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Il 5 Novembre ci saranno le elezioni presidenziali negli Stati Uniti e queste non solo determineranno il futuro presidente degli Stati Uniti ma influenzeranno anche il corso delle politiche nazionali e internazionali per gli anni a venire. Sará un punto cruciale per ogni investitore in quanto determinerá l’andamento dei vari settori. In questo articolo vedremo quali strade potrá prendere il settore energetico.

I candidati alla presidenza degli Stati Uniti hanno delineato priorità nettamente diverse per la politica energetica e quella dei trasporti: 

– La riduzione delle emissioni di carbonio e lo sviluppo dell’economia verde americana rimangono tra le priorità del democratico Joe Biden.

– Il repubblicano Donald Trump ha sottolineato il suo impegno a liberare le tradizionali risorse energetiche degli Stati Uniti.

 

Come queste agende contrastanti potrebbero tradursi in azioni governative merita di essere attentamente osservato: le divergenze politiche sulle energie rinnovabili e sui veicoli elettrici (EV) hanno il potenziale per avere il maggiore impatto su aziende e investitori.

Le elezioni avranno importanti implicazioni per l’Inflation Reduction Act (IRA). Questa legge distintiva, approvata durante il secondo anno di mandato del presidente Biden, utilizza pagamenti diretti e crediti d’imposta per promuovere l’ecologizzazione dell’industria statunitense nel prossimo decennio.

Una rielezione di Biden probabilmente garantirebbe l’attuazione dell’IRA in modi in linea con i suoi obiettivi politici, fornendo chiarezza e sostegno alle energie rinnovabili, ai veicoli elettrici e ad altre tecnologie per l’energia pulita.

Sul fronte normativo, ci si potrebbe aspettare che una seconda amministrazione Biden possa mantenere le restrizioni sulla locazione di terreni e acque pubbliche per le trivellazioni energetiche. Continuerebbero anche gli sforzi per ridurre le emissioni di gas serra da trasporti, centrali elettriche e operazioni di petrolio e gas.

Qualsiasi spinta per la riforma dei permessi sulle infrastrutture energetiche probabilmente porrebbe l’accento sulla trasmissione elettrica. Gli aggiornamenti della rete saranno essenziali per l’affidabilità del sistema man mano che la domanda di elettricità cresce e le fonti di energia rinnovabile vengono messe in funzione.

Nonostante le critiche di Trump all’IRA , una completa abrogazione della legge potrebbe risultare difficile, anche se i repubblicani ottenessero il controllo del Senato e della Camera dei rappresentanti. Questo perché molti stati che hanno sostenuto Trump nelle elezioni del 2020 stanno beneficiando dell’IRA.

È più probabile che ci siano cambiamenti specifici in alcuni elementi dell’IRA. La composizione del Congresso potrebbe influenzare questi aggiustamenti e la loro struttura. Se i repubblicani controllassero entrambe le camere del Congresso, potrebbero eliminare alcuni crediti d’imposta, un’opzione politicamente più accettabile rispetto all’abrogazione totale della legge. 

Come presidente, Trump potrebbe restringere o ampliare l’accesso a determinati programmi ordinando alle agenzie federali di rivedere le loro linee guida. C’è molta incertezza e i possibili esiti sono vari, ma le priorità politiche di Trump indicano che alcune aree dell’IRA potrebbero essere più soggette a modifiche rispetto ad altre.

Per quanto riguarda i veicoli elettrici, gli articoli che rendono questi veicoli più accessibili economicamente potrebbero essere maggiormente a rischio. Trump sembra vedere questi incentivi come un ostacolo per le tradizionali case automobilistiche americane e l’industria dei combustibili fossili, oltre che come un vantaggio per i paesi stranieri coinvolti nelle catene di fornitura dei veicoli elettrici. Le energie rinnovabili, come l’eolica e la solare, potrebbero affrontare rischi moderati, creando incertezza per le aziende di servizi pubblici e gli sviluppatori di energia rinnovabile. Per quanto riguarda l’idrogeno, i crediti d’imposta potrebbero essere ampliati sotto una presidenza Trump, rendendoli più accessibili ai progetti che utilizzano gas naturale per produrre idrogeno.

Tutto sembra indicare che Trump rinnoverà il suo impegno per ridurre l’onere normativo sui combustibili fossili nel suo secondo mandato.

L’eliminazione delle norme più severe sulle emissioni e delle restrizioni alle trivellazioni avanzate dall’amministrazione Biden sarebbe probabilmente all’ordine del giorno. La riforma dei permessi potrebbe anche porre maggiore enfasi sulle infrastrutture legate ai combustibili fossili. Queste mosse andrebbero a beneficio marginale del settore energetico.

Nel frattempo, la preferenza di Trump per i dazi commerciali e i possibili sforzi per reprimere la riesportazione di prodotti cinesi attraverso altri Paesi potrebbero aumentare i costi dei veicoli elettrici e delle energie rinnovabili.

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