Questa mattina Ferrari ha alzato il sipario sui risultati del quarto trimestre e dell'intero esercizio 2025, e devo dire che i numeri parlano chiaro: la Casa del Cavallino Rampante continua a macinare performance da prima della classe, anche in un anno caratterizzato da un significativo model changeover e da un contesto macroeconomico tutt'altro che semplice. I ricavi hanno raggiunto i €7,15 miliardi per l'anno, con una crescita del 7% rispetto al 2024, mentre il margine EBIT si è attestato al 29,5%, in espansione di 120 punti base. Tradotto: Ferrari non solo cresce, ma lo fa diventando sempre più profittevole.
Il quarto trimestre, nello specifico, ha visto ricavi per €1,80 miliardi, in crescita del 4% anno su anno, con un EBIT di €513 milioni che ha superato le attese degli analisti. L'EBITDA trimestrale si è posizionato a €700 milioni, battendo il consensus di €668 milioni raccolto da Reuters. Insomma, Ferrari ha fatto quello che sa fare meglio: superare le aspettative, anche quando queste erano già elevate. E non è la prima volta: siamo alla ventesima trimestrale consecutiva in cui la società batte le stime, un track record che poche aziende al mondo possono vantare.
Ma andiamo con ordine, perché dietro questi numeri c'è una storia interessante da raccontare. Il 2025 è stato un anno di transizione per Ferrari, con ben sei nuovi modelli lanciati sul mercato: la 296 Speciale e la 296 Speciale A, le varianti 849 Testarossa coupé e spider, la Ferrari Amalfi e, dulcis in fundo, i primi passi della reveal della Ferrari Luce, la tanto attesa vettura completamente elettrica che verrà svelata definitivamente il 25 maggio a Roma. Questa strategia di arricchimento continuo del portafoglio prodotti è stata il vero motore della crescita dei ricavi, insieme a un mix geografico favorevole e a personalizzazioni sempre più spinte da parte della clientela.
I Numeri dell'Esercizio 2025: Anatomia di un Anno di Successo
Scendendo nel dettaglio dei risultati annuali, troviamo conferma di quanto Ferrari sia riuscita a navigare con maestria un anno complesso. Le consegne si sono attestate a 13.640 unità, sostanzialmente piatte rispetto alle 13.752 del 2024, ma questa stabilità era del tutto voluta: il management ha deliberatamente scelto di contenere i volumi per gestire il significativo model changeover, che continuerà anche nel 2026. Come ha sottolineato il CEO Benedetto Vigna, la domanda per le Ferrari rimane "molto solida" e viene gestita con disciplina in ogni mercato per preservare l'esclusività del brand.
| Metrica Chiave | FY 2025 | FY 2024 | Variazione |
|---|---|---|---|
| Ricavi Totali | €7.146M | €6.677M | +7,0% |
| Cars & Spare Parts | €6.005M | €5.728M | +4,8% |
| Sponsorship & Brand | €820M | €670M | +22,4% |
| EBITDA | €2.772M | €2.555M | +8,5% |
| EBITDA Margin | 38,8% | 38,3% | +50 bps |
| EBIT | €2.110M | €1.888M | +11,8% |
| EBIT Margin | 29,5% | 28,3% | +120 bps |
| Net Profit | €1.600M | €1.526M | +4,8% |
| Diluted EPS | €8,96 | €8,46 | +5,9% |
| Industrial FCF | €1.538M | €1.027M | +49,8% |
La tabella qui sopra racconta una storia di espansione dei margini che dovrebbe far sorridere qualsiasi azionista. L'EBIT è cresciuto dell'11,8%, un ritmo ben superiore alla crescita dei ricavi, segno inequivocabile di un miglioramento della redditività operativa. Questo risultato è stato trainato principalmente dall'enriched product mix, con la famiglia SF90 XX e le 12Cilindri che hanno aumentato il loro contributo al mix, unite a personalizzazioni sempre più sofisticate da parte dei clienti. La Daytona SP3 ha completato la sua serie limitata, lasciando spazio alle prime consegne della F80 nel quarto trimestre, come da programma.
Sul fronte geografico, l'EMEA ha continuato a rappresentare il mercato principale con 6.346 unità consegnate, in crescita di 142 unità rispetto al 2024. Le Americhe si sono attestate a 3.937 unità, in leggero calo di 66 unità, mentre la vera nota dolente arriva dalla Greater China, dove le consegne sono scese a 941 unità rispetto alle 1.162 dell'anno precedente, un calo di 221 unità che riflette le difficoltà del mercato del lusso in quella regione. Il resto dell'Asia-Pacifico ha invece mostrato resilienza con 2.416 unità, in crescita di 33 unità.
Racing e Lifestyle: I Motori della Crescita Beyond Cars
Una delle sorprese più positive di questa trimestrale riguarda il segmento sponsorship, commercial and brand, che ha registrato una crescita esplosiva del 22,4%, portando i ricavi a €820 milioni. Questo risultato è stato sostenuto principalmente da nuove sponsorizzazioni che testimoniano il continuo appeal di Ferrari nell'arena racing, oltre che da maggiori ricavi commerciali legati al miglior ranking in Formula 1 ottenuto nella stagione 2024 rispetto alla precedente. Non dimentichiamo che Ferrari ha chiuso il 2025 come campione del mondo WEC, un risultato che contribuisce significativamente al prestigio del brand.
Il segmento lifestyle, in particolare, ha mostrato risultati incoraggianti, sostenuto da licenze e da attivazioni ed esperienze di successo. Il 2025 è stato un anno di progressi e investimenti continui per elevare l'offerta, la distribuzione e le esperienze per i clienti. Non è un mistero che Ferrari stia puntando molto su questa dimensione del business, con l'apertura prevista di flagship store a Londra e New York City nel corso del 2026.
Sul fronte della generazione di cassa, Ferrari ha dimostrato ancora una volta la solidità del suo modello di business. L'industrial free cash flow ha raggiunto €1,54 miliardi, in crescita del 50% rispetto ai €1,03 miliardi del 2024, con un cash conversion superiore al 55%. Questo ha permesso all'azienda di distribuire ai propri azionisti oltre €1,3 miliardi tra dividendi (€537 milioni) e buyback (€785 milioni), completando il programma di riacquisto pluriennale da €2 miliardi con un anno di anticipo rispetto ai piani. Il Net Industrial Debt si è ulteriormente ridotto a soli €32 milioni al 31 dicembre 2025, rispetto ai €180 milioni di fine 2024, configurando una posizione finanziaria praticamente neutra.
La Guidance 2026: Ambizione e Prudenza in Equilibrio
Ed eccoci al vero piatto forte della giornata: la guidance per il 2026. Ferrari ha alzato l'asticella, ma con quella dose di prudenza che ormai conosciamo bene. I target per l'anno in corso prevedono ricavi di circa €7,50 miliardi, un EBITDA adjusted superiore o uguale a €2,93 miliardi con un margine di almeno il 39%, e un EBIT adjusted di almeno €2,22 miliardi con margine superiore o uguale al 29,5%. L'EPS diluito adjusted è atteso a €9,45 o superiore, mentre l'industrial free cash flow dovrebbe attestarsi sopra €1,50 miliardi.
| Metrica | 2025 Effettivo | 2026 Guidance | Crescita Implicita |
|---|---|---|---|
| Ricavi Netti | €7,15B | ~€7,50B | +4,9% |
| EBITDA Adjusted | €2,77B | ≥€2,93B | +5,8% |
| EBITDA Margin | 38,8% | ≥39,0% | +20 bps |
| EBIT Adjusted | €2,11B | ≥€2,22B | +5,2% |
| EBIT Margin | 29,5% | ≥29,5% | Stabile |
| Diluted EPS Adjusted | €8,96 | ≥€9,45 | +5,5% |
| Industrial FCF | €1,54B | ≥€1,50B | -2,6% |
Questi target si basano su diverse assunzioni chiave. Innanzitutto, il 2026 sarà caratterizzato da un significativo model changeover, con un mix di prodotto positivo e personalizzazioni in crescita. Sul fronte racing, sono attesi maggiori ricavi principalmente da sponsorizzazioni, mentre le attività lifestyle continueranno a contribuire alla top line, pur continuando a investire per l'ulteriore sviluppo e l'espansione della rete. Ferrari prevede inoltre maggiori investimenti di brand, così come spese per racing e trasformazione digitale, oltre a un incremento degli ammortamenti in linea con l'avvio della produzione dei nuovi modelli. Sul fronte valutario, l'azienda si aspetta un impatto negativo netto, al netto delle coperture.
Ora, questa guidance va contestualizzata. Ricordiamo che a ottobre 2025, durante il Capital Markets Day, Ferrari aveva presentato un piano al 2030 che aveva deluso molti investitori per la sua presunta eccessiva prudenza. Il piano prevedeva ricavi di circa €9 miliardi e un EBITDA adjusted superiore a €3,6 miliardi nel 2030, il che implica un CAGR di circa il 5% dai livelli del 2025. Wall Street aveva reagito male, considerando questi obiettivi troppo conservativi rispetto alle valutazioni del titolo, che infatti è sceso di quasi un terzo dal picco di inizio ottobre fino a prima di questa trimestrale.
La Reazione del Mercato e le Prospettive per il Titolo
E qui arriviamo al punto cruciale per chi investe: cosa aspettarsi dal titolo Ferrari dopo questi risultati? La risposta, come spesso accade, non è univoca. Da un lato, i numeri della trimestrale sono oggettivamente solidi e battono le attese degli analisti. Dall'altro, il contesto di mercato e le valutazioni del titolo rendono la situazione più complessa di quanto possa sembrare.
Il titolo RACE ha chiuso la seduta del 9 febbraio a $336,13, in calo del 29,7% rispetto ai massimi di 52 settimane. Nella giornata di oggi, dopo la pubblicazione dei risultati, il titolo ha registrato un balzo dell'8,64%, chiudendo a $365,16, segno che il mercato ha accolto positivamente i numeri. Secondo le informazioni riportate da Reuters, le azioni sono salite dell'8,9% sulla Borsa di Milano durante la mattinata, spinte proprio dai risultati trimestrali superiori alle attese e dalla guidance 2026.
Track Record Impeccabile: Ventesima trimestrale consecutiva con risultati superiori alle attese, dimostrazione di eccellenza operativa.
Espansione dei Margini: EBIT margin al 29,5%, in crescita di 120 bps, con ulteriore espansione prevista nel 2026.
Generazione di Cassa: Industrial FCF di €1,54B (+50% YoY) e posizione finanziaria praticamente neutra.
Order Book Esteso: Ordini fino a fine 2027, segno di domanda robusta e gestione disciplinata dell'esclusività.
Catalizzatori 2026: Lancio di 4 nuovi modelli, reveal completo della Ferrari Luce, espansione lifestyle con aperture a Londra e NYC.
Valutazioni Elevate: Nonostante il calo, il titolo quota ancora a multipli premium rispetto ai peer automotive.
Crescita Conservativa: Guidance 2026 implica crescita mid-single digit, sotto le aspettative di molti investitori growth.
Rischio Macro: Debolezza in Greater China (-19% consegne) e possibili impatti da tariffe USA su auto europee.
Model Changeover: Significativa transizione di gamma nel 2026 con potenziali rischi esecutivi.
Sentiment Negativo: Il mercato resta scettico dopo il Capital Markets Day di ottobre considerato troppo prudente.
Gli analisti di Wall Street mantengono un consenso generalmente positivo sul titolo. Secondo i dati raccolti da TipRanks, su 17 analisti che coprono Ferrari, 11 hanno un rating Buy, 5 Hold e solo 1 Sell, per un consenso di "Moderate Buy". Il target price medio si attesta a $437,53, con un massimo di $523,76 e un minimo di $349,17, il che implicherebbe un upside potenziale del 28% rispetto ai livelli pre-risultati trimestrali e comunque un upside interessante anche considerando il rimbalzo odierno.
Il punto chiave, però, è che come sottolineato da diversi analisti, per Ferrari la reazione del mercato dipende più dalla guidance e dal tono del management che dai risultati trimestrali in sé. Il pattern degli ultimi trimestri mostra una correlazione minima tra l'entità del beat e la performance del titolo, con una reazione media di appena -0,7% nonostante l'esecuzione perfetta. Questo perché gli investitori sono ormai abituati ai beat di Ferrari e guardano invece con attenzione alle prospettive future e alla capacità dell'azienda di sostenere la sua valutazione premium attraverso la transizione verso l'elettrico.
Ferrari Luce e la Scommessa sull'Elettrico
E a proposito di transizione elettrica, non possiamo ignorare l'elefante nella stanza: la Ferrari Luce. Ieri, 9 febbraio, Ferrari ha svelato il design degli interni e annunciato il nome della sua prima vettura completamente elettrica. Il terzo e ultimo step della reveal, la world première, si terrà il 25 maggio 2026 a Roma. Questo rappresenta un momento cruciale per il brand, e l'approccio di Ferrari all'elettrificazione sarà determinante per giustificare o meno le valutazioni future del titolo.
Ferrari ha chiarito che la Luce sarà posizionata come complemento, non come sostituto, della lineup ICE e ibrida. La strategia è chiara: mantenere la disciplina sui volumi, preservare l'esclusività del brand e assicurarsi che l'elettrico non cannibalizzi le vendite delle Ferrari tradizionali, ma anzi apra nuove opportunità di business e attragga potenzialmente nuovi clienti. È un approccio prudente, forse anche eccessivamente tale per chi sperava in una rivoluzione, ma assolutamente coerente con il DNA di Ferrari.
Il target di €9 miliardi di ricavi al 2030 annunciato al Capital Markets Day implica un CAGR di circa il 5%, una traiettoria misurata che prioritizza l'espansione dei margini e la preservazione del brand rispetto all'accelerazione dei volumi. È questo conservatorismo che aveva fatto storcere il naso a molti investitori, ma è anche la garanzia che Ferrari non sacrificherà mai l'esclusività sull'altare della crescita a tutti i costi.
Il Verdetto per gli Investitori
Tirando le somme, la trimestrale di Ferrari è stata senza dubbio positiva e conferma la solidità del modello di business dell'azienda. I numeri parlano di un'azienda che sa generare cassa, espandere i margini e premiare gli azionisti attraverso buyback e dividendi generosi. Il Net Industrial Debt di soli €32 milioni è una posizione invidiabile che lascia ampi margini per futuri investimenti o ulteriori ritorni al capitale.
Tuttavia, la vera domanda è se questa solidità operativa giustifichi le valutazioni attuali del titolo. Nonostante il calo dal picco di ottobre, Ferrari quota ancora a multipli premium rispetto ai competitor del settore automotive, riflettendo il suo status di luxury brand più che di casa automobilistica tradizionale. La guidance 2026, pur solida, non ha quella componente "wow" che molti investitori si aspettavano, specialmente considerando il catalizzatore rappresentato dal lancio della Luce.
Per chi ha un orizzonte di investimento di lungo termine e crede nella capacità di Ferrari di navigare con successo la transizione verso l'elettrico mantenendo intatta la sua aura di esclusività, questi livelli potrebbero rappresentare un punto di ingresso interessante, specialmente dopo il sell-off autunnale. Il track record di esecuzione del management è impeccabile, l'order book esteso fino a fine 2027 fornisce visibilità sui ricavi futuri, e i catalizzatori non mancano tra nuovi lanci e espansione del lifestyle.
Per chi invece cerca crescita aggressiva e multipla expansion nel breve termine, la prudenza potrebbe essere la strategia migliore. La guidance conservativa e il sentiment ancora negativo dopo il Capital Markets Day potrebbero limitare l'upside del titolo nel breve, nonostante il rimbalzo odierno. Molto dipenderà dalla capacità di Ferrari di sorprendere positivamente durante l'anno, cosa che il management ha dimostrato di saper fare trimestre dopo trimestre.
In conclusione, Ferrari ha consegnato esattamente quello che ci si aspettava: numeri solidi, esecuzione impeccabile e una guidance prudente ma credibile. Il mercato ha reagito positivamente nel breve, ma la vera partita si giocherà nei prossimi mesi, quando vedremo se la Ferrari Luce saprà conquistare il mercato dell'elettrico mantenendo intatto il fascino del Cavallino Rampante. Per ora, possiamo dire che Ferrari continua a essere Ferrari: un mix unico di passione, esclusività e disciplina finanziaria che poche aziende al mondo possono replicare. E questo, alla fine, conta più di qualsiasi guidance conservativa.
