Dal 8 Al 12 Settembre 2025: Cos’è Successo Nei Mercati Globali
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Europa
La settimana europea si è aperta lunedì 8 settembre con un clima di cauto ottimismo che ha caratterizzato l’intera piazza continentale. Lo STOXX Europe 600, il barometro più attendibile dell’andamento del Vecchio Continente, ha mostrato una progressione costante che l’ha portato a guadagnare terreno prezioso giorno dopo giorno, culminando giovedì con un robusto rialzo dello 0.51% che ha consolidato una settimana complessivamente positiva.
Il FTSE 100 britannico ha aperto la settimana con un incremento modesto ma significativo dello 0.14%, dimostrando quella resilienza tipicamente inglese che continua a sorprendere gli analisti. La piazza londinese ha beneficiato di una rinnovata fiducia negli asset difensivi e nei titoli minerari, settori che hanno trovato nuovo slancio grazie alla stabilizzazione dei prezzi delle commodity e alle aspettative di un ciclo di politica monetaria globale più accomodante.
Ben più vivace si è dimostrato il mercato francese, con il CAC 40 che lunedì ha registrato un balzo dello 0.78%, nonostante le turbolenze politiche interne legate alla crisi del governo Bayrou. Il paradosso francese di questa settimana è stato evidente: mentre la politica sprofondava nell’ennesima crisi istituzionale, con il Primo Ministro François Bayrou che affrontava una mozione di sfiducia per i suoi tentativi di ridurre il deficit di bilancio di 44 miliardi di euro, i mercati sembravano quasi impermeabili a questa instabilità. Gli investitori hanno probabilmente interpretato la crisi come l’ennesimo episodio di una commedia politica ormai ben conosciuta, concentrandosi invece sui fondamentali economici che continuano a mostrare segnali di tenuta.
Il DAX tedesco ha seguito un percorso altrettanto interessante, con un forte avvio di settimana che l’ha visto guadagnare lo 0.89% lunedì, per poi attraversare alcuni momenti di volatilità nei giorni centrali della settimana. Mercoledì il listino di Francoforte ha subito una correzione dello 0.39%, riflettendo forse le preoccupazioni degli investitori tedeschi per l’andamento dell’export e per le persistenti difficoltà del settore automobilistico. Tuttavia, la reazione è stata prontamente assorbita, con il mercato che ha ritrovato slancio già dalla seduta successiva.
FTSE MIB INDEX :
DAX INDEX :
CAC INDEX :
FTSE UK INDEX :
Il vero protagonista della settimana europea è stato però giovedì 11 settembre, quando Christine Lagarde e la Banca Centrale Europea hanno preso la scena con una decisione di politica monetaria che, pur essendo ampiamente scontata, ha fornito elementi di riflessione importanti per il futuro dell’eurozona. La BCE ha mantenuto invariato il tasso sui depositi al 2%, confermando la pausa strategica iniziata a luglio dopo una serie di riduzioni consecutive che avevano caratterizzato la prima metà del 2025.
La conferenza stampa di Lagarde ha rivelato elementi di particolare interesse per chi segue l’evoluzione delle politiche monetarie europee. La Presidente della BCE ha sottolineato come i rischi per la crescita economica siano diventati “più bilanciati”, un linguaggio tecnico che tradotto significa una maggiore fiducia nelle prospettive economiche dell’eurozona. Particolarmente significative sono state le sue parole sull’incertezza commerciale, che si è “chiaramente diminuita” grazie agli accordi raggiunti tra Stati Uniti ed Europa, pur rimanendo ancora sopra i livelli normali pre-pandemici.
Le nuove proiezioni economiche hanno dipinto un quadro leggermente più ottimistico rispetto a giugno: l’inflazione prevista per il 2025 è stata rivista al 2.1% dal precedente 2.0%, mentre per il 2026 si attende una discesa all’1.7% e per il 2027 una risalita all’1.9%. Ancora più interessante è stata la revisione al rialzo delle stime di crescita per il 2025, portate all’1.2% dal precedente 0.9%, un segnale che l’economia europea sta mostrando maggiore resilienza di quanto inizialmente previsto.
Il messaggio implicito della BCE è stato chiaro: l’istituzione monetaria europea si trova in una posizione confortevole, con l’inflazione sostanzialmente sotto controllo e una crescita che, seppur modesta, mantiene una traiettoria positiva. Questa situazione permette alla banca centrale di adottare un approccio “wait and watch”, osservando l’evolversi della situazione senza la pressione di dover intervenire urgentemente sui tassi.
I mercati hanno accolto positivamente questo messaggio di stabilità. Il settore automobilistico, che aveva sofferto nelle sedute precedenti, ha registrato una vigorosa ripresa, con Stellantis che ha guidato il rialzo con un impressionante +9.18% giovedì, sostenuta dalle dichiarazioni del CEO Antonio Filosa sulla reintroduzione di modelli strategici come la Jeep Cherokee e i pick-up RAM a otto cilindri per rilanciare la generazione di cassa.
Gli investitori europei si trovano ora di fronte a uno scenario caratterizzato da opportunità selettive. La combinazione di una politica monetaria stabile, di un’inflazione sotto controllo e di una crescita economica che, pur modesta, mantiene segno positivo, crea le condizioni per una selezione qualitativa degli investimenti. I settori meno esposti alle turbolenze commerciali globali continuano a mostrare maggiore attrattiva, mentre le aziende con solidi modelli di business domestici beneficiano della stabilità del contesto macroeconomico europeo.
Stati Uniti
Se l’Europa ha vissuto una settimana di consolidamento prudente, gli Stati Uniti hanno regalato agli investitori uno spettacolo di pura energia finanziaria. La settimana dell’8-12 settembre 2025 verrà ricordata come una di quelle che fanno la storia dei mercati, con performance che hanno lasciato il segno e record che continueranno a essere citati negli anni a venire.
Il S&P 500 ha iniziato la settimana con il piede giusto, registrando lunedì un modesto ma significativo rialzo che ha preparato il terreno per quello che sarebbe diventato un crescendo di ottimismo. Martedì l’indice ha accelerato con un guadagno dello 0.27% che l’ha portato a 6.512,61 punti, mentre mercoledì ha messo a segno un convincente +0.51% a 6.448,26 punti. Ma il vero fuoco d’artificio è arrivato giovedì, quando l’indice ha toccato nuovi massimi storici, consolidando una settimana che si avviava a chiudersi con un guadagno complessivo dell’1.6%.
Il Nasdaq Composite ha rubato la scena con una performance ancora più spettacolare. L’indice tecnologico ha iniziato lunedì con un rally dello 0.5% che l’ha portato a toccare nuovi record storici, un’impresa che ha ripetuto praticamente ogni giorno della settimana. Martedì ha aggiunto un altro +0.37% (21.879,49 punti), mercoledì ha brillato con un +1.03% (21.497,73 punti), per poi coronare la settimana venerdì con un +0.44% che l’ha portato a chiudere a 22.141,10 punti, segnando una settimana perfetta di chiusure record consecutive.
Il Dow Jones Industrial Average, spesso considerato il più conservatore dei tre grandi indici americani, ha vissuto forse il momento più simbolico della settimana. Giovedì, per la prima volta nella sua storia, l’indice ha superato la soglia psicologica dei 46.000 punti, un traguardo che rappresenta molto più di un semplice numero. È la materializzazione di decenni di crescita economica americana, di innovazione tecnologica e di fiducia degli investitori nel futuro del paese. Nonostante una correzione venerdì che l’ha portato a chiudere a 45.834,22 punti (-0.59%), la settimana si è comunque conclusa in territorio ampiamente positivo.
NASDAQ COMPOSITE :
DOW JONES INDUSTRIAL AVERAGE :
S&P 500 INDEX :
Ma cosa ha alimentato questo rally straordinario? La risposta va cercata in una combinazione perfetta di fattori macroeconomici, aspettative di politica monetaria e dinamiche settoriali che si sono allineate come le stelle in una notte particolarmente favorevole agli investitori.
Il primo elemento scatenante è arrivato mercoledì 10 settembre con la pubblicazione del Producer Price Index di agosto, un dato che ha letteralmente spiazzato gli analisti. L’indice dei prezzi alla produzione ha registrato un inaspettato calo dello 0.1% mensile, contro aspettative di un aumento dello 0.3%. Per la terza volta quest’anno, il PPI ha mostrato deflazione in quello che è generalmente considerato un indicatore delle pressioni inflazionistiche future. Il core PPI, che esclude cibo ed energia, è anch’esso sceso dello 0.1%, dipingendo un quadro di pressioni inflazionistiche sostanzialmente assenti a livello wholesale.
Il colpo di grazia alle preoccupazioni inflazionistiche è arrivato giovedì 11 settembre con i dati del Consumer Price Index di agosto. Il CPI è salito dello 0.4% mensile e del 2.9% annuale, in linea con le previsioni, mentre il core CPI ha registrato un +0.3% mensile e un +3.1% annuale, anch’esso in linea con le attese. L’elemento cruciale è che questi dati, pur mostrando inflazione ancora sopra il target Fed del 2%, non hanno mostrato accelerazioni preoccupanti e hanno confermato che le pressioni sui prezzi rimangono sotto controllo.
Questa combinazione di dati ha cementato le aspettative di un taglio dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve nella riunione del 17 settembre. Gli investitori, che avevano già scontato questa possibilità al 93% secondo il CME FedWatch Tool, hanno interpretato i dati come la conferma che la Fed avrebbe avuto il via libera per iniziare un ciclo di allentamento monetario senza il timore di riaccendere pressioni inflazionistiche.
A livello settoriale, la tecnologia ha continuato a guidare il rally, beneficiando non solo delle aspettative di tassi più bassi ma anche di sviluppi specifici nelle singole aziende. Tesla, che negli ultimi mesi aveva attraversato un periodo difficile, ha mostrato segni di ripresa durante la settimana, sostenuta dalle aspettative per il lancio del servizio Robotaxi e dai piani per modelli più economici nel 2026, nonostante i risultati del secondo trimestre avessero deluso con ricavi in calo del 12% annuale a 22.5 miliardi di dollari.
Super Micro Computer ha registrato un’impennata del 6% venerdì dopo l’annuncio dell’inizio delle spedizioni in volume delle soluzioni Nvidia Blackwell Ultra ai clienti di tutto il mondo, un desenvolvimento che ha confermato il ruolo cruciale dell’azienda nell’ecosistema dell’intelligenza artificiale.
Il settore bancario ha mostrato resilienza, beneficiando delle aspettative di un ciclo di tagli dei tassi meno aggressivo di quanto inizialmente temuto, mentre i titoli difensivi hanno trovato supporto nell’ambiente di maggiore stabilità macroeconomica.
Un elemento particolarmente interessante è stato l’andamento di Warner Bros. Discovery, che ha registrato un rally del 29% giovedì, il miglior giorno nella storia del titolo, seguito da un ulteriore +5% venerdì, dopo le notizie di una potenziale offerta da parte di Paramount Skydance per l’acquisizione della compagnia.
Ma forse l’aspetto più affascinante di questa settimana americana è stato il clima di fiducia palpabile che si respirava sui mercati. Non si trattava del solito ottimismo speculativo, ma di una fiducia basata su fondamentali solidi: un’economia che continua a crescere, un’inflazione che sta rientrando verso livelli target, e una Federal Reserve che sembra avere tutti gli strumenti per gestire la transizione verso un ciclo di politica monetaria meno restrittiva.
La combinazione di record consecutivi, dati macroeconomici favorevoli e aspettative di supporto monetario ha creato quella che potremmo definire una “tempesta perfetta” positiva, il genere di convergenza di fattori che ogni investitore sogna di vedere almeno una volta nella propria carriera.
Cina
Mentre Europa e Stati Uniti vivevano i loro rispettivi drammi e trionfi, la Cina ha mostrato un volto più misurato, caratterizzato da movimenti contenuti che riflettevano un mercato in fase di consolidamento dopo i guadagni significativi dei mesi precedenti.
Lo Shanghai Composite Index ha chiuso la settimana venerdì a 3.871 punti con un modesto calo dello 0.12%, un movimento che però va contestualizzato in un quadro molto più ampio e positivo. Su base mensile, l’indice principale cinese ha infatti accumulato un rispettabile +5.08%, mentre su base annuale il rialzo si attesta a un impressionante +43.14%, cifre che dimostrano la solidità della ripresa dei mercati cinesi nella prima parte del 2025.
Il CSI 300 Index, che rappresenta le 300 principali società quotate sulle borse di Shanghai e Shenzhen, ha mostrato una performance simile, consolidando intorno ai livelli raggiunti nelle settimane precedenti. Durante le sedute di mercoledì era emerso un momento di particolare vivacità, con l’indice che aveva guadagnato lo 0.33% mentre l’Hang Seng di Hong Kong saliva dell’1%.
Il mercato di Hong Kong ha confermato la sua funzione di termometro dell’appetito internazionale per gli asset cinesi. L’Hang Seng Index ha chiuso la settimana con performance miste ma generalmente positive, beneficiando della rinnovata fiducia degli investitori internazionali nei confronti delle società tecnologiche cinesi quotate nella ex colonia britannica.
Particolarmente interessante è stata la performance dell’Hang Seng Tech Index, che raggruppa le principali società tecnologiche cinesi quotate a Hong Kong. L’indice ha registrato guadagni superiori al 2% in alcune sedute della settimana, trainato da titoli come Tencent Music Entertainment, che ha brillato con un +16% dopo aver superato le aspettative sui ricavi e sui profitti del secondo trimestre, supportato da una crescita robusta degli abbonati ai suoi servizi musicali online.
Altri protagonisti del rally tecnologico sono stati Sunny Optical Technology Group (+5%), Bilibili (+4.77%) e Alibaba (+4.46%), confermando che il settore tech rimane il motore principale dell’ottimismo sui mercati cinesi. Questi movimenti riflettono non solo i fondamentali migliorati delle singole aziende, ma anche una rinnovata fiducia nel futuro del settore tecnologico cinese, dopo anni di pressioni normative e incertezze geopolitiche.
SHANGHAI COMPOSITE INDEX :
CSI 300 INDEX :
Il fattore chiave che ha influenzato i mercati cinesi durante questa settimana è stata la liquidità domestica abbondante, più che un miglioramento significativo dei dati economici o degli utili aziendali. Questa dinamica, che ha caratterizzato il rally dei mercati cinesi dall’aprile 2025, continua a sostenere le quotazioni nonostante le persistenti sfide macroeconomiche.
Un elemento di interesse è stata la stabilizzazione della situazione immobiliare, settore che per anni ha rappresentato una fonte di preoccupazione per gli investitori. Mentre non ci sono stati annunci clamorosi di nuove misure di sostegno, la stabilizzazione dei prezzi e il miglioramento graduale degli indicatori di vendita stanno contribuendo a ridurre uno dei principali fattori di rischio per l’economia cinese.
Il settore manifatturiero cinese ha mostrato segnali contrastanti. Da un lato, le aziende orientate al mercato domestico hanno continuato a beneficiare della domanda interna sostenuta dalle politiche di stimolo, dall’altro le compagnie più esposte ai mercati di esportazione hanno dovuto confrontarsi con le persistenti incertezze commerciali globali, nonostante i progressi nei rapporti sino-americani.
Particolarmente resiliente si è dimostrato il settore dei servizi finanziari, con le principali banche cinesi che hanno mostrato performance stabili sostenute dalla politica monetaria accomodante della Banca Popolare Cinese. Questo settore continua a beneficiare dell’ambiente di liquidità favorevole e della crescita graduale del credito all’economia reale.
Il settore delle energie rinnovabili, storicamente un punto di forza della Cina, ha mantenuto una performance positiva, supportato tanto dalle politiche interne di transizione energetica quanto dalla crescente domanda globale di tecnologie pulite. Le società attive nel fotovoltaico e nell’eolico hanno mostrato particolare resilienza, nonostante le pressioni competitive sui prezzi.
Un aspetto degno di nota è stata la crescente attenzione degli investitori stranieri per il mercato cinese, testimoniata dai flussi in entrata attraverso i meccanismi di Stock Connect. Questo interesse rinnovato riflette una rivalutazione del rischio Cina da parte della comunità finanziaria internazionale, che inizia a vedere nel paese non più solo una fonte di incertezza geopolitica, ma anche un’opportunità di diversificazione in un momento di alta valorizzazione dei mercati occidentali.
La settimana si è conclusa con un sentiment complessivamente positivo, nonostante i movimenti contenuti degli indici principali. Gli investitori cinesi sembrano aver metabolizzato la fase di crescita esplosiva dei primi mesi dell’anno e si stanno ora concentrando su una selezione più attenta delle opportunità, privilegiando società con fondamentali solidi e modelli di business sostenibili nel lungo periodo.
Prospettive
Guardando ai giorni che ci attendono, è impossibile non riconoscere che ci troviamo a un bivio cruciale per i mercati finanziari globali. La settimana appena trascorsa ha posto le basi per quello che potrebbe essere un autunno di grande trasformazione per gli equilibri monetari e finanziari mondiali.
Il 17 settembre si profila come la data cerchiata in rosso su tutti i calendari degli investitori globali. La Federal Reserve si riunirà in quello che potrebbe essere ricordato come il meeting che ha segnato l’inizio di un nuovo ciclo di politica monetaria americana. Con le probabilità di un taglio dei tassi ormai consolidate al 93%, la vera incognita non è più se la Fed taglierà, ma come comunicherà le sue intenzioni per i mesi successivi e quale sarà la cadenza di questo nuovo ciclo di allentamento.
Jerome Powell si trova di fronte a un equilibrio delicato: da un lato deve rispondere ai segnali di ammorbidimento del mercato del lavoro, evidenziati dalle revisioni al ribasso dei dati occupazionali (-911.000 posti di lavoro nelle revisioni per i 12 mesi fino a marzo), dall’altro deve evitare di alimentare aspettative troppo aggressive di tagli futuri che potrebbero riaccendere pressioni speculative sui mercati.
La strategia di comunicazione della Fed sarà cruciale. Se Powell adotterà un tono particolarmente accomodante, suggerendo un ciclo di tagli più aggressivo di quello attualmente scontato dai mercati, potremmo assistere a un’accelerazione del rally azionario, con il Nasdaq che potrebbe puntare verso nuovi massimi storici e il Dow Jones che potrebbe consolidare la conquista della soglia dei 46.000 punti. Al contrario, un approccio più cauto, con enfasi sulla necessità di procedere gradualmente e valutare l’evolversi dei dati, potrebbe portare a una fase di consolidamento per tutti i mercati azionari.
In Europa, l’attenzione si concentrerà sull’evolversi della crisi politica francese e sui suoi potenziali riflessi sui mercati obbligazionari dell’eurozona. Se la caduta del governo Bayrou dovesse portare a un ulteriore stallo sui temi di bilancio, con la Francia che rischia di non rispettare i parametri di deficit europei, potrebbero riemergere tensioni sui spread sovrani che finora erano rimasti relativamente contenuti. La BCE, dal canto suo, ha chiaramente segnalato la sua intenzione di mantenere un approccio “data-dependent”, il che significa che ogni dato macroeconomico importante avrà il potenziale di influenzare le aspettative sui tassi futuri.
Particolarmente interessante sarà osservare l’evoluzione dei dati di inflazione europei nei prossimi mesi. Le previsioni della BCE suggeriscono una traiettoria discendente dell’inflazione nel 2026, ma molto dipenderà dall’andamento dei prezzi energetici e dalle dinamiche salariali. Se l’inflazione dovesse scendere più rapidamente del previsto, la BCE potrebbe trovarsi costretta a riconsiderare la sua pausa sui tassi prima di quanto attualmente anticipato.
Dal punto di vista settoriale, l’attenzione rimane concentrata sulla tecnologia, che ha guidato il rally della settimana appena conclusa. Il settore dell’intelligenza artificiale continua a mostrarsi come il principale driver di innovazione e crescita, ma gli investitori dovranno prestare attenzione ai segnali di eventuale saturazione delle valutazioni. Tesla, protagonista controverso degli ultimi trimestri, si avvicina alla presentazione del suo servizio Robotaxi, un evento che potrebbe rappresentare un catalizzatore importante per il titolo e per l’intero settore automotive.
Il settore finanziario si trova in una posizione particolarmente interessante. I tagli dei tassi Fed rappresentano tradizionalmente un fattore negativo per i margini bancari, ma l’ambiente di crescita economica solida e la riduzione del rischio di credit loss potrebbero compensare parzialmente questo effetto. Inoltre, se i tagli fossero graduali e ben comunicati, potrebbero sostenere un ambiente di crescita economica che beneficerebbe l’intero sistema finanziario.
Per quanto riguarda la Cina, il fattore chiave sarà l’evolversi della situazione geopolitica globale e delle relazioni commerciali internazionali. I segnali di miglioramento nei rapporti sino-americani degli ultimi mesi hanno contribuito al rally dei mercati cinesi, ma la situazione rimane fragile e suscettibile di rapide inversioni di tendenza. Gli investitori continueranno a monitorare attentamente le dichiarazioni delle autorità di entrambi i paesi, così come l’evolversi delle politiche commerciali globali.
Un elemento spesso sottovalutato ma che potrebbe assumere importanza crescente è la dinamica valutaria. L’euro si è rafforzato nelle ultime sedute dopo la decisione della BCE, mentre il dollaro ha mostrato qualche segno di debolezza in anticipazione dei tagli Fed. Se questa tendenza dovesse accelerare, potrebbe avere implicazioni significative per i flussi di capitale globali e per la competitività delle esportazioni europee e cinesi.
La stagione degli utili del terzo trimestre, che inizierà tra poche settimane, rappresenterà il prossimo grande test per la tenuta dei mercati. Gli investitori vorranno vedere se le società riusciranno a mantenere la crescita degli utili in un ambiente di rallentamento economico globale e di pressioni sui margini legate ai costi energetici e alle tensioni geopolitiche persistenti.
In questo contesto complesso e dinamico, la parola chiave per gli investitori dovrà essere “flessibilità”. La capacità di adattarsi rapidamente ai cambiamenti del contesto macroeconomico e di cogliere le opportunità che emergeranno dalla transizione verso un nuovo regime di politica monetaria globale sarà cruciale per il successo negli investimenti nei prossimi mesi.
La settimana dell’8-12 settembre 2025 verrà ricordata come quella che ha segnato l’inizio di una nuova fase per i mercati finanziari globali. Una fase caratterizzata da opportunità significative ma anche da rischi che richiederanno grande attenzione e competenza per essere navigati con successo. Come sempre nei mercati, il futuro appartiene a chi saprà leggere i segnali con più accuratezza e agire con maggiore tempestività.
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