Europa
La settimana europea si è rivelata moderatamente positiva, con lo STOXX Europe 600 che ha guadagnato terreno in quattro sessioni consecutive prima di rallentare giovedì, quando i mercati americani erano chiusi per il Thanksgiving. L’indice paneuropeo ha chiuso venerdì a quota 574,92 punti, registrando un progresso settimanale intorno all’1,8%, sostenuto dall’ottimismo crescente su un possibile taglio dei tassi da parte della Federal Reserve a dicembre.
Il settore farmaceutico ha offerto spunti interessanti all’inizio della settimana, con Bayer che ha guadagnato oltre il 9% lunedì grazie a dati positivi dalla fase III del trial clinico sul suo anticoagulante Asundexian per la prevenzione dell’ictus. AstraZeneca ha proseguito il suo percorso di crescita dopo l’annuncio di un investimento da 2 miliardi di dollari nel suo stabilimento biofarmaceutico nel Maryland, parte di un piano di espansione più ampio da 50 miliardi di dollari negli Stati Uniti.
Il comparto della difesa ha vissuto una settimana altalenante, aprendo con perdite significative lunedì sulla scia dei colloqui di pace tra Stati Uniti e Ucraina, con Rheinmetall, Renk e Saab che hanno ceduto tra il 3% e il 4,5%. Tuttavia, il settore ha recuperato nelle sedute successive, sostenuto dalle persistenti incertezze geopolitiche e dalla prospettiva che qualsiasi accordo di pace potrebbe richiedere tempo per concretizzarsi.
Il caso Puma: L’evento più clamoroso della settimana europea è arrivato giovedì, quando le azioni del marchio sportivo tedesco sono schizzate di oltre il 18% sulla notizia che la cinese Anta Sports starebbe valutando un’offerta di acquisizione. Anche Li Ning e Asics sarebbero interessate al brand, la cui capitalizzazione è crollata del 56% nel 2025 a causa di un mercato sempre più competitivo e dell’impatto dei dazi americani.
La BCE rimane in modalità “wait-and-see” dopo aver mantenuto i tassi invariati al 2% nell’ultima riunione di ottobre, la terza pausa consecutiva nel ciclo di allentamento iniziato a giugno 2024. Christine Lagarde continua a sottolineare un approccio dipendente dai dati, mentre gli analisti si aspettano stabilità dei tassi almeno fino alla metà del 2026. L’inflazione dell’eurozona si mantiene vicina all’obiettivo del 2%, con le proiezioni che indicano un’inflazione headline al 2,1% per il 2025 e una crescita economica dell’1,2%.
Guardando alla settimana entrante, gli investitori europei monitoreranno attentamente i dati sull’inflazione tedesca e francese, entrambi in leggero rialzo venerdì, e gli sviluppi sul fronte Puma, dove la famiglia Pinault (che detiene il 29% attraverso Artemis) potrebbe rappresentare un ostacolo significativo a qualsiasi offerta di acquisizione a prezzi considerati troppo bassi.
Stati Uniti
Wall Street ha chiuso una settimana corta ma intensa con un rally che ha portato gli indici a registrare cinque sessioni consecutive di guadagni, recuperando gran parte delle perdite accumulate nelle settimane precedenti. Il Thanksgiving di giovedì e la chiusura anticipata di venerdì alle 13:00 ET hanno comunque permesso ai mercati di consolidare il rimbalzo tecnico iniziato la settimana precedente.
Il catalizzatore principale del rimbalzo è stato il rinnovato ottimismo su un taglio dei tassi della Federal Reserve a dicembre. Le dichiarazioni del presidente della Fed di New York, John Williams, venerdì 21 novembre, hanno riacceso le speranze degli investitori, portando la probabilità implicita di un taglio di 25 punti base dall’intorno del 30% a oltre l’80% entro fine settimana, secondo il CME FedWatch Tool. Williams ha sottolineato di vedere ancora “margine per un ulteriore aggiustamento nel breve termine” per avvicinare la politica monetaria al territorio neutrale.
Il tema dell’intelligenza artificiale ha dominato ancora una volta le conversazioni di mercato, ma con sfumature diverse rispetto alle settimane precedenti. Google ha catalizzato l’attenzione dopo il lancio di Gemini 3 il 18 novembre, il suo modello AI più avanzato, che ha scalato rapidamente le classifiche dei benchmark di settore. Le azioni di Alphabet sono balzate di oltre il 6% lunedì e hanno chiuso novembre con un guadagno del 13%, la migliore performance tra i “Magnificent Seven”.
Il successo di Gemini 3 ha però avuto ripercussioni contrastanti sul settore dei semiconduttori. Martedì, un report di The Information ha rivelato che Meta starebbe valutando di utilizzare i chip TPU (Tensor Processing Units) progettati da Google nei propri data center a partire dal 2027, potenzialmente spostando miliardi di dollari di investimenti lontano da Nvidia. La notizia ha fatto crollare le azioni Nvidia fino al 7% intraday prima di recuperare parzialmente, mentre Alphabet e Broadcom (partner nella progettazione dei TPU) hanno registrato guadagni significativi.
La risposta di Nvidia: Il chipmaker ha risposto alle preoccupazioni del mercato con un post su X affermando che le sue GPU sono “una generazione avanti rispetto all’industria” e che rimangono l’unica piattaforma capace di eseguire ogni modello AI ovunque si faccia computing. Nonostante la volatilità, Nvidia ha chiuso la settimana sostanzialmente stabile ma resta in calo di oltre il 10% dai massimi di fine ottobre.
Sul fronte degli utili, Best Buy ha sorpreso positivamente martedì con risultati del terzo trimestre fiscale superiori alle attese: ricavi a 9,67 miliardi di dollari (+2,4%) e un EPS rettificato di 1,40 dollari contro gli 1,31 attesi. La catena di elettronica ha alzato le previsioni per l’intero anno, segnalando una ripresa della domanda di computer, console gaming e smartphone trainata dal ciclo di sostituzione tecnologica e dal lancio di nuovi prodotti come il Nintendo Switch 2 e i laptop con funzionalità AI. Il titolo ha guadagnato circa il 5% post-earnings.
Novembre si è chiuso come il primo mese negativo per il Nasdaq da aprile, interrompendo una striscia di sette mesi consecutivi di guadagni. L’S&P 500 ha ceduto lo 0,6% nel mese, mentre il Dow Jones è riuscito a strappare un modesto +0,8%, estendendo a sette la sua serie di mesi positivi. La rotazione settoriale è stata evidente, con Healthcare e Consumer Staples che hanno sovraperformato mentre il settore tecnologico ha subito prese di beneficio legate alle valutazioni elevate dei titoli legati all’AI.
Per la settimana entrante, l’attenzione si concentrerà sui dati del mercato del lavoro (ADP mercoledì, jobless claims e report sui licenziamenti giovedì) e soprattutto sul PCE Price Index di venerdì, l’indicatore di inflazione preferito dalla Fed che potrebbe confermare o smentire le aspettative di un taglio dei tassi il 9-10 dicembre. I rendimenti dei Treasury a 10 anni si sono stabilizzati intorno al 4%, i minimi di un mese, riflettendo le attese di politica monetaria più accomodante.
Cina
I mercati cinesi hanno vissuto una settimana di recupero dopo il pesante sell-off della settimana precedente, ma le dinamiche sottostanti rimangono fragili e il sentiment degli investitori continua a essere condizionato dalle persistenti preoccupazioni sul settore immobiliare.
La settimana si è aperta lunedì con i mercati onshore sostanzialmente piatti dopo che lo Shanghai Composite aveva toccato un minimo di sei settimane durante la seduta. Tuttavia, Hong Kong ha brillato con l’Hang Seng in rialzo del 2%, trainato dai giganti tech come Alibaba, Tencent e Baidu, beneficiari del ribilanciamento degli indici MSCI entrato in vigore dopo la chiusura di lunedì.
Il settore della difesa ha registrato performance notevoli, con l’indice CSI Defence in rialzo del 3,5% lunedì dopo che il ministro degli Esteri cinese ha accusato il Giappone di aver “oltrepassato una linea rossa” con le sue dichiarazioni su Taiwan e i piani di dispiegamento missilistico sull’isola di Yonaguni. Questa tensione geopolitica ha alimentato gli acquisti sui titoli legati alla difesa nazionale, un tema che potrebbe continuare a sostenere il comparto nelle prossime settimane.
Il settore tecnologico e AI ha registrato un rimbalzo del 6,4% nella settimana dopo quattro settimane consecutive di perdite, con gli investitori che hanno approfittato delle valutazioni più basse per rientrare su alcuni titoli di qualità. Tuttavia, le valutazioni del comparto robotics cinese rimangono elevate, con un rapporto prezzo/utili forward intorno a 58x contro i 32x del settore IT del CSI 300, alimentando i timori di una potenziale bolla speculativa.
Crisi Vanke: L’evento più significativo della settimana è stata l’escalation della crisi di China Vanke, un tempo il più grande sviluppatore immobiliare del paese e ora simbolo delle difficoltà persistenti del settore. Mercoledì, l’azienda ha proposto per la prima volta di ritardare il rimborso di un bond onshore da 2 miliardi di yuan in scadenza il 15 dicembre, facendo crollare le sue obbligazioni in dollari ai minimi storici (23 centesimi per dollaro). Gli analisti di JPMorgan avvertono che Vanke “seguirà probabilmente lo stesso percorso” di altri sviluppatori che, dopo aver richiesto estensioni, sono poi andati in default.
La crisi Vanke ha riacceso i timori sulla stabilità del settore immobiliare cinese, che rappresenta ancora una quota significativa del PIL nazionale. Il principale azionista, la statale Shenzhen Metro, ha già erogato circa 30 miliardi di yuan in prestiti all’azienda quest’anno, ma le risorse disponibili fino alla metà del 2026 potrebbero non essere sufficienti a coprire i circa 13,4 miliardi di yuan di bond in scadenza entro giugno. Kyle Bass di Hayman Capital Management ha commentato che Vanke sta “continuando a precipitare nonostante i ripetuti sforzi di Shenzhen Metro per stabilizzare la situazione”.
Sul fronte macroeconomico, i profitti industriali cinesi di ottobre hanno mostrato un nuovo calo dopo due mesi di miglioramento, evidenziando la fragilità della domanda domestica e delle esportazioni. La People’s Bank of China mantiene una postura monetaria accomodante con i tassi LPR a 1 e 5 anni invariati rispettivamente al 3,0% e 3,5%, ma gli analisti ritengono che la banca centrale sia riluttante ad allentare ulteriormente per timori sulla stabilità finanziaria e sulla valuta.
Per la settimana entrante, gli investitori monitoreranno attentamente gli sviluppi sulla situazione Vanke e l’eventuale risposta delle autorità di Pechino. JPMorgan ha recentemente espresso una visione bullish sulla Cina, ma riconosce che il rischio immobiliare rimane il principale fattore di incertezza. I dati PMI di lunedì forniranno indicazioni aggiornate sullo stato dell’economia manifatturiera e dei servizi, cruciali per valutare se la ripresa economica stia guadagnando o perdendo momentum.
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