Ci sono momenti nel mercato azionario in cui l’emotività prende il sopravvento sulla razionalità, creando opportunità che solo gli investitori più attenti riescono a cogliere. CoreWeave (Nasdaq : CRWV) rappresenta oggi uno di questi casi, e il fatto che Nvidia detenga quasi 4 miliardi di dollari in azioni della società – oltre il 90% del suo portafoglio pubblico – dovrebbe farci riflettere su cosa stiamo realmente osservando.
Il crollo del 45% dai massimi storici di questo titolo nasconde una storia che merita di essere raccontata con attenzione. Non parliamo di una startup qualunque nel settore AI, ma di un’azienda che ha triplicato i ricavi anno su anno e che gestisce una delle infrastrutture GPU più avanzate al mondo, con oltre 400.000 GPU Nvidia distribuite in 33 data center tra Nord America ed Europa. La domanda che dovremmo porci non è se il mercato abbia ragione nel punire il titolo, ma piuttosto quanto tempo ci vorrà prima che si accorga del proprio errore.
Mentre scrivo, CRWV ha una quotazione di 92,89 dollari ad azione e ieri , 19 Agosto, ha segnato un ulteriore calo del 4% in una giornata caratterizzata da volumi quasi doppi rispetto alla media. L’analisi tecnica ci racconta di un titolo in territorio decisamente oversold, con un RSI a 37,89 e lo stocastico lento che conferma questa condizione. Ma è proprio quando i grafici urlano paura che spesso si nascondono le migliori opportunità di investimento.
La formazione “Calm After Storm” che si è verificata nella sessione di martedì suggerisce una possibile continuazione del movimento, ma attenzione: i supporti chiave a 88,86, 84,83 e 81,01 dollari potrebbero rappresentare livelli di accumulo interessanti per chi guarda oltre il breve termine. Le resistenze a 96,71, 100,53 e 104,56 dollari sono i primi obiettivi di un eventuale rimbalzo tecnico.
Ma andiamo oltre i grafici e cerchiamo di capire cosa sta realmente succedendo. Il mercato ha reagito male a tre fattori concomitanti che hanno creato quella che definirei una tempesta perfetta. Primo, la società ha registrato una perdita netta di 290 milioni di dollari nell’ultimo trimestre, nonostante ricavi record di 1,2 miliardi. Secondo, la compensazione basata su azioni è esplosa, aumentando di venti volte rispetto all’anno precedente. Terzo, e forse più importante, il 15 agosto è terminato il periodo di lock-up post-IPO, permettendo agli investitori iniziali di vendere le loro posizioni con guadagni del 100-200%.
CoreWeave non è semplicemente un altro provider di servizi cloud. La società si è posizionata come l’AWS dell’intelligenza artificiale, fornendo accesso immediato all’infrastruttura GPU più avanzata per aziende che non possono permettersi di aspettare anni o spendere miliardi per costruire la propria. È interessante notare come operino con un modello di contratti pluriennali pre-venduti, che garantisce una visibilità sui ricavi futuri praticamente unica nel settore tech.
Il processo è elegante nella sua semplicità: una volta firmato un contratto e ricevuto l’ordine di acquisto, CoreWeave impiega quattro mesi per acquistare e installare l’infrastruttura AI necessaria. Quando il cloud AI diventa operativo, il cliente inizia i pagamenti mensili. Questo modello crea un circolo virtuoso dove i clienti ottengono capacità computazionale garantita, CoreWeave riceve ricavi prevedibili e ricorrenti, e gli investitori hanno una visibilità eccezionale sulla crescita futura.
La clientela di CoreWeave si divide in tre categorie principali: laboratori AI che sviluppano modelli fondamentali come OpenAI (che ha firmato contratti per 16 miliardi di dollari), hyperscaler che necessitano di capacità di overflow come Microsoft (che rappresenta oltre la metà dei ricavi 2024 dopo aver aumentato la spesa di 8 volte rispetto ai 230 milioni del 2023), e aziende che implementano applicazioni AI. Ogni categoria ha esigenze diverse, e CoreWeave ha dimostrato di saper soddisfare tutte e tre con efficacia.
Il mercato ha reagito negativamente all’annuncio dell’acquisizione da 9 miliardi di dollari di Core Scientific, ma ritengo che questa reazione sia miope. Core Scientific, ex gigante del mining di Bitcoin fallito nel 2022, si è ristrutturata come società di infrastruttura AI con 1,3 gigawatt di capacità energetica contrattualizzata in nove data center statunitensi e oltre 10 miliardi in contratti garantiti per AI e high-performance computing.
L’acquisizione ha una logica industriale impeccabile. I data center AI possono avere fluttuazioni enormi nella domanda di energia, variando dal 30% della capacità massima durante i carichi di inferenza al 90% o più durante il training. CoreWeave può fungere da “centrale di picco” computazionale, proprio come le centrali elettriche di picco forniscono energia durante i momenti di massima domanda. Core Scientific porta in dote sistemi di raffreddamento a liquido all’avanguardia, partnership dirette con le utility per energia a basso costo, e infrastruttura ottimizzata per deep learning e AI generativa.
Parliamo del backlog di 30 miliardi di dollari in contratti firmati pluriennali. Per mettere questo numero in prospettiva, la capitalizzazione di mercato di CoreWeave è sotto i 50 miliardi oggi. Quale altra azienda conoscete con un backlog di business garantito che vale più della metà della sua capitalizzazione totale? Il 50% di questo backlog è costituito da contratti biennali, il 40% da contratti tra due e quattro anni, e il 10% da contratti tra quattro e sei anni. È una runway di ricavi che pochissime aziende possono vantare.
L’EBITDA adjusted di 750 milioni di dollari, triplicato anno su anno con un margine del 62%, dimostra che una volta che l’infrastruttura è deployata, le unit economics sono eccellenti. Sì, la società sta spendendo 2,9 miliardi in capex trimestrale, quasi 2,5 volte i ricavi, ma questi investimenti sono diretti verso l’espansione della piattaforma per servire la domanda già contrattualizzata nel backlog.
Guardando i dati tecnici più recenti, il titolo presenta caratteristiche che raramente si vedono tutte insieme e che storicamente hanno preceduto inversioni significative. Le Bande di Bollinger si sono allargate drammaticamente con un bandwidth a 48,80, un valore che indica non solo alta volatilità ma anche quello che tecnicamente chiamiamo “espansione di volatilità estrema”. Quando vediamo la banda superiore a 141,57 dollari e quella inferiore a 86,04, con il prezzo che staziona pericolosamente vicino alla banda inferiore (il %b a 0,12 ce lo conferma), siamo di fronte a una situazione di stretched estremo che difficilmente può durare a lungo.
Il MACD racconta una storia ancora più interessante. Con la linea MACD a -7,48 e la signal line a -5,48, l’istogramma negativo di -1,99 potrebbe sembrare preoccupante a prima vista. Ma qui sta il punto cruciale: negli ultimi giorni, mentre il prezzo continuava a scendere, l’istogramma ha iniziato a convergere verso lo zero, suggerendo che la forza vendente si sta esaurendo. È quello che in analisi tecnica chiamiamo “divergenza nascosta” – il momentum negativo sta perdendo forza mentre i venditori si stanno stancando.
L’RSI a 37,89 ci porta in territorio decisamente oversold, ma non ancora in quella zona sotto 30 che segnala panico estremo. Questo mi suggerisce che potremmo vedere ancora qualche seduta di debolezza prima del rimbalzo definitivo, ma siamo vicini. Lo stocastico lento conferma questa lettura, segnalando condizioni di oversold che storicamente hanno preceduto rimbalzi tecnici anche violenti in titoli ad alta crescita come CoreWeave.
L’Average True Range a 11,80 dollari ci dice che il titolo si muove mediamente di quasi 12 dollari al giorno – una volatilità che fa tremare i polsi ai trader meno esperti ma che rappresenta un’opportunità incredibile per chi sa gestire il rischio. Con il prezzo attuale a 92,89 dollari, un movimento dell’ATR ci porterebbe facilmente sopra i 104 dollari o sotto gli 81 dollari in una singola sessione.
I Chandelier Exit sono particolarmente rivelatori: il long a 113,41 e lo short a 124,04 dollari creano una “zona di battaglia” dove i trader algoritmici stanno posizionando i loro stop. Quando il prezzo si allontana così tanto da questi livelli come sta accadendo ora, spesso vediamo movimenti di mean reversion violenti.
Per i trader di breve termine, il pattern “Slingshot Bearish” del 18 agosto ha già prodotto il suo effetto con il calo del 4%, ma attenzione: questo pattern spesso esaurisce la sua forza in 2-3 sedute. Il “Calm After Storm” del 19 agosto, combinato con i segnali “Multiple of Ten Bullish” e “Wide Bands”, suggerisce che stiamo entrando in una fase di consolidamento che potrebbe precedere un’esplosione direzionale.
Analizzando i livelli di pivot, noto una concentrazione interessante di supporti e resistenze. Il pivot point tradizionale a 92,68 dollari è praticamente sul prezzo attuale, mentre il Fibonacci pivot a 92,68 coincide perfettamente, creando quella che chiamiamo “confluenza tecnica”. I pivot Camarilla sono ancora più interessanti: con S1 a 84,39 e R1 a 101,39, suggeriscono un range di trading naturale che il titolo potrebbe esplorare nelle prossime sedute. Il fatto che il supporto S4 Camarilla sia a 81,12 dollari, vicinissimo al supporto tradizionale S3 a 81,01, crea un “pavimento” tecnico molto solido.
Le medie mobili raccontano poi una storia di divergenza estrema: con la media a 200 giorni non ancora calcolata (il titolo è troppo giovane), la media a 50 giorni a 136,74 dollari e quella a 20 giorni a 113,80, il prezzo attuale rappresenta uno sconto del 32% rispetto alla MA50 e del 18% rispetto alla MA20. Quando un titolo growth si allontana così tanto dalle sue medie mobili, storicamente abbiamo visto rimbalzi tecnici del 15-25% in poche settimane.
Il +DI a 23,61 contro il -DI a 35,29 con ADX a 21 ci dice che mentre i venditori hanno ancora il controllo, il trend ribassista non è più così forte. Un ADX sotto 25 dopo un movimento così violento suggerisce che stiamo entrando in una fase di accumulo, dove i volumi del 19 agosto (quasi 32 milioni di pezzi contro una media di 18 milioni) potrebbero aver segnato un climax di vendita.
Il mercato globale dell’intelligenza artificiale è previsto crescere di oltre 8 volte nei prossimi 8 anni, con un CAGR del 30% fino al 2033. Personalmente, ritengo che queste stime siano conservative e che il tasso di crescita potrebbe avvicinarsi al 40-50% se non fosse limitato dall’offerta. In questo contesto, CoreWeave si posiziona come fornitore essenziale di “pale e picconi” (fornisce gli strumenti essenziali) durante questa corsa all’oro dell’AI.
La società ha accesso privilegiato alle nuove architetture GPU di Nvidia con 6-12 mesi di anticipo rispetto alla disponibilità generale del mercato. Questo vantaggio competitivo è cruciale in un settore dove la potenza computazionale più recente può fare la differenza tra il successo e il fallimento di un modello AI.
I modelli di discounted cash flow suggeriscono un fair value intorno ai 220 dollari per azione, implicando che il titolo sia sottovalutato del 55% ai prezzi attuali. In altri termini, CRWV dovrebbe salire del 120% solo per raggiungere il suo valore equo oggi, senza considerare la crescita futura.
Il rapporto prezzo/vendite a 22,21 può sembrare elevato, ma va contestualizzato con la crescita dei ricavi del 207% anno su anno. Per confronto, molte società SaaS mature con crescite del 20-30% annuo vengono valutate a multipli simili o superiori. Lo short interest al 6,70% del float con solo 0,65 giorni di copertura suggerisce che non c’è una pressione ribassista strutturale sul titolo.
CoreWeave rappresenta oggi quello che definirei un “errore di prezzo” del mercato. La combinazione di crescita esplosiva dei ricavi, backlog massiccio di contratti garantiti, posizione strategica nell’ecosistema AI, e il supporto implicito di Nvidia attraverso la sua partecipazione da 4 miliardi, creano un quadro compelling per gli investitori con orizzonti temporali medio-lunghi.
Per i trader di breve termine, i livelli tecnici attuali offrono un risk/reward interessante con stop loss sotto gli 81 dollari e target iniziali verso i 104-115 dollari. Per gli investitori di lungo termine, l’accumulo graduale su debolezza verso i supporti identificati potrebbe rivelarsi una strategia vincente.
Il mercato dell’AI è ancora nelle fasi iniziali della sua evoluzione, e CoreWeave si è posizionata per catturare una porzione significativa di questa crescita. Quando il polverone del post-IPO si sarà depositato e gli investitori inizieranno a focalizzarsi sui fondamentali, ritengo che CRWV possa sorprendere positivamente. Dopotutto, se Nvidia – che conosce meglio di chiunque altro il mercato delle GPU e dell’infrastruttura AI – ha scelto di investire così pesantemente in CoreWeave, forse dovremmo chiederci cosa vedono che il mercato oggi non riesce ancora a comprendere.
La volatilità attuale rappresenta il prezzo dell’opportunità. Per chi ha il coraggio di guardare oltre il rumore di breve termine, CoreWeave potrebbe rappresentare uno di quei rari casi dove il mercato ha semplicemente sbagliato la valutazione. E come spesso accade in questi casi, quando il mercato si accorgerà dell’errore, il movimento correttivo potrebbe essere tanto rapido quanto significativo.
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Il tema è l’acquisizione di Core Scientific. Fino ad edesso non avevo approfondito la questione ritenendo l’accordo ormai definito e “blindato”. Se ho capito bene rimane invece in discussione con parte della proprietà di CORZ contraria allo stesso e un rapporto di concambio che ai prezzi attuali la penalizza. La domanda che faccio è: quale ritenete possa essere l’impatto sul titolo se l’operazione “saltasse” o se CoreWeave fosse costretta a rilanciare pesantemente? Ho letto comunque anche di una penale che C. Scientific sarebbe chiamata a pagare qualora si ritirasse.
Sul lungo periodo rimarrei comunque estremamente ottimista sul titolo.
Grazie ancora
Un saluto
Roberto
Ciao Roberto , scusa il ritardo nella risposta ma in questi ultimi giorni non sono riuscito a essere attivo sul sito. Le acquisizioni sono spesso viste in maniera non completamente positiva da parte degli investitori perché sono dei segni “-” (meno) sulla trimestrale e nell’annuale.Core Scientific verrebbe acquisita per l’infrastruttura data center e per la fornitura di energia elettrica ma non ha una specializzazione particolare quindi se non dovesse andare in porto questa acquisizione penso che possano trovare altre soluzioni in maniera semplice.
Hai visto che bel balzo che ha fatto questa settimana ? Se sei entrato con la nostra segnalazione , sei giá in positivo di un bel po’ 🙂