Questa settimana i mercati finanziari globali hanno dovuto fare i conti con un cocktail piuttosto indigesto: paure legate alla disruption dell'intelligenza artificiale, nuove turbolenze sui dazi americani dopo la storica sentenza della Corte Suprema, trimestrali che non hanno soddisfatto aspettative sempre più elevate e un dato sull'inflazione alla produzione negli Stati Uniti decisamente peggiore delle attese. Vediamo come si sono mossi i principali listini nelle tre aree geografiche che seguiamo.
Europa: ottavo mese di rialzi, ma la settimana è stata agitata
Lo STOXX 600 paneuropeo ha chiuso la settimana in area 634 punti, sostanzialmente sui massimi storici, confermando quella che è ormai una striscia di otto mesi consecutivi di guadagni — la più lunga dal periodo 2012-2013. Un dato notevole, soprattutto considerando il contesto in cui è maturato: le preoccupazioni legate all'impatto dirompente dell'intelligenza artificiale su interi settori economici, le incertezze tariffarie provenienti dagli Stati Uniti e le tensioni geopolitiche non hanno impedito agli investitori europei di continuare a scommettere sul Vecchio Continente.
La settimana è stata dominata dalle trimestrali, e qui il mercato ha trovato motivi di conforto. Rolls-Royce ha alzato le previsioni sugli utili e annunciato un buyback fino a 12 miliardi di dollari, chiudendo in rialzo del 3,2% giovedì. LSEG (London Stock Exchange Group) è balzata del 9% dopo aver svelato un buyback aggiuntivo da 3 miliardi di sterline, su pressione del fondo attivista Elliott. Sul fronte assicurativo, Allianz ha raggiunto il suo più grande utile operativo annuo di sempre a 17,4 miliardi di euro, mentre AXA ha riportato un utile underlying di 8,4 miliardi (+6%). Engie è volata del 7% dopo l'annuncio dell'acquisizione di UK Power Networks, e Schneider Electric ha guadagnato circa il 4% grazie a risultati solidi.
Non sono mancate le note stonate. Novo Nordisk ha subìto un crollo del 16,5% lunedì — il peggior calo in anni — dopo che i risultati della sperimentazione di Fase 3 del suo farmaco anti-obesità di nuova generazione CagriSema hanno deluso il mercato: il farmaco non ha raggiunto la non-inferiorità rispetto al tirzepatide di Eli Lilly, mostrando una perdita di peso del 23% contro il 25,5% del concorrente. Il titolo è scivolato ai minimi dal 2021, trascinando con sé anche Zealand Pharma (-6,7%). Stellantis ha pubblicato la sua prima perdita annuale di sempre, causata da 25,4 miliardi di euro di svalutazioni legate al ridimensionamento della strategia elettrica, anche se il titolo ha poi recuperato nella seduta di giovedì (+6,8%). BASF ha perso terreno dopo aver riportato un calo dell'utile operativo rettificato per il 2025 e una guidance deludente per il 2026.
Sul fronte macro, l'inflazione tedesca preliminare di febbraio è scesa all'1,9% dal 2,1% di gennaio, leggermente sotto le attese del 2% e in linea con il target BCE. In Francia l'inflazione è salita all'1,0% contro lo 0,8% atteso, mentre in Spagna si è attestata al 2,3%. Dati complessivamente gestibili, che non hanno spostato le aspettative sulla politica monetaria della Banca Centrale Europea.
USA: la settimana delle montagne russe, tra AI, dazi e inflazione
Se l'Europa ha navigato la settimana con relativa calma, Wall Street ha vissuto un vero e proprio ottovolante. Andiamo con ordine.
Il bilancio settimanale è risultato sostanzialmente piatto per gli indici principali, ma con una volatilità notevole. L'S&P 500 e il Nasdaq hanno chiuso il mese di febbraio in territorio negativo, in netto contrasto con i mercati europei e asiatici. Il dato che fotografa meglio la situazione è quello di UBS, che ha tagliato la raccomandazione sulle azioni USA a "neutral" citando le valutazioni elevate e una sensibilità relativamente minore degli utili americani alla crescita globale.
| Indice | Chiusura venerdì | Var. settimanale | Var. febbraio |
|---|---|---|---|
| S&P 500 | 6.878,88 | ~+0,6% | Negativa |
| Dow Jones | 48.977,92 | ~+0,4% | Negativa |
| Nasdaq Composite | 22.668,21 | ~+0,2% | Negativa |
| STOXX 600 | ~634 | ~+0,1% | +3,6% |
| DAX 40 | 25.284 | ~flat | +3,3% |
| Hang Seng | 26.657 | +0,8% | -2,8% |
| Shanghai Comp. | ~4.138 | ~flat | -0,3% |
Cina: attesa per il Congresso, il tech in territorio orso
Le borse cinesi hanno chiuso una settimana di contrasti. Lo Shanghai Composite si è mosso in un range molto stretto, chiudendo venerdì intorno a 4.138 punti — sostanzialmente invariato rispetto alla settimana precedente — dopo un discreto rimbalzo a metà settimana (+0,72% mercoledì) guidato dai titoli delle materie prime e dell'acciaio, subito riassorbito giovedì quando le perdite nei settori delle energie rinnovabili e dei metalli hanno preso il sopravvento. A pesare sono state le notizie secondo cui l'amministrazione Trump intende utilizzare un programma AI del Pentagono per definire i prezzi di riferimento dei minerali critici, penalizzando titoli come Contemporary Amperex (-4,5%) e Sungrow Power (-5,5%).
L'Hang Seng ha avuto una settimana più movimentata: dopo un calo dell'1,4% giovedì a 26.381 punti — trascinato dal tonfo di Nvidia sul mercato americano e dalle persistenti tensioni USA-Iran — l'indice ha rimbalzato dell'1% venerdì chiudendo a 26.657, portando a casa un guadagno settimanale dello 0,8%. A sostenere il recupero di venerdì sono state le aspettative crescenti per il Congresso Nazionale del Popolo, previsto per il 5 marzo, dal quale gli investitori si attendono misure a sostegno del settore tecnologico, dell'innovazione e dei consumi interni. Hanno contribuito anche le notizie sull'allentamento delle regole sull'acquisto di immobili a Shanghai per i non residenti, con i titoli del settore property che hanno guidato i rialzi: Sun Hung Kai Properties ha chiuso a +6,6%.
Il quadro mensile di febbraio resta però negativo. L'Hang Seng ha perso il 2,8% nel mese, invertendo i buoni guadagni di gennaio. Ancora peggio ha fatto l'Hang Seng Tech Index, che ha ceduto circa il 10% a febbraio — il peggior calo mensile da gennaio 2024 — scivolando in territorio di bear market con un ribasso del 23% dai massimi di ottobre 2025. Gli analisti citano utili aziendali deludenti, intensificazione della competizione e il passaggio dell'attenzione degli investitori dalla crescita pura alla redditività e ai flussi di cassa. I flussi da parte degli investitori continentali via Stock Connect si sono orientati verso la presa di profitto piuttosto che verso nuovi acquisti.
Sul fronte commerciale, la questione dei dazi resta il principale fattore di incertezza per le borse cinesi. Dopo la sentenza della Corte Suprema, il rappresentante per il commercio USA Jamieson Greer ha dichiarato che Washington intende mantenere i dazi sulla Cina nella fascia 35-50%, utilizzando strumenti legislativi alternativi. L'incontro tra Trump e Xi Jinping previsto per fine marzo a Pechino sarà un appuntamento chiave per capire se ci sarà una de-escalation o un ulteriore inasprimento delle relazioni commerciali.
- Europa: 8° mese di rialzi, record STOXX 600, trimestrali solide
- Nvidia: risultati Q4 record, ricavi +73% YoY
- AMD-Meta: mega-accordo GPU per data center AI
- Cina: attese per stimoli dal Congresso Nazionale (5 marzo)
- Inflazione tedesca in calo, in linea con target BCE
- PPI USA molto sopra le attese: Fed in stand-by più a lungo
- AI disruption fears: settore software in bear market
- Dazi: Trump alza al 15% globale, incertezza post-SCOTUS
- Novo Nordisk -16,5%: CagriSema fallisce test chiave
- Hang Seng Tech: -10% a febbraio, bear market territory
In definitiva, la settimana appena conclusa ha messo in evidenza una divergenza sempre più marcata tra le aree geografiche: l'Europa continua a beneficiare di un ciclo di utili favorevole e di valutazioni più ragionevoli, gli Stati Uniti sono appesantiti dalla tensione tra valutazioni elevate del tech e aspettative di crescita messe in discussione dall'AI stessa, mentre la Cina naviga tra speranze di stimoli politici e una realtà fatta di utili deludenti e incertezze commerciali. La prossima settimana gli occhi saranno puntati sui dati PMI cinesi di febbraio e sull'apertura del Congresso Nazionale del Popolo il 5 marzo, che potrebbero dare il tono ai mercati asiatici per le settimane a venire.
