmente dall'orizzonte temporale e dalla propensione al rischio di ciascuno.
Per chi opera nel breve termine, le IPO americane offrono attualmente le migliori opportunità di trading. I dati mostrano che oltre il 90% delle operazioni superiori ai 100 milioni di dollari ha prezzato all'interno o sopra la forchetta indicativa, con guadagni mediani del 15% nella prima giornata. La chiave è concentrarsi su settori con momentum evidente, in particolare l'infrastruttura AI, il fintech e il software enterprise, evitando di inseguire operazioni in settori ciclici o con fondamentali deboli.
Per l'investitore di medio termine, il mercato indiano presenta opportunità interessanti ma richiede selettività. L'entusiasmo retail ha portato a valutazioni aggressive in diversi casi, e il fatto che quasi metà delle nuove quotazioni tratti sotto il prezzo di IPO dovrebbe far riflettere. La strategia ottimale è attendere una stabilizzazione post-listing prima di costruire posizioni, focalizzandosi su aziende con track record di profittabilità piuttosto che pure growth stories.
Privilegiare esposizione ai mercati USA e selezionati mercati asiatici (India, Hong Kong) per le nuove quotazioni. Monitorare il mercato europeo per potenziali opportunità contrarian su titoli quality che trattano a sconto rispetto ai peer americani. Mantenere liquidità per sfruttare la pipeline 2026 che include nomi di peso come SpaceX, OpenAI e Databricks.
Per chi ragiona nel lungo periodo, questa divergenza crea opportunità asimmetriche. Da un lato, accumulare posizioni su IPO di qualità nei mercati forti permette di cavalcare trend secolari come la transizione energetica e la rivoluzione AI. Dall'altro, il mercato europeo potrebbe offrire a breve opportunità contrarian: aziende solide che trattano a multipli compressi rispetto ai competitor americani potrebbero rappresentare value play interessanti, specialmente se l'UE riuscirà a implementare riforme strutturali per rendere più competitivi i propri mercati.
Prospettive per il 2026: Cosa Aspettarsi
Le prospettive per il nuovo anno sono cautamente ottimistiche per USA e Asia, mentre l'Europa si trova a un bivio esistenziale. Negli Stati Uniti, la pipeline include nomi che potrebbero definire un'epoca: SpaceX sta pianificando una quotazione nella seconda metà del 2026, OpenAI punta a una valutazione da mille miliardi di dollari, e Databricks potrebbe finalmente fare il grande passo dopo anni di attesa.
L'elemento chiave da monitorare sarà l'andamento dei tassi d'interesse. La Federal Reserve ha intrapreso un ciclo di allentamento graduale, e ogni taglio aggiuntivo tenderà a favorire le valutazioni degli asset rischiosi, IPO incluse. Al contempo, la normalizzazione del contesto tariffario dopo le turbolenze del 2025 potrebbe rimuovere un elemento di incertezza che ha pesato sulle decisioni di quotazione.
Per l'Asia, il momentum è destinato a proseguire. L'India continuerà ad attrarre capitale grazie alla combinazione di crescita economica robusta, base retail in espansione e riforme normative favorevoli. Hong Kong consoliderà il suo ruolo di ponte tra la Cina e il capitale globale, beneficiando delle tensioni che rendono sempre più complesse le quotazioni dirette di aziende cinesi negli USA.
L'Europa, infine, ha di fronte una scelta netta: implementare riforme strutturali per armonizzare i mercati e ridurre il gap competitivo, oppure rassegnarsi a un ruolo sempre più marginale nella finanza globale. L'adozione del Listing Act europeo rappresenta un passo nella giusta direzione, ma servirà molto di più per invertire una tendenza che appare ormai radicata.
"Il 2025 ha dimostrato quanto le differenze regionali plasmino profondamente il mercato IPO. Gli Stati Uniti hanno beneficiato delle quotazioni cross-border e della forte performance delle aziende tech. In Cina e Hong Kong, gli effetti di recupero e il supporto governativo hanno prodotto un impressionante ritorno. L'Europa, invece, ha faticato con barriere strutturali e incertezza geopolitica."
Per chi investe, il messaggio è chiaro: i prossimi anni premieranno chi saprà navigare questa nuova geografia finanziaria con flessibilità e senza pregiudizi nazionalistici. Le opportunità migliori non saranno necessariamente sotto casa, e la capacità di accedere a mercati diversi diventerà un fattore competitivo determinante per la costruzione di portafogli performanti.
