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Se pensavate di potervi rilassare dopo le turbolenze di febbraio, mi dispiace deludervi: la prima settimana di marzo si preannuncia come una delle più intense dell'intera earnings season. Dal 2 al 6 marzo riportano i risultati trimestrali alcune delle aziende più seguite di Wall Street, e il mix è di quelli che fanno tremare le mani anche ai più navigati. Semiconduttori, cybersecurity, cloud computing, retail: c'è praticamente tutto il menù dell'investitore moderno, concentrato in cinque giorni che potrebbero ridefinire le tendenze di mercato per le prossime settimane.

Ho analizzato i numeri, le guidance, le aspettative del consensus e i segnali che arrivano dai trimestri precedenti. Vi racconto cosa aspettarmi — e cosa dovreste tenere d'occhio — titolo per titolo. Mettetevi comodi, perché di carne al fuoco ce n'è parecchia.

I semiconduttori al centro della scena: Broadcom e Marvell

Partiamo dal piatto forte della settimana. Broadcom (AVGO) riporta mercoledì 4 marzo dopo la chiusura, ed è senza dubbio l'evento più atteso non solo della settimana, ma forse dell'intero mese. Il colosso dei semiconduttori è diventato il termometro dell'infrastruttura AI: con l'acquisizione da 69 miliardi di dollari di VMware ormai digerita e una posizione dominante negli acceleratori AI custom, ogni parola del management viene pesata col bilancino.

Ricavi attesi
$19,1 Mld
+28% anno su anno
EPS atteso
$2,02
Non-GAAP consensus
Ricavi AI attesi
$8,2 Mld
Raddoppio YoY
Backlog AI
$73 Mld
Da consegnare in 18 mesi

I numeri da soli raccontano una storia impressionante. Ricavi attesi intorno ai 19,1-19,2 miliardi di dollari, in crescita del 28% rispetto a un anno fa. Ma il vero focus sarà sui ricavi legati all'intelligenza artificiale, che il management stesso ha indicato in circa 8,2 miliardi — praticamente il doppio rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. E poi c'è quel backlog AI da 73 miliardi di dollari da consegnare nei prossimi diciotto mesi, un numero che fa girare la testa.

Detto questo, non è tutto rose e fiori. Il punto dolente — quello che ha fatto scivolare il titolo del 15-20% dai massimi di dicembre — sono i margini lordi. Broadcom stessa ha avvisato che il gross margin nel Q1 dovrebbe calare di circa 100 punti base rispetto al trimestre precedente, attestandosi intorno al 77%. Il motivo? I prodotti AI hanno margini più bassi rispetto al software infrastrutturale. Più cresce l'AI nel mix dei ricavi, più i margini complessivi si comprimono. È un paradosso della crescita che il mercato sta ancora cercando di digerire. Il consensus degli analisti resta comunque molto ottimista, con un prezzo obiettivo medio intorno ai 433 dollari, che implica un upside di circa il 30% dai livelli attuali. Bank of America ha recentemente confermato Broadcom come "Top Pick" con target a 500 dollari. Ma attenzione: se i margini dovessero deludere oltre le attese, il titolo potrebbe reagire male anche in caso di beat sui ricavi.

Marvell Technology (MRVL) riporta giovedì 5 marzo dopo la chiusura, e rappresenta l'altro grande appuntamento nel settore dei chip. Il consensus si aspetta ricavi intorno ai 2,2 miliardi di dollari e un utile per azione di circa 0,79 dollari. Nel trimestre precedente, Marvell ha registrato ricavi record da 2,075 miliardi con una crescita del 37% anno su anno, trainata dal segmento data center che è esploso del 38% grazie alla domanda AI.

La guidance del management per il Q4 è stata fissata tra 0,74 e 0,84 dollari di EPS, quindi il consensus si posiziona nella parte alta della forchetta — un segnale di fiducia. Il punto chiave per Marvell sarà la commentary sulle prospettive del segmento networking AI e sul ramp-up dei suoi ASIC custom per hyperscaler. Se il management confermerà l'accelerazione della domanda verso il fiscal 2027, il titolo potrebbe avere spazio per recuperare terreno.

Cloud e cybersecurity: MongoDB, CrowdStrike e Okta

Se i semiconduttori sono l'hardware dell'era AI, il software cloud ne è il sistema nervoso. E questa settimana ci regala tre nomi che, ciascuno a modo suo, rappresentano le diverse sfumature di questo settore.

MongoDB (MDB) apre le danze lunedì 2 marzo dopo la chiusura con il Q4 del suo anno fiscale 2026. È il primo grande appuntamento della settimana, e le aspettative sono alte. Il consensus punta su ricavi di circa 668 milioni di dollari, in crescita del 21,8% anno su anno, con un EPS atteso di 1,47 dollari. La guidance del management è coerente, con una forchetta di 665-670 milioni sui ricavi e 1,44-1,48 dollari sull'EPS.

MDB Ricavi attesi
$668 Mln
+21,8% YoY
MDB EPS atteso
$1,47
+14,8% YoY
CRWD Ricavi attesi
$1,30 Mld
+22,5% YoY
CRWD EPS atteso
$1,10
+6,8% YoY

Quello che rende MongoDB particolarmente interessante è la sua traiettoria di crescita nell'era AI. Atlas, la piattaforma database cloud gestita, continua a essere il motore principale: il consensus stima una crescita dei ricavi Atlas intorno al 27% anno su anno. L'integrazione dei modelli Voyage AI direttamente nella piattaforma sta attirando clienti enterprise che vogliono portare i workload di intelligenza artificiale dalla fase pilota alla produzione. E le partnership strategiche con Microsoft, Amazon e Snowflake stanno ampliando la reach commerciale. Un dato che mi piace molto: negli ultimi quattro trimestri, MongoDB ha battuto le stime degli analisti ogni singola volta, con una sorpresa media del 69,3%. Significa che il consensus potrebbe essere ancora conservativo. Il rischio? La valutazione. Con un rapporto Price/Sales forward di 8,56 contro una media di settore di 3,74, MongoDB deve continuare a consegnare crescita per giustificare il premio.

CrowdStrike (CRWD) riporta martedì 3 marzo dopo la chiusura, e lo fa in un momento delicato. Il titolo è sceso del 19% da inizio anno, colpito dai timori che l'intelligenza artificiale possa disruptare il settore cybersecurity. Il consensus si aspetta ricavi intorno a 1,30 miliardi di dollari, in crescita del 22,5%, con un EPS di 1,10 dollari. Il management ha guidato per 1,29-1,30 miliardi di revenue e 1,09-1,11 dollari di EPS.

Ma guardate i numeri operativi del Q3 e ditemi se questa è un'azienda in difficoltà: ARR a 4,92 miliardi (+23%), net new ARR record a 265 milioni (+73% anno su anno), e Falcon Flex che ha superato 1,35 miliardi di ARR con una crescita del 200%. Il free cash flow margin è atteso al 27% nel Q4 e oltre il 30% nel fiscal 2027. Il CEO George Kurtz ha parlato di "uno dei migliori trimestri nella storia della compagnia" al Q3, e la pipeline entrando nel Q4 era a livelli record. Insomma, i fondamentali restano solidi. Quello che gli investitori vogliono sentire, però, è una guidance robusta per il fiscal 2027 — il mercato vuole essere rassicurato che l'AI sarà un alleato e non un nemico per CrowdStrike. Tenete d'occhio in particolare la metrica del net new ARR: se accelera ulteriormente, il titolo potrebbe rimbalzare con forza.

Okta (OKTA) riporta mercoledì 4 marzo dopo la chiusura, e anche qui la situazione è interessante. Il consensus prevede ricavi intorno ai 748-750 milioni di dollari, in crescita del 10% anno su anno, con un EPS atteso di 0,85 dollari e un margine operativo non-GAAP del 25%. Okta ha superato le stime per otto trimestri consecutivi, e il board ha approvato a gennaio un programma di riacquisto azioni da 1 miliardo di dollari — un segnale che il management ritiene il titolo sottovalutato.

Il RPO (remaining performance obligations) ha raggiunto 4,29 miliardi nel Q3, in crescita del 17% anno su anno, un indicatore solido della visibilità futura sui ricavi. L'evento chiave sarà la guidance per il fiscal 2027: se Okta riesce a indicare un'accelerazione della crescita, potrebbe dare al titolo la spinta che gli manca. Ma sono cauta su questo nome. Il settore dell'identità digitale è sempre più competitivo, e il titolo tratta a 65 volte gli utili — un multiplo che richiede esecuzione impeccabile.

Veeva Systems: quando il software incontra il pharma

Veeva Systems (VEEV) riporta mercoledì 4 marzo dopo la chiusura, e rappresenta una di quelle storie di nicchia che piacciono a chi, come me, ama le aziende con un fossato competitivo chiaro. Veeva è il leader assoluto nel software cloud per l'industria farmaceutica e delle scienze della vita — un settore dove cambiare fornitore è costoso e complesso, il che si traduce in tassi di retention elevatissimi.

Il consensus punta su ricavi intorno agli 810 milioni di dollari e un EPS di circa 1,94 dollari. Nel Q3, l'azienda ha superato le attese con ricavi da 811 milioni e un utile operativo non-GAAP di 365 milioni. La migrazione a Vault CRM procede bene, con 14 dei 20 principali clienti già impegnati nella transizione. Ma il vero catalizzatore per il futuro è Veeva AI: il management ha annunciato deployment significativi dell'intelligenza artificiale attraverso le aree commercial, safety, quality e clinical entro fine 2026.

La guidance per l'intero anno fiscale 2026 è di 3,14 miliardi di ricavi e 7,97 dollari di EPS. Veeva non è un titolo da brividi e volatilità: è una di quelle storie di crescita stabile e prevedibile che funzionano bene in un portafoglio bilanciato. Mi aspetto un trimestre solido senza grandi sorprese, ma la commentary sull'adozione dell'AI nel pharma potrebbe essere il fattore differenziante.

Il grande retail americano: Costco, Target e Best Buy

Passiamo al comparto che ci racconta come sta davvero il consumatore americano. E qui, ve lo anticipo, le storie sono molto diverse tra loro.

Titolo Data report Ricavi attesi Var. YoY EPS atteso Var. YoY
Costco (COST) Gio 5 Mar, After $69,22 Mld +8,6% $4,53 +12,7%
Target (TGT) Mar 3 Mar, Pre $30,50 Mld -1,0% $2,16 -10,4%
Best Buy (BBY) Mar 3 Mar, Pre $13,92 Mld -0,2% $2,47 -3,9%

Costco (COST) è, come sempre, il faro del retail. Riporta giovedì 5 marzo dopo la chiusura, e gli analisti si aspettano ricavi di circa 69,22 miliardi di dollari (+8,6%) con un EPS di 4,53 dollari (+12,7%). I dati preliminari sono incoraggianti: le vendite nette delle quattro settimane terminate il 1° febbraio sono cresciute del 9,3% anno su anno, raggiungendo 21,33 miliardi. Il consensus prevede una crescita delle comparable sales del 6,5% e, dato ancora più impressionante, un balzo del 20,7% nelle vendite digitali comparable.

Costco è uno di quei rari casi in cui l'inflazione gioca a favore dell'azienda: i consumatori sotto pressione si rivolgono al modello wholesale per risparmiare, alimentando un circolo virtuoso di traffico e rinnovi membership. Le fee di membership sono cresciute del 14% nel Q1 a 1,33 miliardi. Il titolo tratta a multipli premium — e non a caso, è considerato uno dei migliori titoli difensivi di tutto il mercato. Il rischio principale? I margini SG&A e il potenziale impatto dei dazi su alcune categorie merceologiche. Ma Costco ha dimostrato più volte di saper navigare queste acque.

Target (TGT) è la storia opposta, e martedì 3 marzo prima dell'apertura sarà il momento della verità. Il consensus prevede ricavi in calo dell'1% a circa 30,5 miliardi di dollari, con un EPS in discesa del 10% a 2,16 dollari. Il management stesso ha guidato per un calo a singola cifra bassa delle comparable sales nel Q4. Per l'intero anno fiscale, l'EPS adjusted è stimato intorno ai 7,30 dollari, un calo del 17,6% rispetto al 2024.

Sono numeri che non entusiasmano, inutile girarci intorno. Target sta attraversando una fase di trasformazione — investimenti da 5 miliardi in capex per ristrutturare i negozi, potenziare la tecnologia e rilanciare l'offerta merceologica. La domanda chiave è: il management sta vedendo i primi segnali di inversione del trend? Le vendite delivery same-day erano in crescita del 35% al Q3, un dato positivo. Ma il titolo è salito del 33% negli ultimi tre mesi anticipando forse una ripresa. Se i numeri deludono anche solo marginalmente, la reazione potrebbe essere brusca.

Best Buy (BBY) riporta sempre martedì 3 marzo prima dell'apertura, e il quadro è di transizione. Ricavi attesi stabili intorno a 13,92 miliardi, EPS in calo del 4% a circa 2,47 dollari. La guidance del Q4 prevedeva comparable sales tra -1% e +1%, quindi il mercato non si aspetta fuochi d'artificio. Quello che ha funzionato nel Q3 — computing, gaming e smartphone — dovrebbe aver continuato a trainare, ma Best Buy ha avvisato di un calo del gross profit rate nel Q4 per via di promozioni più aggressive.

C'è però un dato da non sottovalutare: Best Buy ha battuto le stime degli analisti in tutti gli ultimi quattro trimestri, e il Q3 ha portato una sorpresa positiva del 6,87% sull'EPS. Se il ciclo di sostituzione tech continua e il lancio della Nintendo Switch 2 ha dato impulso alle vendite, potremmo assistere a un'altra sorpresa positiva. La guidance annuale per il fiscal 2027 sarà il vero market mover per questo titolo.

Le sorprese della settimana: Sea Limited e On Holding

Vi segnalo infine due nomi che meritano attenzione e che forse non tutti hanno sul radar.

Sea Limited (SE) riporta martedì 3 marzo prima dell'apertura, e i numeri del Q3 erano semplicemente straordinari: ricavi a 6 miliardi (+38% anno su anno), GMV di Shopee in crescita del 28%, ricavi pubblicitari di Shopee su del 70%, e il loan book di SeaMoney esploso del 70% a 7,9 miliardi. Per il Q4 il consensus punta su ricavi di circa 6,42 miliardi e un EPS di 0,85 dollari.

Sea Limited è un mini-conglomerato tech con sede a Singapore che combina e-commerce (Shopee), fintech (SeaMoney) e gaming (Garena/Free Fire). È una storia di crescita pura nel Sud-Est asiatico, con un'espansione aggressiva in America Latina. Il titolo ha un beta elevato e non è per i deboli di cuore, ma chi crede nella digitalizzazione dei mercati emergenti trova qui un veicolo interessante. Il punto di attenzione sarà il margine EBITDA di Shopee, che il management ha guidato tra il 2% e il 3% — un equilibrio delicato tra crescita e profittabilità.

On Holding (ONON), il brand svizzero di calzature sportive, riporta sempre martedì 3 marzo prima dell'apertura. I risultati del Q3 erano stati eccezionali, con un EPS di 0,54 dollari contro i 0,17 dello stesso periodo dell'anno precedente. Per il Q4, il mercato si attende cifre più modeste con un EPS stimato intorno a 0,18 dollari, che riflette la stagionalità del business. On Holding è una delle storie di crescita più interessanti nel settore sportswear, e se la crescita dei ricavi mantiene il trend del +38% visto nel Q3, il titolo potrebbe continuare la sua corsa. Occhio però alla valutazione: i multipli sono da growth stock premium, e qualsiasi segnale di rallentamento verrebbe punito severamente.

Il calendario completo della settimana

Per aiutarvi a orientarvi in questa settimana densa di appuntamenti, ho preparato il calendario completo con tutti i titoli che riportano dal 2 al 6 marzo — non solo quelli analizzati in dettaglio, ma anche decine di altre società che potrebbero influenzare i rispettivi settori.

Calendario trimestrali USA settimana 2-6 marzo 2026 - AltoGain
Calendario completo delle trimestrali USA — Settimana del 2-6 Marzo 2026 © AltoGain.it
Lunedì 2 Mar
MongoDB (MDB) after close — primo grande test della settimana nel settore cloud database
Martedì 3 Mar
Target (TGT) e Best Buy (BBY) pre-market; Sea Limited (SE) e On Holding (ONON) pre-market; CrowdStrike (CRWD) after close
Mercoledì 4 Mar
Broadcom (AVGO), Okta (OKTA) e Veeva Systems (VEEV) after close — la serata più calda per il tech
Giovedì 5 Mar
Costco (COST) e Marvell (MRVL) after close; Burlington (BURL) e BJ's Wholesale (BJ) pre-market
Venerdì 6 Mar
Embraer (EMBJ) pre-market — l'unico nome di rilievo a chiudere la settimana

Come prepararsi a questa settimana di fuoco

Tirando le somme, questa settimana ci metterà di fronte a un bivio su diversi fronti. Il settore semiconduttori AI, con Broadcom e Marvell, ci dirà se la narrazione della crescita esplosiva continua a reggere anche di fronte alla compressione dei margini. Il software cloud, con MongoDB e CrowdStrike, ci dirà se l'intelligenza artificiale è una minaccia o un'opportunità per queste aziende. E il retail, con il confronto tra un Costco in grande spolvero e un Target in difficoltà, ci racconterà come sta davvero il consumatore americano.

Scenario Positivo
Broadcom conferma il raddoppio dei ricavi AI e il backlog da 73 miliardi rassicura sulla visibilità futura. Costco batte le stime sulla membership e sul digitale. CrowdStrike alza la guidance FY27 dissipando i timori sull'AI. MongoDB estende la striscia di sorprese positive. Il mercato premia e i titoli tech recuperano terreno.
Scenario Negativo
I margini di Broadcom deludono più del previsto, innescando un selloff nel settore semiconduttori. Target conferma il trend negativo e trascina il sentiment sul retail. CrowdStrike non riesce a rassicurare sulla disruption AI. Le valutazioni elevate di molti titoli tech amplificano le prese di profitto in caso di guidance deludenti.

Il mio consiglio? Non prendete posizioni aggressive prima dei report, specialmente su titoli ad alta volatilità come CrowdStrike o Sea Limited. Aspettate i numeri, leggete le trascrizioni delle conference call, e soprattutto guardate le guidance — perché a Wall Street conta più il futuro del presente. Chi ha già posizioni su questi titoli dovrebbe valutare se i livelli attuali di rischio sono coerenti con la propria tolleranza.

Una cosa è certa: entro venerdì sera avremo molte più informazioni su dove sta andando l'economia americana e il settore tecnologico. E questo, per noi investitori, è sempre una buona notizia — anche quando i numeri non sono quelli che speravamo.

Buona settimana di trimestrali a tutti, e come sempre... occhi aperti e portafoglio con la cintura allacciata.

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