Mentre i fuochi d'artificio salutavano l'arrivo del 2026, ho passato gli ultimi giorni dell'anno a fare quello che ogni investitore dovrebbe fare: tirare le somme. E devo dire che il 2025 è stato un anno che difficilmente dimenticheremo, un anno in cui i mercati hanno saputo sorprenderci ancora una volta, premiando chi ha saputo leggere le tendenze e punendo chi è rimasto aggrappato a strategie ormai superate.
L'S&P 500 ha chiuso l'anno con un guadagno del 16,4%, il Nasdaq ha fatto ancora meglio con un +20%, mentre il Dow Jones si è fermato a un comunque rispettabile +13%. Siamo di fronte al terzo anno consecutivo di rendimenti a doppia cifra, un evento così raro che dal 1940 è accaduto solo sei volte. Ma come sempre accade sui mercati finanziari, le medie nascondono storie molto diverse tra loro.
I Vincitori Assoluti del 2025
Alphabet (Google): La Rinascita del Colosso di Mountain View
Se dovessi scegliere un solo titolo per rappresentare il 2025, non avrei dubbi: Alphabet. Con un rendimento del 66% nell'anno appena concluso, Google ha dimostrato a tutti gli scettici che le voci sulla morte del suo modello di business erano decisamente premature. Ricordo bene come all'inizio dell'anno il sentiment fosse tutt'altro che positivo: ChatGPT sembrava minacciare l'esistenza stessa della ricerca tradizionale, e molti analisti prevedevano un lento declino per il gigante di Mountain View.
La realtà si è rivelata completamente diversa. Google non solo ha risposto alla sfida dell'intelligenza artificiale generativa, ma l'ha abbracciata completamente. Gemini, il modello AI proprietario, ha registrato una crescita del 300% anno su anno, superando di gran lunga il ritmo di crescita del competitor GPT. L'integrazione dell'AI nei risultati di ricerca, invece di cannibalizzare il core business, ha aumentato l'engagement degli utenti.
Ma la vera sorpresa è arrivata dal cloud. Google Cloud ha continuato a guadagnare quote di mercato con una crescita a due cifre, diventando sempre più un pilastro fondamentale per le entrate del gruppo. YouTube, nel frattempo, ha continuato la sua inesorabile marcia nel territorio della TV tradizionale, consolidando la posizione di piattaforma video dominante a livello globale.
"Alphabet è stata la migliore performer tra i Magnificent 7 nel 2025, mentre gli investitori hanno acquisito sempre più fiducia nella sua strategia AI e di ricerca."
C'è poi la questione Waymo, il servizio di robotaxi che continua a espandersi mentre i competitor faticano a trovare una soluzione scalabile. L'ultimo catalizzatore positivo è arrivato a fine anno, quando un giudice federale ha stabilito che Google non sarà costretta a vendere Chrome, rimuovendo un'importante incertezza regolatoria che pesava sul titolo.
Nvidia: Il Dominio AI Continua
Nvidia ha chiuso il 2025 con un +42%, un risultato che in qualsiasi altro contesto sarebbe considerato straordinario ma che, dopo i +171% del 2024 e i +239% del 2023, può sembrare quasi modesto. La verità è che la crescita degli anni precedenti era semplicemente insostenibile, e una normalizzazione era inevitabile.
Quello che conta davvero è che Nvidia rimane l'azienda dominante nel settore più importante del momento: l'infrastruttura per l'intelligenza artificiale. I ricavi del terzo trimestre fiscale hanno raggiunto i 57 miliardi di dollari, in crescita del 62% anno su anno, trainati dalla domanda apparentemente insaziabile per i suoi chip AI. La divisione data center, da sola, ha generato oltre 51 miliardi.
L'anno non è stato privo di turbolenze. Le restrizioni all'export verso la Cina hanno creato incertezza, e il panico da DeepSeek a fine gennaio aveva temporaneamente fatto tremare il titolo. Ma Nvidia ha dimostrato una resilienza notevole, recuperando rapidamente dai minimi di aprile quando il titolo era sceso sotto i 90 dollari.
Microsoft: La Trasformazione in Toolbox dell'AI
Con un +16% nell'anno, Microsoft ha consegnato agli azionisti un rendimento solido, anche se non spettacolare come quello di altri membri dei Magnificent 7. Ma guardare solo al prezzo delle azioni significherebbe perdere il quadro d'insieme di una trasformazione aziendale di portata storica.
Satya Nadella ha completato il riposizionamento di Microsoft da semplice produttore di software a quello che potremmo definire il "toolbox dell'era AI". Ogni azienda che vuole implementare soluzioni di intelligenza artificiale passa inevitabilmente per Azure, e questa posizione strategica sta generando una crescita del cloud che continua a sorprendere positivamente.
La partnership con OpenAI, nonostante le occasionali tensioni, rimane uno degli asset più preziosi nel panorama tech. E prodotti come Copilot stanno ridefinendo il modo in cui milioni di professionisti lavorano quotidianamente con gli strumenti Office.
| Titolo | Performance 2025 | Driver Principale |
|---|---|---|
| Alphabet (GOOGL) | +66% | AI, Cloud, YouTube |
| Nvidia (NVDA) | +42% | Dominio chip AI |
| Palantir (PLTR) | +139% | Contratti enterprise AI |
| CrowdStrike (CRWD) | +39% | Cybersecurity |
| Microsoft (MSFT) | +16% | Azure, Copilot |
I Titoli che Hanno Deluso
Nike: Il Quarto Anno Consecutivo di Calo
Quando un'azienda iconica come Nike perde valore per quattro anni consecutivi, qualcosa di fondamentale si è rotto. Il 2025 ha visto il titolo cedere un altro 22%, portando le perdite totali dal picco del novembre 2021 a circa il 65%. Per chi come me è cresciuto vedendo Nike come sinonimo di eccellenza nel marketing sportivo, è stato uno spettacolo doloroso.
I problemi sono molteplici e interconnessi. La strategia direct-to-consumer, che sembrava brillante durante la pandemia, si è rivelata un'arma a doppio taglio. Tagliare i rapporti con i retailer tradizionali ha privato Nike di un canale di distribuzione fondamentale, mentre il commerce diretto non è riuscito a compensare completamente le vendite perse.
Ma il problema più grave è l'innovazione, o meglio la sua assenza. Mentre competitor come Hoka e On Running hanno conquistato il cuore dei runner con prodotti genuinamente innovativi, Nike ha continuato a riproporre variazioni su temi ormai datati. Il franchise Jordan, un tempo gallina dalle uova d'oro, ha mostrato segni di stanchezza dopo anni di release eccessivi.
⚠️ Segnali di Allarme per Nike
Il nuovo CEO Elliott Hill, richiamato dalla pensione, sta cercando di invertire la rotta. I primi segnali sono timidamente positivi: i nuovi prodotti running come Pegasus Premium e Vomero 18 stanno vendendo bene. Ma la strada per la ripresa sarà lunga, e gli investitori dovranno armarsi di pazienza. Il 2026 sarà probabilmente ancora un anno di transizione.
Intel: L'Ex Campione Cerca la Rinascita
La storia di Intel nel 2025 è forse la più complessa da raccontare. Da un lato, il titolo ha registrato una performance positiva sorprendente, rimbalzando di circa il 90% dai minimi toccati a fine 2024. Dall'altro, l'azienda rimane una pallida ombra del colosso che un tempo dominava l'industria dei semiconduttori.
Il 2024 era stato catastrofico: il titolo aveva perso oltre il 60%, Pat Gelsinger era stato costretto alle dimissioni, e Intel era stata rimossa dal Dow Jones dopo 25 anni di permanenza. Il 2025 ha portato una stabilizzazione, aiutata anche dall'investimento da parte del governo americano attraverso il CHIPS Act e, in modo sorprendente, da un investimento di 5 miliardi di dollari da parte di Nvidia.
Ma le sfide strutturali rimangono enormi. Intel è in ritardo nel processo produttivo rispetto a TSMC, fatica a competere nel mercato AI dove Nvidia domina incontrastata, e il suo core business dei processori per PC è sotto pressione costante da parte di AMD e dei chip proprietari di Apple.
Cosa Ci Insegna il 2025
Guardando indietro all'anno appena concluso, emergono alcune lezioni fondamentali che ogni investitore farebbe bene a portare con sé nel 2026.
La prima è che l'intelligenza artificiale non è più una narrativa speculativa, ma una realtà che sta trasformando concretamente i bilanci aziendali. Le aziende che hanno saputo monetizzare l'AI hanno visto i loro titoli volare, mentre quelle rimaste ai margini di questa rivoluzione hanno sofferto.
La seconda lezione riguarda l'importanza del management. Aziende come Microsoft e Alphabet hanno dimostrato che una leadership visionaria può fare la differenza tra cavalcare l'onda del cambiamento ed esserne travolti. Al contrario, i problemi di Nike e Intel sono in gran parte riconducibili a errori strategici ai vertici.
La terza considerazione riguarda le valutazioni. In un mercato che ha corso molto per tre anni consecutivi, diventa sempre più importante distinguere tra le aziende che meritano multipli elevati grazie alla crescita degli utili e quelle che sono semplicemente sopravvalutate.
Le Previsioni degli Esperti per il 2026
Con il nuovo anno appena iniziato, gli analisti più seguiti di Wall Street hanno già condiviso le loro view sul 2026. E il consenso, pur con le dovute sfumature, rimane costruttivo.
Tom Lee (Fundstrat): S&P 500 a 7.700
Tom Lee, il cui track record negli ultimi anni è stato notevole, vede l'S&P 500 raggiungere i 7.700 punti entro fine 2026, un guadagno di circa il 12% dai livelli attuali. La sua tesi si basa su tre pilastri: la fine del quantitative tightening della Fed, una politica monetaria più accomodante con un nuovo presidente della Federal Reserve, e il continuo supporto dalla rivoluzione AI.
"Dopo tre anni con rendimenti superiori al 20%, il bull market è ancora vivo. Il significativo 'Wall of Worry' è un vento favorevole per il mercato rialzista."
Lee avverte però che il percorso non sarà lineare. Prevede volatilità significativa nella prima metà dell'anno, con possibili correzioni che potrebbero sembrare bear market, prima di un forte recupero nel secondo semestre quando le incertezze si saranno chiarite.
Dan Ives (Wedbush): Tech su del 20-25%
Dan Ives, il tech analyst più bullish di Wall Street, non delude le aspettative. Secondo lui, i titoli tecnologici guadagneranno tra il 20% e il 25% nel 2026, trainati dalla seconda e terza derivata della rivoluzione AI.
I suoi cinque titoli preferiti per il nuovo anno sono Microsoft, Tesla, Palantir, CrowdStrike e Apple. La tesi di fondo è semplice: per ogni dollaro speso in chip Nvidia, c'è un moltiplicatore di 8-10 volte nel resto dell'ecosistema tech. È lì che si trovano le opportunità più interessanti per il 2026.
📈 Le Previsioni di Dan Ives per il 2026
Tesla lancerà i robotaxi in oltre 30 città e inizierà la produzione in serie dei Cybercab. Apple annuncerà una partnership formale con Google per integrare Gemini, spingendo potenzialmente la market cap verso i 5 trilioni di dollari. La cybersecurity sarà uno dei sottosettori tech con le migliori performance, con CrowdStrike e Palo Alto Networks in prima fila.
Come Posizionarsi nel 2026
Sulla base di tutto quanto analizzato, come dovrebbe posizionarsi un investitore italiano interessato ai mercati americani?
Per chi opera nel breve periodo, la volatilità attesa nella prima metà dell'anno potrebbe offrire opportunità di trading interessanti. I settori da monitorare sono tech (ovviamente), energy e financials, che potrebbero beneficiare di una rotazione dal growth al value se la narrativa AI dovesse temporaneamente perdere slancio.
Per gli investitori di medio periodo, la strategia più prudente sembra essere quella di mantenere un'esposizione significativa ai leader dell'AI, ma con un occhio attento alle valutazioni. Google, che tratta ancora a multipli ragionevoli rispetto alla crescita attesa, potrebbe essere una scelta più sensata di titoli già prezzati alla perfezione come Palantir.
Per chi ragiona sul lungo periodo, questo potrebbe essere il momento di iniziare a costruire posizioni nei titoli value penalizzati dal mercato. Nike, nonostante tutti i suoi problemi, rimane un brand globale con un potere di pricing enorme. Se il turnaround dovesse materializzarsi nei prossimi 2-3 anni, gli investitori pazienti potrebbero essere ricompensati generosamente.
Attesa volatilità elevata. Test del nuovo presidente Fed. Possibili correzioni del 10-15%.
Chiarimento delle policy tariffarie. Potenziale stabilizzazione dei mercati.
Secondo Tom Lee, forte rally nella seconda metà. Fed put tornato in gioco.
Considerazioni Finali
Il 2025 ci ha ricordato ancora una volta che i mercati finanziari premiano chi sa adattarsi al cambiamento. L'intelligenza artificiale non è più il futuro, è il presente, e le aziende che l'hanno abbracciata stanno raccogliendo i frutti. Allo stesso tempo, marchi storici che hanno fallito nell'innovare stanno pagando un prezzo salato.
Guardando al 2026, l'ottimismo degli analisti più rispettati sembra giustificato, anche se temperato dalla consapevolezza che il percorso sarà tutt'altro che lineare. I fondamentali delle aziende leader rimangono solidi, la crescita degli utili continua, e l'ambiente di tassi d'interesse in graduale discesa dovrebbe supportare le valutazioni.
Come sempre accade sui mercati, la chiave sarà mantenere la disciplina, diversificare adeguatamente e non farsi travolgere né dall'euforia nei momenti di rialzo né dal panico nelle inevitabili correzioni. Il 2025 ha premiato chi è rimasto investito nonostante le turbolenze. Il 2026, molto probabilmente, farà lo stesso.
Buon anno e buoni investimenti a tutti.
