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Ogni trimestre i più grandi investitori del mondo sono obbligati a rivelare le loro posizioni azionarie alla SEC attraverso il modulo 13F. Quello che emerge dal Q4 2025 è uno dei quadri più affascinanti degli ultimi anni, perché ci troviamo in una situazione particolare: molte delle azioni che questi investitori stavano comprando a fine 2025, quando le valutazioni erano più alte e la paura dell'intelligenza artificiale non aveva ancora colpito i mercati, oggi si possono acquistare a prezzi significativamente inferiori. In pratica, abbiamo una finestra unica per capire cosa pensavano i migliori cervelli della finanza globale — e comprare le stesse aziende a sconto.

Ma il Q4 2025 ci ha regalato anche qualcosa di inedito: una divergenza netta tra due pesi massimi di Wall Street. Da un lato Bill Ackman, che ha puntato con forza su Meta e Amazon. Dall'altro Berkshire Hathaway, che ha tagliato drasticamente Amazon. Due visioni opposte sulla stessa azienda, con in mezzo la questione più calda del momento: quanto il mercato ha ragione a temere il capex legato all'intelligenza artificiale?

Bill Ackman: All-In sulle Big Tech a Sconto

Il filing 13F di Pershing Square Capital Management, il fondo da circa 15,5 miliardi di dollari gestito da Bill Ackman, ha rivelato mosse importanti. La più eclatante è stata l'acquisto di una nuova posizione in Meta Platforms, pari a circa 2,67 milioni di azioni e rappresentante l'11,37% del portafoglio complessivo. Non stiamo parlando di una posizione simbolica o di una scommessa esplorativa: Meta è diventata immediatamente la quinta posizione più grande del fondo. Nella presentazione annuale agli investitori, Ackman non ha usato mezze misure, definendo Meta come una delle più grandi aziende al mondo con una valutazione profondamente scontata.

Meta Forward P/E
~22x
Core business ~18x
Amazon Forward P/E
~26x
-11% da fine 2025
Walmart P/E
~44x
Quasi il doppio di AMZN
Portafoglio Pershing
$15,5B
11 posizioni concentrate

La tesi su Meta è piuttosto lineare: è un'azienda che cresce velocemente, con un fossato competitivo enorme (3,5 miliardi di utenti attivi giornalieri), e che tratta a multipli compressi. Il forward P/E di circa 22 include già tutte le spese per Reality Labs, i modelli AI, e l'intera infrastruttura in costruzione. Se si guarda solo al business pubblicitario core, il multiplo scende intorno a 18 volte gli utili previsti. Per un'azienda che nel Q4 2025 ha fatto crescere i ricavi del 24% anno su anno raggiungendo quasi 60 miliardi di dollari in un solo trimestre, sono numeri da saldo.

L'altra grande mossa di Ackman è stata l'aumento della posizione in Amazon, incrementata del 65% durante il trimestre, portandola al terzo posto nel portafoglio con il 14,28%. Allo stesso tempo, ha ridotto significativamente Alphabet dopo che il titolo aveva raddoppiato in un anno. La logica è comprensibile: Google era stata compressa artificialmente nel 2024 dal timore di ChatGPT e dall'ipotesi di dover vendere Chrome, nessuna delle due cose si è materializzata in modo grave, il titolo è esploso, e Ackman ha incassato parte dei guadagni per spostarsi su opportunità a valutazioni più basse. Alphabet rimane comunque la quarta posizione del fondo, con oltre il 12% del portafoglio.

"Crediamo che il prezzo attuale di Meta sottostimi il potenziale a lungo termine dell'azienda derivante dall'AI e rappresenti una valutazione profondamente scontata per uno dei più grandi business al mondo."
— Pershing Square Capital Management, Presentazione Annuale 2025

Berkshire Hathaway: L'Ultimo 13F dell'Era Buffett

Se Ackman compra Amazon con convinzione, Berkshire Hathaway ha fatto esattamente l'opposto. Il filing del Q4 2025 — l'ultimo con Warren Buffett come CEO prima del passaggio di consegne a Greg Abel — ha rivelato una riduzione del 77% della posizione in Amazon, passando da circa 10 milioni di azioni a soli 2,3 milioni. Una liquidazione massiccia che ha fatto molto rumore sui mercati. La vendita è avvenuta in un trimestre in cui Amazon ha toccato il massimo storico di chiusura a 254 dollari, quindi Berkshire ha venduto nei pressi dei massimi.

Le altre mosse includono un'ulteriore riduzione del 4% in Apple (che resta comunque la posizione più grande con quasi 62 miliardi di dollari e il 23% del portafoglio), un taglio del 9% su Bank of America, e una nuova posizione curiosa nel New York Times con circa 5 milioni di azioni. Berkshire ha anche continuato ad accumulare Chevron, Chubb e Domino's Pizza, confermando la predilezione per aziende con flussi di cassa stabili e prevedibili.

⚔️ Ackman vs Berkshire su Amazon

Ackman (Pershing Square): Aumenta Amazon del 65%, la porta al 14% del portafoglio. Vede il capex come investimento deliberato in una posizione dominante nel cloud.

Berkshire Hathaway: Riduce Amazon del 77%, lasciando solo 2,3 milioni di azioni. Preferisce aziende che generano free cash flow oggi, senza l'incertezza del ciclo di investimenti AI.

Amazon a febbraio 2026 tratta intorno ai 210 dollari, circa il 20% sotto i massimi del Q4. Chi ha ragione lo scopriremo nei prossimi trimestri.

L'interpretazione più probabile della vendita di Amazon da parte di Berkshire riguarda il piano di capex monstre annunciato dall'azienda: 200 miliardi di dollari previsti per il 2026, il budget più alto tra tutti gli hyperscaler e circa 50 miliardi sopra le attese degli analisti. Per un investitore come Buffett, cresciuto con la filosofia del free cash flow immediato e dei rendimenti prevedibili, un'azienda che sta per impegnare cifre del genere in infrastrutture AI è semplicemente fuori dalla sua zona di comfort. Interessante notare che Berkshire non ha toccato Alphabet, che pure ha raggiunto nuovi massimi nello stesso trimestre, segno di una preferenza per il modello di business Google rispetto a quello di Amazon nell'era dell'intelligenza artificiale.

Il Paradosso Walmart vs Amazon

C'è un dato che dovrebbe far riflettere qualsiasi investitore: Walmart tratta oggi a circa 44 volte gli utili, quasi il doppio del multiplo di Amazon che si aggira intorno a 26 volte. Eppure Amazon è ufficialmente più grande di Walmart in termini di ricavi totali e cresce a una velocità tre-quattro volte superiore. I ricavi di Walmart nel Q4 sono cresciuti del 4,9%, quelli di Amazon del 14% a valuta costante raggiungendo 213 miliardi nel trimestre. Amazon ha anche un business cloud (AWS) con un run-rate annualizzato superiore a 140 miliardi e una crescita del 24%, un'attività pubblicitaria da oltre 21 miliardi nel solo Q4, e margini operativi in espansione.

Metrica Walmart (WMT) Amazon (AMZN)
Forward P/E ~44x ~26x
Crescita ricavi Q4 YoY 4,9% 14% (costante)
Market Cap ~$1T ~$2,26T
Margine operativo 4,1% 11,7%
Segmenti ad alta crescita E-commerce (+24%) AWS (+24%), Adv (+21B Q4)

La guidance di Walmart per il nuovo anno fiscale ha deluso con una crescita degli utili per azione prevista tra il 4% e l'8%, sotto le attese degli analisti. Eppure il mercato continua a premiare il titolo perché lo considera un rifugio sicuro, lontano dalla narrativa spaventosa dell'AI che tutto travolge. Questa divergenza di valutazione racconta quanto il mercato sia oggi terrorizzato dal capex legato all'intelligenza artificiale. Amazon e Meta spendono cifre enormi, e gli investitori li puniscono. Walmart cresce lentamente con margini compressi, e gli investitori lo premiano. È una situazione che storicamente tende a correggersi, e quando succede, chi è posizionato sulle aziende a sconto viene ricompensato.

Moody's Distrugge la Tesi Ribassista sull'AI

Tra le trimestrali più interessanti della settimana c'è stata senza dubbio quella di Moody's, che ha riportato i risultati del Q4 e dell'intero 2025 il 18 febbraio. I numeri sono stati eccellenti: utile per azione di 3,64 dollari contro attese di 3,46, ricavi a 1,89 miliardi, margine operativo adjusted al 51,1% in aumento di 300 punti base anno su anno. Per l'intero 2025, MIS (il segmento rating) ha raggiunto un margine operativo del 63,6%, e l'azienda ha emesso rating su 6,6 trilioni di dollari di debito, un record assoluto.

EPS Q4 2025
$3,64
vs stime $3,46
Ricavi Q4
$1,89B
+10,7% YoY
Margine Op. Adj.
51,1%
+300 bps YoY
Guidance EPS 2026
$16,4-17
~12% crescita

Ma la parte davvero significativa non sono stati i numeri — per quanto ottimi — bensì quello che il CEO Rob Fauber ha detto durante la call sugli utili riguardo alla minaccia dell'AI per il business di Moody's. Nelle ultime settimane, il titolo aveva perso circa il 20% sulla scia dei timori che strumenti di intelligenza artificiale agentica potessero rimpiazzare i servizi di rating e analisi del credito. Fauber ha smontato questa tesi punto per punto, in quella che è stata probabilmente la difesa più convincente del moat aziendale contro l'AI che si sia sentita in questa stagione degli utili.

"Molti dei nostri dati semplicemente non sono disponibili al pubblico. Abbiamo un ecosistema complesso di accordi commerciali e diritti di proprietà intellettuale che ci ha richiesto decenni per costruire. Ogni banca con cui parlo mi dice che 'abbastanza buono' non è abbastanza buono per la loro istituzione."
— Rob Fauber, CEO di Moody's, Earnings Call Q4 2025

L'argomento di Fauber si articola su diversi livelli. Innanzitutto, gran parte dei dati che Moody's possiede non è accessibile pubblicamente: sono il frutto di decenni di accordi commerciali e diritti di proprietà intellettuale costantemente aggiornati. Poi c'è la questione della complessità semantica, ovvero il fatto che gli stessi concetti finanziari significano cose diverse in giurisdizioni diverse, e i modelli AI hanno enormi difficoltà con questo tipo di sfumature. Moody's ha esperti locali che da anni normalizzano e curano questi dati. C'è la risoluzione delle entità, un problema che i modelli linguistici non risolvono in modo affidabile e che Moody's affronta combinando modelli probabilistici, validazione umana e logica proprietaria. C'è la profondità storica, con dati che in molti casi sono stati archiviati o non esistono in formato digitale. E infine c'è la governance: le istituzioni finanziarie non si accontentano di output approssimativi, vogliono dati di grado decisionale, accurati, spiegabili e difendibili.

Moody's sta costruendo quello che il management ha definito un knowledge graph: un livello di contesto affidabile che si posiziona tra i dati grezzi e i motori di ragionamento AI. Non è solo questione di avere i dati, ma di sapere cosa significano, come si relazionano tra entità diverse, nel tempo e attraverso scenari differenti. Un chatbot può darti un'opinione su un investimento, ma quell'opinione cambierà se riformuli leggermente la domanda. Non è un output di grado decisionale. Moody's offre esattamente quello, ed è per questo che i clienti continuano a sottoscrivere contratti più ampi.

📈 Perché Moody's Resta Forte

La guidance per il 2026 prevede ricavi in crescita high single-digit, margine operativo adjusted in espansione al 50-53%, EPS tra 16,40 e 17 dollari (+12% al punto medio), e free cash flow tra 2,8 e 3 miliardi. L'azienda pianifica di restituire almeno il 90% del free cash flow agli azionisti, con 2 miliardi in buyback e un aumento del dividendo trimestrale del 10%. Il titolo è sceso del 20% dai massimi — Morningstar stima un fair value di 550 dollari contro i circa 448 di oggi.

I Titoli Più Comprati dai Super Investitori e il Loro Sconto Attuale

Uno degli aspetti più interessanti dei filing 13F è vedere quanto i titoli preferiti dai grandi investitori siano scesi rispetto ai prezzi a cui li compravano. Microsoft, il titolo più acquistato nel Q4 2025 con 16 super investitori che hanno aggiunto posizioni, è sceso di circa il 17% da fine anno. Amazon, comprata da 11 fondi con convinzione ancora maggiore, ha perso circa l'11%. S&P Global, su cui Chris Hohn del TCI Fund ha aumentato la posizione, è crollata del 19%.

Titolo N° Super Investitori (Q4) Variazione da Fine 2025
Microsoft (MSFT) 16 ~-17%
Amazon (AMZN) 11 ~-11%
S&P Global (SPGI) ~-19%
Meta Platforms (META) ~-14%
Intuit (INTU) ~-39%

Il caso più estremo è Intuit, che fa parte di quella che qualcuno ha ribattezzato la "SaaS apocalypse". L'azienda ha perso quasi il 40% del suo valore da inizio anno, trascinata dal timore che gli strumenti AI possano rendere obsoleti i software di contabilità e gestione fiscale. Dev Kantesaria di Valley Forge Capital, uno degli investitori più rispettati nel panorama value, aveva ridotto la posizione del 15% nel Q4, ma lo faceva a prezzi molto più alti di quelli attuali. A un forward P/E intorno a 15 volte, è difficile immaginare che stia ancora vendendo. Se dovessi scommettere, direi che a questi livelli sta piuttosto valutando di aggiungere.

Il messaggio complessivo di questa stagione dei 13F è piuttosto chiaro: i grandi investitori vedevano valore in aziende come Microsoft, Amazon, Meta, Moody's e S&P Global già quando i prezzi erano più alti. Oggi queste stesse aziende sono significativamente più economiche, in molti casi per timori legati all'AI che le trimestrali stanno dimostrando essere esagerati. Le prossime disclosure trimestrali ci diranno probabilmente che molti di questi fondi hanno approfittato del ribasso per accumulare ulteriormente.

DoorDash e Booking Holdings: Due Trimestrali, Due Storie Diverse

Tra le altre trimestrali della settimana, DoorDash ha confermato di essere una forza inarrestabile nel mondo della consegna a domicilio. I ricavi sono cresciuti del 37% anno su anno, ma il dato più impressionante riguarda gli ordini: 93 milioni in un singolo trimestre, in aumento del 32% rispetto ai 776 milioni del trimestre precedente dell'anno prima. Non importa quanto le persone si lamentino dei ricarichi o delle commissioni, la convenienza vince sempre. Poter aprire un'app e avere il cibo a casa con un tocco dello schermo è l'incarnazione perfetta di un trend comportamentale potentissimo, e DoorDash ne è il principale beneficiario.

Booking Holdings ha invece avuto una reazione più fredda dal mercato, con il titolo in calo di circa il 7% dopo i risultati. Eppure i numeri erano solidi: ricavi in crescita del 16%, utile netto in aumento del 34%, EBITDA +19% con margini in espansione. Il problema è stata la guidance, con il management che ha indicato una crescita dei ricavi a tasso di cambio costante solo a "low double digit" per il prossimo anno. Il mercato voleva di più, ma per un'azienda leader globale nelle prenotazioni di viaggio online con quei margini, resta una realtà di altissima qualità.

Cosa Ci Dicono Queste Mosse

Se c'è un filo rosso che lega tutte queste storie, è la questione del capex nell'era dell'intelligenza artificiale. Il mercato sta punendo le aziende che spendono tanto — Amazon, Meta, Microsoft — e premiando quelle che sembrano isolate dall'AI — Walmart, aziende consumer staples. Ackman guarda questa situazione e vede un'opportunità: aziende straordinarie vendute a sconto perché stanno investendo nel futuro. Berkshire guarda la stessa situazione e vede un rischio: troppo capitale impegnato con ritorni incerti.

La storia insegna che quando le migliori aziende del mondo investono massicciamente nelle proprie infrastrutture con una domanda cliente visibile e contratti già firmati, il mercato tende a premiarle nel medio-lungo termine. Il capex di Amazon e Meta non è un atto disperato: è una scelta deliberata fatta da aziende che hanno più clienti di quanti ne possano servire. Se un ristorante ha una coda che gira l'angolo e decide di aprire una nuova sede, ti preoccuperesti? Probabilmente no. Eppure è esattamente quello che sta succedendo con i data center di queste aziende, e il mercato lo interpreta come un segnale negativo.

Per chi investe nel breve termine, la volatilità attuale offre opportunità tattiche su titoli compressi da narrative più che da fondamentali deteriorati. Per chi guarda al medio-lungo periodo, i prezzi attuali di aziende come Amazon a 26 volte gli utili, Meta a 22 volte, o Moody's con un 20% di sconto rispetto al fair value stimato, potrebbero rappresentare punti di ingresso che tra qualche anno guarderemo con soddisfazione. Il denaro intelligente si sta posizionando. La domanda è: lo faremo anche noi?

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