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Europa

Durante la settimana dal 9 al 13 dicembre 2024, gli indici europei hanno mostrato performance contrastanti in un contesto di cautela per le decisioni delle banche centrali e le ultime previsioni economiche. Lo STOXX Europe 600 ha registrato una lieve flessione dello 0,1%, chiudendo vicino alla stabilità dopo un andamento volatile segnato da preoccupazioni sui tassi di interesse e segnali misti dall’economia globale.

Il FTSE MIB italiano è salito dello 0,6%, sostenuto principalmente dal recupero dei titoli bancari e dalle aspettative positive su alcuni settori industriali. Il DAX tedesco ha chiuso in rialzo dello 0,3%, beneficiando di una ripresa del comparto tecnologico e di dati incoraggianti sulla produzione industriale in Germania.

In Francia, il CAC 40 ha guadagnato lo 0,2%, trainato da performance solide nei settori del lusso e dell’energia, mentre il FTSE 100 inglese ha registrato un modesto aumento dello 0,1%, con il mercato ancora influenzato dall’andamento dei prezzi delle materie prime e dalla sterlina relativamente stabile​.

FTSE MIB INDEX :
DAX INDEX :
CAC INDEX :
FTSE UK INDEX :

Settimana decisiva per i mercati europei, caratterizzata da importanti mosse delle banche centrali e significativi sviluppi macroeconomici. La Banca Centrale Europea ha mostrato un atteggiamento più accomodante, tagliando il tasso di deposito di 25 punti base al 3,0%, segnando la quarta riduzione dell’anno. Un segnale particolarmente significativo è stato l’abbandono del riferimento al mantenimento di tassi “sufficientemente restrittivi per tutto il tempo necessario”, suggerendo una possibile ulteriore apertura verso politiche monetarie più espansive. La BCE ha inoltre rivisto al ribasso le sue previsioni di crescita e inflazione, pur mantenendo un approccio cauto basato sull’analisi dei dati riunione per riunione.

Ancora più aggressiva la mossa della Banca Nazionale Svizzera, che ha sorpreso i mercati con un taglio di 50 punti base, il più consistente dal gennaio 2015. La decisione è stata motivata dalla necessità di contrastare le pressioni disinflazionistiche e mantenere la crescita dei prezzi al consumo all’interno del target di stabilità dei prezzi (0-2%). La BNS ha inoltre dimezzato le sue previsioni di inflazione per il 2025 allo 0,3%.

Sul fronte britannico, i dati economici hanno evidenziato una contrazione inattesa del PIL dello 0,1% a ottobre, replicando il calo di settembre. Particolarmente preoccupante è stata la debolezza del settore manifatturiero, con una produzione industriale in calo dello 0,6%. Nonostante questi dati negativi, l’economia ha mantenuto una crescita dello 0,1% nel trimestre fino a ottobre, sostenuta principalmente dai settori dei servizi e delle costruzioni.

In Francia, il panorama politico ha visto l’importante nomina di François Bayrou come nuovo Primo Ministro, in sostituzione di Michel Barnier.

Per la settimana entrante, questi sviluppi potrebbero suggerire una fase di cautela nei mercati azionari europei. L’atteggiamento più accomodante delle banche centrali potrebbe fornire un supporto ai mercati, ma la debolezza dei dati economici britannici e l’incertezza politica in Francia potrebbero generare volatilità. Gli investitori dovrebbero monitorare attentamente i prossimi dati macroeconomici e le comunicazioni delle banche centrali per eventuali segnali di ulteriori allentamenti delle politiche monetarie, che potrebbero influenzare significativamente l’andamento dei mercati nel breve termine.

Stati Uniti

I principali indici azionari statunitensi hanno registrato guadagni significativi, segnando una delle migliori settimane dell’anno grazie a un miglioramento del sentiment degli investitori, trainato da aspettative di politiche monetarie favorevoli e segnali di ripresa economica.

L’S&P 500 è aumentato del 4%, chiudendo vicino ai suoi massimi storici, mentre il Nasdaq Composite ha registrato un impressionante balzo del 6%, beneficiando della forza dei titoli tecnologici. Anche il Dow Jones Industrial Average ha avuto una performance positiva, con un incremento del 2,6%. Questi guadagni sono stati alimentati da un calo dei rendimenti obbligazionari e dalla speranza che la Federal Reserve possa ridurre i tassi di interesse nella prossima riunione. Il Russell 2000, indice delle piccole capitalizzazioni, ha chiuso con un rialzo del 4,4%, evidenziando un ampio rally sul mercato azionario​.

NASDAQ COMPOSITE :
DOW JONES INDUSTRIAL AVERAGE :
S&P 500 INDEX :

La settimana è stata dominata da dati macroeconomici cruciali che hanno influenzato significativamente le aspettative degli investitori riguardo alla politica monetaria della Federal Reserve. Il rapporto sull’inflazione del Dipartimento del Lavoro ha mostrato un aumento dello 0,3% sia per l’indice generale dei prezzi al consumo che per l’inflazione core a novembre, in linea con le attese del mercato. Su base annua, l’inflazione core si è mantenuta stabile al 3,3%, mentre l’inflazione generale ha registrato un lieve incremento al 2,7% rispetto al 2,6% di ottobre. Un dato particolarmente significativo è stato il peso dei costi abitativi, che hanno rappresentato quasi il 40% dell’aumento totale dei prezzi nel mese di novembre.

Sul fronte del mercato del lavoro, si è registrato un inaspettato aumento delle richieste settimanali di sussidi di disoccupazione, che hanno raggiunto il livello più alto degli ultimi due mesi a 242.000 unità. Sebbene parte di questo incremento sia stato attribuito a fattori stagionali legati alla festività del Ringraziamento, l’aumento delle richieste continue di sussidi, che si mantengono sui massimi degli ultimi tre anni, suggerisce un rallentamento del mercato del lavoro e maggiori difficoltà per i disoccupati nel trovare una nuova occupazione.

Questi dati hanno rafforzato significativamente le aspettative del mercato per un taglio dei tassi da parte della Federal Reserve nella prossima riunione. Secondo il CME FedWatch Tool, i mercati dei futures hanno prezzato una probabilità del 97,1% di un taglio dei tassi nella prossima riunione della Fed, in aumento rispetto all’86,0% della settimana precedente.

Per la settimana entrante, questi sviluppi potrebbero suggerire un clima generalmente positivo per i mercati azionari americani. La combinazione di un’inflazione in linea con le attese e di segnali di rallentamento del mercato del lavoro potrebbe supportare l’idea di una Fed più accomodante. Gli investitori dovrebbero tuttavia mantenere un approccio cauto, monitorando attentamente la riunione della Fed che inizierà il 17 dicembre. La reazione del mercato dipenderà non solo dalla decisione sui tassi, ma anche dal tono e dalle proiezioni future che emergeranno dalla riunione. Particolare attenzione andrà posta anche ai prossimi dati economici, che potrebbero influenzare ulteriormente le aspettative di mercato sulla traiettoria futura della politica monetaria.

Cina

I principali indici azionari cinesi hanno mostrato performance contrastanti in un contesto di preoccupazioni per la ripresa economica e sviluppi geopolitici.

Lo Shanghai Composite Index ha registrato una perdita dello 0,6%, chiudendo a 3.057 punti. L’indice ha sofferto per il calo delle aziende legate ai materiali e all’energia, nonostante un parziale supporto proveniente dal settore tecnologico. Anche lo Shenzhen Component Index ha avuto un ribasso, chiudendo la settimana con una perdita dello 0,7%, in linea con il generale sentiment di cautela degli investitori.

Sul fronte di Hong Kong, l’indice Hang Seng ha terminato la settimana in flessione dell’1,2%, chiudendo a circa 19.600 punti. Questo calo è stato trainato dalle difficoltà nei settori immobiliare e finanziario, in particolare a causa delle persistenti preoccupazioni sulla stabilità di alcune grandi società immobiliari cinesi. Tuttavia, alcune società tecnologiche hanno contenuto parzialmente le perdite complessive grazie a guadagni moderati.

Nel complesso, il mercato cinese è stato influenzato da fattori come la debolezza dei dati economici e le incertezze legate alle relazioni internazionali, che hanno frenato il sentiment degli investitori nonostante i tentativi del governo di stimolare l’economia.

SHANGHAI COMPOSITE INDEX :
CSI 300 INDEX :

La settimana è stata caratterizzata da importanti sviluppi per l’economia cinese, a partire dalla Conferenza Centrale sul Lavoro Economico, un incontro di alto livello durante il quale i funzionari di vertice hanno delineato l’agenda economica per il prossimo anno. Durante la conferenza, è stato annunciato l’impegno per una politica fiscale più proattiva e un aumento del deficit di bilancio per il 2025, insieme alla continuazione dell’emissione di titoli del Tesoro speciali a lunghissima scadenza per finanziare progetti strategici. Tuttavia, la mancanza di dettagli specifici nel comunicato finale ha smorzato l’entusiasmo degli investitori.

I dati sull’inflazione hanno confermato che l’economia cinese continua a lottare contro la deflazione. L’indice dei prezzi al consumo ha registrato un modesto aumento dello 0,2% su base annua a novembre, in calo rispetto allo 0,3% di ottobre e al di sotto delle aspettative del mercato. L’inflazione core, che esclude i costi volatili di cibo ed energia, ha mostrato un leggero incremento allo 0,3% dal precedente 0,2%. Particolarmente preoccupante è stata la persistente deflazione dei prezzi alla produzione, in calo del 2,5% su base annua, segnando il ventiseiesimo mese consecutivo di contrazione, nonostante gli sforzi di Pechino per stimolare la domanda interna.

Sul fronte commerciale, le esportazioni hanno registrato un incremento del 6,7% a novembre rispetto all’anno precedente, in rallentamento rispetto al +12,7% di ottobre, ma mantenendo comunque una crescita positiva per l’ottavo mese consecutivo. Particolarmente significativo è stato l’aumento delle spedizioni verso gli Stati Uniti, che hanno raggiunto i livelli più alti da settembre 2022, mentre anche le esportazioni verso il Sud-est asiatico hanno mostrato una forte crescita. Le importazioni, invece, hanno registrato una contrazione del 3,9%, più marcata rispetto al calo del 2,3% del mese precedente, portando il surplus commerciale complessivo a 97,4 miliardi di dollari.

Per la settimana entrante, questi dati suggeriscono un quadro complesso per gli investitori nei mercati cinesi. La persistente deflazione e il rallentamento della crescita delle esportazioni potrebbero continuare a pesare sul sentiment di mercato. Tuttavia, l’impegno del governo per una politica fiscale più espansiva potrebbe fornire un certo supporto. Gli investitori dovrebbero monitorare attentamente eventuali dettagli aggiuntivi sulle misure di stimolo annunciate durante la Conferenza Economica, che potrebbero influenzare significativamente l’andamento del mercato nel breve termine. Particolare attenzione andrà posta anche ai prossimi dati economici, che potrebbero fornire ulteriori indicazioni sulla efficacia delle misure di stimolo già implementate.

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