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Europa

Nella settimana dal 28 ottobre al 1° novembre 2024, i principali indici europei hanno mostrato andamenti positivi, con lievi variazioni settoriali. Lo STOXX Europe 600 ha registrato un incremento dell’1,09%, sostenuto da titoli blue-chip nel settore della tecnologia e dell’industria. In Germania, il DAX ha guadagnato circa lo 0,93%, guidato dalle performance delle società di beni di consumo. Il FTSE MIB italiano è cresciuto dell’1,15%, spinto da banche e industriali, mentre il CAC 40 francese è salito dello 0,80%. Il FTSE 100 ha mantenuto un andamento stabile grazie a settori selezionati come il sanitario e l’energetico.

FTSE MIB INDEX :
DAX INDEX :
CAC INDEX :
FTSE UK INDEX :

Il mercato azionario europeo ha reagito a una combinazione di dati economici positivi e sviluppi fiscali e politici, che hanno suscitato un sentiment contrastante tra gli investitori. Il principale evento macroeconomico è stato il dato sulla crescita dell’eurozona, che ha superato le aspettative con un aumento dello 0,4% nel terzo trimestre. Questo risultato ha rappresentato un’accelerazione rispetto al trimestre precedente e ha sottolineato un’economia regionale più robusta del previsto, anche grazie al contributo della Germania, che è riuscita a evitare una recessione con una crescita dello 0,2%. Anche Francia e Spagna hanno riportato risultati economici solidi, mentre l’Italia ha registrato una crescita stagnante. Questo quadro ha favorito un moderato ottimismo, sostenendo gli indici europei, con l’idea che l’eurozona stia dimostrando una resilienza superiore rispetto alle previsioni di rallentamento.

Il dato sull’inflazione ha però introdotto alcune incertezze. A ottobre, l’inflazione annua è salita al 2% dal precedente 1,7%, principalmente a causa della fine dell’effetto calmierante della riduzione dei prezzi dell’energia dell’anno scorso. Nonostante ciò, l’inflazione di base, che esclude i settori più volatili come energia e alimenti, è rimasta stabile al 2,7%, indicando una pressione persistente su alcuni settori chiave. La stabilità dell’inflazione di fondo ha alimentato speculazioni su possibili futuri interventi della Banca Centrale Europea, mantenendo un certo grado di cautela nei mercati.

Nel Regno Unito, il governo laburista ha annunciato il primo bilancio in quattordici anni, introducendo un aumento della spesa pubblica di 70 miliardi di sterline nei prossimi cinque anni, finanziato da incrementi fiscali e da nuovi prestiti. Questo piano ha generato preoccupazioni tra gli investitori, con reazioni che si sono riflesse in una svendita nel mercato obbligazionario britannico. Nonostante l’impegno della Cancelliera dello Scacchiere, Rachel Reeves, di garantire la stabilità economica e fiscale, il bilancio ha suscitato apprensioni per l’impatto delle tasse elevate sulla crescita economica a lungo termine. L’Office for Budget Responsibility ha avvertito che queste misure potrebbero ridurre le prospettive di crescita per il Regno Unito, creando un contesto difficile per il mercato azionario inglese.

In sintesi, la settimana ha mostrato un mix di resilienza e cautela: mentre la crescita dell’eurozona ha sorpreso in positivo, l’aumento dell’inflazione e il piano fiscale del Regno Unito hanno creato incertezze, influenzando il sentiment e mantenendo gli investitori attenti agli sviluppi futuri.

Stati Uniti

I principali indici statunitensi hanno registrato modesti rialzi. Il Dow Jones è cresciuto dello 0,6%, interrompendo una serie negativa grazie alla pubblicazione di risultati aziendali positivi e dati economici incoraggianti. L’S&P 500 ha guadagnato lo 0,4%, sostenuto dalle buone performance delle aziende nel settore industriale e tecnologico. Il Nasdaq, invece, ha beneficiato del buon andamento dei titoli tecnologici, salendo dello 0,8% soprattutto grazie alle aspettative su nuovi prodotti e risultati solidi nel settore semiconduttori.

NASDAQ COMPOSITE :
DOW JONES INDUSTRIAL AVERAGE :
S&P 500 INDEX :

il mercato azionario statunitense ha vissuto giorni intensi influenzati sia da eventi aziendali che da sviluppi economici. Circa il 42% delle aziende nell’S&P 500 ha presentato i risultati del terzo trimestre, tra cui i titani tecnologici noti come i “Magnificent Seven” – Meta, Microsoft, Alphabet, Apple, e Amazon. Questi report hanno mostrato un miglioramento rispetto alle attese: gli analisti di FactSet avevano previsto un incremento dei guadagni complessivi per l’S&P 500 del 5,1% anno su anno, superando le aspettative iniziali di crescita del 4,3%. Le performance delle aziende hanno evidenziato una resilienza economica, con il settore tecnologico in testa. Tuttavia, l’accoglienza del mercato è stata prudente, a causa delle preoccupazioni legate al rallentamento del settore manifatturiero e alle incertezze macroeconomiche.

I dati sull’occupazione sono stati al centro dell’attenzione, con segnali misti che hanno creato incertezza tra gli investitori. Martedì, il Dipartimento del Lavoro ha riportato un calo delle offerte di lavoro, scese a 7,44 milioni a settembre, il livello più basso dal gennaio 2021, alimentando i timori di un rallentamento del mercato del lavoro. Tuttavia, la misura delle dimissioni volontarie è rimasta stabile, suggerendo che i lavoratori continuano a sentirsi sicuri delle prospettive lavorative. Mercoledì, il rapporto di ADP ha segnalato un aumento sorprendente di 233.000 posti di lavoro nel settore privato per ottobre, quasi il doppio delle attese. Questo dato è stato però accolto con cautela, dato che venerdì il rapporto ufficiale sulle buste paga del Dipartimento del Lavoro ha mostrato un incremento modesto di soli 12.000 posti, il livello più basso da dicembre 2020. Questa discrepanza è stata attribuita agli effetti degli uragani Helene e Milton e allo sciopero in corso dei lavoratori della Boeing, che ha causato una riduzione di 44.000 posti nel settore della produzione di attrezzature per il trasporto.

Oltre ai dati sull’occupazione, venerdì è stato pubblicato il rapporto dell’Institute for Supply Management (ISM), che ha mostrato un calo inaspettato dell’attività manifatturiera per il settimo mese consecutivo. L’indice è sceso a 46,5, il livello più basso in 15 mesi, indicando una domanda debole e una riluttanza delle aziende a investire a causa delle incertezze legate alle politiche monetarie. Questo contesto di rallentamento nel settore manifatturiero ha pesato sull’umore degli investitori, rafforzando l’idea di un’economia ancora in una fase delicata.

La combinazione tra utili positivi ma con prospettive incerte, segnali contrastanti dal mercato del lavoro e un settore manifatturiero in crisi ha portato gli investitori a una valutazione attenta delle condizioni di mercato. Sebbene i guadagni aziendali abbiano mostrato un quadro robusto, l’andamento generale ha rispecchiato un equilibrio precario tra forza aziendale e fragilità economica a livello macro.

Cina

I principali indici azionari cinesi hanno registrato una performance contrastante, riflettendo incertezze economiche e tensioni di mercato. Lo Shanghai Composite ha chiuso leggermente in ribasso, con un calo dello 0,24%, oscillando attorno ai 3.272 punti. Anche l’indice Hang Seng di Hong Kong ha registrato un movimento simile, chiudendo la settimana con una performance debole in seguito a una fase di vendite che ha colpito i settori tecnologici e finanziari, segnale di preoccupazione per il rallentamento della crescita economica nella regione.

Le incertezze sulle prospettive economiche cinesi e le preoccupazioni legate a nuovi dati di crescita non all’altezza delle aspettative hanno contribuito a indebolire il sentiment degli investitori. Nonostante il calo complessivo, alcune aziende nel settore dei consumi hanno comunque registrato guadagni grazie a una ripresa del settore dei beni di lusso, alimentata in parte da segnali di domanda interna solida.

SHANGHAI COMPOSITE INDEX :
CSI 300 INDEX :

il mercato azionario cinese ha mostrato segnali di ripresa, sostenuti da una serie di dati economici incoraggianti. Per la prima volta dall’aprile precedente, l’attività manifatturiera ha registrato un’espansione, con l’indice ufficiale dei responsabili degli acquisti (PMI) manifatturiero che è salito a 50,1, superando il consenso e il livello di 49,8 di settembre. Questo incremento ha evidenziato una ripresa della domanda e ha superato la soglia critica di 50, che separa la crescita dalla contrazione. Anche il PMI non manifatturiero ha mostrato segni di crescita, salendo a 50,2, sebbene sotto le aspettative, riflettendo in parte l’aumento della spesa durante la festività della Golden Week.

In aggiunta, il settore immobiliare ha mostrato segni di stabilizzazione, con un incremento del 7,1% nelle vendite di case nuove da parte dei 100 principali costruttori, segnando la prima crescita annua nel 2024 dopo un drammatico calo del 37,7% a settembre. Questi dati hanno suggerito che il pacchetto di stimoli implementato da Pechino stia iniziando a dare i suoi frutti, alimentando le speranze di una ripresa economica più solida.

Le prospettive macroeconomiche per la Cina nel 2025 sembrano notevolmente migliorate, suggerendo che sebbene l’economia potrebbe non recuperare completamente, è attesa una stabilizzazione. Con l’inizio di questa fase di ripresa, le valutazioni azionarie potrebbero cominciare a essere influenzate dai fondamentali aziendali e la crescita degli utili potrebbe diventare il principale driver per gli investimenti, piuttosto che la mera crescita economica.

Questa serie di indicatori positivi ha dato impulso al sentiment degli investitori, favorendo una maggiore attività nel mercato azionario, nonostante le incertezze globali che continuano a pesare sulle prospettive economiche della Cina.

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