La settimana a cavallo tra il 2025 e il 2026 è stata caratterizzata da volumi ridotti, come tipico del periodo festivo, ma non per questo priva di spunti interessanti. Mentre i trader si concedevano qualche giorno di riposo, i mercati hanno comunque scritto pagine importanti: nuovi massimi storici in Europa, un anno da incorniciare per Wall Street nonostante il mancato "Santa Claus Rally", e la Cina che chiude il 2025 con performance da record continuando a sorprendere nel primo giorno di contrattazione del 2026. Vediamo insieme cosa è successo.
Europa: nuovo anno, nuovi record
I mercati europei hanno iniziato il 2026 nel migliore dei modi, con lo Stoxx 600 che nella prima seduta dell'anno ha toccato un nuovo massimo storico a 596,94 punti, in rialzo dello 0,6%. Si tratta della terza settimana consecutiva di guadagni per l'indice paneuropeo, che archivia il 2025 con la migliore performance dal 2021.
La vera protagonista dell'anno è stata Piazza Affari: il FTSE MIB ha chiuso il 2025 con un incredibile +31,5%, la migliore performance dal 1998 e secondo solo all'Ibex spagnolo in Europa. Nella settimana in esame, Milano si è confermata leader continentale con un +1,03% nella seduta del 30 dicembre e un ulteriore +1,1% il 31 dicembre.
Il settore difesa ha continuato a trainare i listini: titoli come Rheinmetall, Saab e Renk hanno registrato guadagni compresi tra il 2% e il 3% nelle ultime sedute, portando le performance annuali tra il 130% e il 193%. Non è un caso, considerando le persistenti tensioni geopolitiche e le aspettative di aumento della spesa militare in tutta la regione.
Fincantieri si è aggiudicata il titolo di miglior blue chip italiana del 2025 con una performance straordinaria del +138%, seguita da Telecom Italia (+107%) e Banca Popolare di Sondrio (+104%). Il settore bancario italiano ha beneficiato anche delle nuove regole sul Golden Power che potrebbero facilitare operazioni di M&A nell'Unione Europea.
I dati macroeconomici hanno offerto un quadro contrastato: la Francia ha sorpreso positivamente con un PMI manifatturiero salito a 50,7 a dicembre, la crescita più rapida degli ultimi tre anni grazie alle esportazioni. La Germania, invece, ha confermato le difficoltà del suo settore industriale con un PMI sceso a 47, segnalando una recessione manifatturiera che si approfondisce.
USA: anno da incorniciare, ma niente Santa Claus Rally
Wall Street ha archiviato il 2025 con numeri da capogiro, anche se le ultime sedute dell'anno hanno deluso chi sperava nel tradizionale rally di fine anno. L'S&P 500 ha chiuso l'anno con un +16,39%, il Nasdaq con un impressionante +20,36% e il Dow Jones con un +12,97%. Si tratta del terzo anno consecutivo di guadagni a doppia cifra, un evento così raro da essersi verificato solo sei volte dal 1940.
La settimana dal 29 dicembre al 2 gennaio è stata caratterizzata da quattro sedute consecutive in calo, che hanno fatto sfumare il cosiddetto "Santa Claus Rally". Il 31 dicembre l'S&P 500 ha perso lo 0,74%, il Nasdaq lo 0,76% e il Dow 303 punti. Nulla di drammatico, considerando i guadagni accumulati durante l'anno, ma comunque un segnale di cautela da parte degli investitori.
"Vediamo un mercato destinato a muoversi in range nel 2026. C'è molto ottimismo per l'anno prossimo, ma noi siamo un po' più cauti."
I verbali della Fed di dicembre, pubblicati il 30 dicembre, hanno mostrato una spaccatura tra i policymaker sulla decisione di tagliare i tassi di un quarto di punto. Alcuni membri hanno suggerito che sarebbe stato opportuno mantenere i tassi invariati, alimentando l'incertezza sulla direzione della politica monetaria nel 2026. La maggior parte dei trader si aspetta ora che la banca centrale mantenga i tassi stabili nella riunione di fine gennaio.
L'intelligenza artificiale resta il tema dominante: Nvidia ha chiuso il 2025 con un +39%, mentre Palantir e AMD hanno messo a segno rispettivamente +139% e +78%. Il 2 gennaio, primo giorno di contrattazione del 2026, i semiconduttori hanno brillato con Intel e Micron in rialzo del 7% e 10%. Tuttavia, i big del software AI come Microsoft, Meta e Amazon hanno ceduto terreno, complice il dibattito sull'effettiva sostenibilità degli investimenti in infrastrutture AI.
Menzione speciale per i metalli preziosi: l'oro ha registrato la migliore performance annuale dal 1979 con un +64%, mentre l'argento ha addirittura raddoppiato il valore (+140%), spinto dalla doppia domanda di investitori e industria (pannelli solari, veicoli elettrici, batterie).
Cina: il Dragone ruggisce ancora
I mercati cinesi hanno chiuso il 2025 in grande stile e hanno iniziato il 2026 con ancora più vigore. Lo Shanghai Composite ha archiviato l'anno con un +18,4%, la migliore performance dal 2019, mentre lo Shenzhen Component ha fatto ancora meglio con un +29,9%, il miglior risultato dal 2020. Il ChiNext, l'indice delle startup tecnologiche, ha letteralmente dominato con un incredibile +49,57%.
Ma il vero fuoco d'artificio è arrivato da Hong Kong: nella prima seduta del 2026, l'Hang Seng è balzato del 2,8% a 26.338 punti, il maggior guadagno giornaliero da maggio, spinto dall'entusiasmo per il settore tecnologico e AI. L'indice ha chiuso il 2025 con un +27,77%, la migliore performance dal 2017.
I dati macroeconomici di fine anno hanno contribuito all'ottimismo: il PMI manifatturiero è salito a 50,1 a dicembre, tornando in territorio di espansione per la prima volta da marzo e battendo le attese degli analisti. Anche il PMI non manifatturiero è tornato sopra quota 50, a 50,2. Il governo di Pechino sembra aver finalmente trovato la ricetta giusta con i suoi stimoli mirati.
La star del 2 gennaio è stata Baidu, schizzata del 9,4% dopo l'annuncio che la sua divisione chip AI Kunlunxin ha presentato domanda di quotazione a Hong Kong. Shanghai Biren Technology, produttore di chip AI, ha più che raddoppiato il suo valore nel primo giorno di debutto in borsa, segnando la prima IPO del 2026 con uno start esplosivo.
Il presidente Xi Jinping ha segnalato politiche macro più proattive per il 2026, alimentando le aspettative di ulteriore supporto fiscale e monetario. Gli analisti di UBS prevedono che gli utili delle azioni A potrebbero accelerare dal 6% del 2025 all'8% nel 2026, mentre JPMorgan ha recentemente alzato il rating sulle azioni cinesi a "overweight". Non tutti però sono convinti: Capital Economics avverte che la Cina potrebbe continuare a lottare con sovraccapacità e deflazione, con solo parziali miglioramenti nella domanda interna.
In sintesi
| Mercato | Performance 2025 | Settimana 29/12-02/01 | Outlook |
|---|---|---|---|
| Europa (Stoxx 600) | +17% (best dal 2021) | Nuovi massimi storici | Positivo |
| USA (S&P 500) | +16,39% | 4 sedute in calo | Cauto ottimismo |
| Cina (Shanghai) | +18,4% (best dal 2019) | Rally nel primo giorno 2026 | Positivo con stimoli |
| Hong Kong (Hang Seng) | +27,77% (best dal 2017) | +2,8% il 2 gennaio | Molto positivo |
La settimana che ci siamo lasciati alle spalle conferma che il 2025 è stato un anno eccezionale per i mercati globali, nonostante le tensioni geopolitiche, le incertezze sulle politiche monetarie e i timori legati ai dazi. L'Europa ha mostrato una resilienza sorprendente, gli USA hanno consolidato il dominio dell'AI come tema di investimento, e la Cina sembra aver ritrovato la via della crescita grazie agli stimoli governativi. Il 2026 si apre con tante domande ancora aperte, ma una cosa è certa: chi è rimasto investito nel 2025 può brindare con soddisfazione.
