Il mercato azionario ci ha regalato un’altra lezione di volatilità negli ultimi giorni, con due titoli che hanno catturato l’attenzione per le loro significative correzioni: Marvell Technology, precipitato del 18,6% in una sola seduta, e Hormel Foods, che ha subito un crollo del 13% dopo aver già mostrato segni di debolezza strutturale nel corso degli ultimi anni.

Osservando questi due casi, emerge chiaramente come il mercato stia distinguendo tra diverse tipologie di rischio e opportunità. Da una parte abbiamo Marvell, un player del settore semiconductori intrappolato in un ciclo di alta volatilità caratteristico del suo comparto, dall’altra Hormel, un’azienda di prodotti alimentari confezionati e lavorazione carni che sembra aver perso la sua capacità di crescita sostenibile.

Hormel Foods Corporation (NYSE : HRL)

Hormel rappresenta un perfetto esempio di come le apparenze possano ingannare gli investitori, specialmente quelli attratti dalla presunta sicurezza dei dividendi. Con un dividend yield che si aggira intorno al 4,6%, potrebbe sembrare allettante per chi cerca rendimenti stabili, ma è proprio qui che si nasconde la trappola.

Analizzando i fondamentali dell’azienda, emerge un quadro preoccupante. I ricavi hanno mostrato un trend negativo per tre anni consecutivi, mentre la crescita degli utili è praticamente inesistente, attestandosi intorno al 2% annuo, ben al di sotto dell’inflazione che si è mantenuta stabilmente intorno al 3% (media degli ultimi 3 anni). Il titolo ha toccato un minimo di 23,71 dollari il 28 agosto, livelli che non si vedevano da tempo, prima di un modesto rimbalzo tecnico. Questo significa che in termini reali, Hormel sta effettivamente perdendo valore per gli azionisti.

Il titolo ha perso oltre il 20% negli ultimi due anni, mentre il mercato nel complesso ha registrato performance positive. Il costo opportunità per chi ha mantenuto posizioni in Hormel è stato quindi doppiamente penalizzante. La società continua a mantenere il suo dividend streak, aumentando marginalmente il dividendo ogni anno, ma questo rappresenta più un onere che un vantaggio in un contesto di deterioramento dei fondamentali.

La valutazione attuale di circa 17 volte gli utili appare eccessiva per un’azienda in declino. Per essere attraente su base puramente dividendistica, Hormel dovrebbe offrire un yield intorno all’8%, il che implicherebbe un ulteriore ribasso del 40% circa rispetto ai livelli attuali.
Gli investitori istituzionali sembrano averlo compreso, con diversi fondi che hanno ridotto le loro posizioni nel corso dell’ultimo trimestre. Interessante notare come l’ownership istituzionale si fermi al 43,23%, significativamente inferiore rispetto a molti titoli del settore, mentre gli insider hanno mostrato un’attività di acquisto particolarmente intensa negli ultimi mesi, con oltre 337.000 azioni acquistate contro solo 124.000 vendute nell’ultimo anno.

finviz dynamic chart for  HRL
Marvell Technology (Nasdaq : MRVL)

Marvell Technology presenta uno scenario completamente diverso. Il titolo, dopo il crollo del 18,6% registrato il 29 agosto su volumi eccezionali di oltre 96 milioni di azioni (quasi 7 volte la media), si trova nuovamente in territorio di forte volatilità, caratteristica intrinseca del settore semiconductori. Il volume di scambi così elevato suggerisce una distribuzione significativa, possibilmente di investitori istituzionali che hanno deciso di alleggerire le posizioni. Quello che colpisce maggiormente è l’estrema ciclicità del titolo, che ha già sperimentato drawdown superiori all’85% in passato, come durante la crisi del 2008.

L’analisi tecnica rivela pattern ricorrenti di correzioni profonde seguite da riprese altrettanto vigorose. Il precedente drawdown del 60% avvenuto senza nemmeno una recessione formale dovrebbe far riflettere sulla natura intrinsecamente volatile di questo investimento. Durante il picco del 2021, il titolo ha raggiunto valutazioni prossime a 80 volte gli utili, livelli chiaramente insostenibili che hanno poi portato alla correzione successiva.

Tuttavia, a differenza di Hormel, Marvell opera in un settore in crescita strutturale. I semiconduttori rappresentano l’ossatura dell’economia digitale e dell’intelligenza artificiale, settori destinati a espandersi nei prossimi decenni. La sfida per gli investitori è individuare il momento giusto per entrare, considerando l’elevata volatilità del titolo.

I dati mostrano come dopo il precedente minimo di maggio 2022, il titolo abbia successivamente registrato performance superiori al 100%, dimostrando il potenziale di recupero per chi ha saputo acquistare nei momenti di massimo pessimismo. La chiave è avere la pazienza e la disciplina necessarie per attendere prezzi che offrano un margine di sicurezza adeguato.

finviz dynamic chart for  MRVL

L’esperienza di Marvell negli ultimi mesi evidenzia perfettamente i rischi del market timing. Chi ha acquistato il titolo a marzo 2024, intorno ai 70 dollari, si è trovato a navigare attraverso mesi di volatilità per ritrovarsi sostanzialmente al punto di partenza. Il titolo ha oscillato tra un minimo di 48,54 dollari ad aprile e un massimo di 85,27 dollari a fine luglio, dimostrando l’ampiezza delle fluttuazioni tipiche del settore. Questo sottolinea l’importanza di aspettare drawdown significativi prima di costruire posizioni in titoli altamente ciclici.

L’approccio più prudente prevede di attendere correzioni che si avvicinino ai minimi storici del titolo. Nel caso di Marvell, questo significherebbe prezzi intorno ai 35-40 dollari, livelli che potrebbero materializzarsi in caso di recessione o di un ulteriore deterioramento del sentiment nel settore tech.

Gli investitori istituzionali sembrano mantenere posizioni significative in Marvell, con un ownership dell’81,39%, segnale di fiducia nel potenziale di lungo termine dell’azienda. Tuttavia, l’elevato short interest, che ha raggiunto quasi 29 milioni di azioni a metà agosto, indica che molti operatori scommettono su ulteriori ribassi nel breve termine. È interessante notare come lo short interest sia aumentato rispetto ai 15,9 milioni di fine gennaio, suggerendo un crescente pessimismo tra gli operatori speculativi. Curioso notare come alcuni grandi fondi come Goldman Sachs abbiano ridotto drasticamente le loro posizioni di oltre il 36% nell’ultimo trimestre, mentre altri come UBS hanno aumentato del 89% la loro esposizione.

Questi due casi illustrano perfettamente come approcci di investimento apparentemente conservativi possano rivelarsi più rischiosi di strategie apparentemente aggressive. Hormel, con il suo dividendo “sicuro” e la reputazione di stabilità, ha in realtà distrutto più valore di Marvell negli ultimi anni, se consideriamo il costo opportunità.

La storia insegna che le aziende mature in settori maturi, quando perdono la capacità di crescere, tendono a rimanere intrappolate in un lento declino che può durare decenni. Al contrario, le aziende tecnologiche cicliche, pur con la loro volatilità estrema, offrono opportunità di creazione di valore significativo per gli investitori pazienti e disciplinati.

L’elemento cruciale è la comprensione del contesto storico. Nel caso di Marvell, conoscere i precedenti drawdown del 60-85% permette di non farsi sorprendere da correzioni apparentemente catastrofiche ma in realtà parte integrante del pattern di investimento. Per Hormel, invece, la lunga storia aziendale non deve far dimenticare che anche le aziende più consolidate possono entrare in fasi di declino strutturale.

La gestione del rischio in portafoglio richiede quindi un approccio differenziato: per i titoli growth ciclici come Marvell, è fondamentale il timing di ingresso e l’accettazione di alta volatilità, mentre per i titoli value mature come Hormel, è essenziale focalizzarsi sui trend fondamentali di lungo termine piuttosto che lasciarsi sedurre da metriche superficialmente attraenti come il dividend yield.

In definitiva, entrambi i titoli raccontano storie diverse ma ugualmente istruttive su come i mercati valutano crescita, stabilità e rischio nel lungo termine. La lezione più importante rimane quella di mantenere sempre una visione critica e basata sui fondamentali, evitando sia l’euforia dei mercati in ascesa che il panico delle correzioni, concentrandosi invece sulla qualità intrinseca del business e sulle sue prospettive future.

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