Dal 21 Al 25 Luglio 2025: Cos’è Successo Nei Mercati Globali
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Europa
Durante la settimana dal 21 al 25 luglio 2025, i principali indici europei hanno mostrato un andamento misto, riflettendo un contesto di cautela tra gli investitori, influenzato da dati macroeconomici contrastanti e dalle attese sui negoziati commerciali tra Stati Uniti e Unione Europea.
Lo STOXX Europe 600, che rappresenta un ampio paniere di titoli europei, ha chiuso la settimana con un incremento dell’ 1,09%, passando da 546,58 punti il 21 luglio a 551,54 punti il 25 luglio. Questo rialzo è stato sostenuto da buone performance nei settori industriali e tecnologici, con volumi di scambio in crescita.
Il FTSE MIB italiano ha registrato una variazione positiva dell’ 1,39%, salendo da 40.167 punti a 40.726 punti. L’indice ha beneficiato di una ripresa nei titoli bancari e industriali, nonostante alcune incertezze legate alla situazione politica interna e alle tensioni commerciali globali.
Il DAX tedesco ha mostrato una crescita più contenuta, con un aumento dello 0,12% nella settimana, passando da 24.293 punti a 24.322 punti. Il mercato tedesco è rimasto relativamente stabile, con gli investitori focalizzati sui dati di produzione e sull’andamento dell’export, mentre il settore automobilistico ha offerto segnali di consolidamento.
Il CAC 40 francese ha chiuso la settimana con un progresso dello 0,15%, attestandosi a 7.834,58 punti. L’indice ha beneficiato di acquisti selettivi nei comparti del lusso e dell’energia, anche se il clima generale è rimasto prudente a causa delle preoccupazioni legate alla crescita economica.
Infine, il FTSE 100 britannico ha registrato un rialzo dell’ 0,91%, salendo da 9.023,81 punti a 9.107,61 punti. Il mercato londinese ha mostrato una buona tenuta, sostenuto da risultati trimestrali positivi di alcune blue chip e da un rinnovato interesse per i titoli difensivi.
FTSE MIB INDEX :
DAX INDEX :
CAC INDEX :
FTSE UK INDEX :
Gli eventi chiave di questi ultimi giorni hanno gettato nuova luce sulle dinamiche che stanno caratterizzando l’economia dell’eurozona e, di conseguenza, le performance delle borse del Vecchio Continente.
Giovedì 24 luglio, come ampiamente atteso, la Banca Centrale Europea ha deciso di mantenere invariato il tasso sui depositi al 2%, interrompendo così il ciclo di tagli che aveva caratterizzato gli ultimi mesi, dopo otto riduzioni consecutive iniziate nel giugno 2024. La decisione, presa all’unanimità dal Consiglio Direttivo, rappresenta una pausa strategica in un contesto macroeconomico sempre più complesso.
Christine Lagarde ha sottolineato come “il panorama resta eccezionalmente incerto, soprattutto a causa delle controversie commerciali”, facendo riferimento diretto alle tensioni sui dazi che stanno influenzando le dinamiche globali. La presidente della BCE ha adottato quello che lei stessa ha definito un approccio “wait-and-watch”, evidenziando come l’incertezza causata dalle politiche commerciali stia rendendo le imprese più caute negli investimenti.
Particolarmente significativo è stato il messaggio di Lagarde riguardo alle deviazioni temporanee dall’obiettivo di inflazione. La presidente ha chiarito che “non reagiremo a piccole deviazioni” dal target del 2%, purché le previsioni a medio termine rimangano coerenti con l’obiettivo strategico. Questo rappresenta un approccio più flessibile che potrebbe influenzare le aspettative sui tassi futuri.
I dati macroeconomici della settimana hanno dipinto un quadro di moderata resilienza. L’indice PMI Composito Flash dell’eurozona ha mostrato un miglioramento a 51,0 punti rispetto ai 50,6 di giugno, segnalando una crescita modesta ma presente sia nel settore manifatturiero che nei servizi. Questo dato ha sorpreso positivamente gli analisti, confermando che l’economia europea, seppur lentamente, sta mantenendo una traiettoria di crescita.
Tuttavia, analizzando i singoli paesi emergono differenze significative. La Germania ha mostrato segnali di rafforzamento della fiducia imprenditoriale, mentre in Francia la situazione appare più complessa, con un deterioramento del sentiment delle imprese. Questa divergenza tra le due principali economie europee continua a rappresentare uno dei fattori di vigilanza per gli investitori.
Oltemanica, i dati economici continuano a mostrare segnali di ammorbidimento. Le vendite al dettaglio di giugno, cresciute dello 0,9% mensile, sono risultate inferiori alle aspettative dell’1,2%, nonostante il clima favorevole del mese. Il PMI composito preliminare del Regno Unito è sceso a 51,0 punti da 52,0 di giugno, con un particolare indebolimento del mercato del lavoro evidenziato dal calo dell’indice occupazionale.
Le misure di bilancio del governo britannico, in particolare l’incremento dei contributi previdenziali per le aziende e l’impatto dei dazi commerciali più elevati, stanno pesando visibilmente sul settore privato. Questa dinamica sta creando un ambiente di investimento sempre più complesso per le aziende britanniche con esposizione europea.
La combinazione di questi fattori sta delineando uno scenario di investimento caratterizzato da opportunità selettive. La tenuta dell’economia europea, seppur in presenza di venti contrari significativi, suggerisce che le valutazioni attuali potrebbero non riflettere completamente il potenziale di resilienza delle aziende europee di qualità.
L’approccio più prudente della BCE, combinato con un’inflazione sostanzialmente sotto controllo, crea un ambiente monetario ancora favorevole per gli asset rischiosi. Tuttavia, l’incertezza sui dazi commerciali continua a rappresentare un elemento di volatilità che richiede attenzione nella selezione degli investimenti.
Guardando alla settimana che inizia il 28 luglio, gli investitori dovranno monitorare attentamente l’evolversi delle tensioni commerciali e i primi effetti delle dichiarazioni di Lagarde sui mercati obbligazionari. L’approccio “data-dependent” confermato dalla BCE suggerisce che ogni dato macroeconomico avrà un peso significativo nel determinare le aspettative sui prossimi movimenti dei tassi.
La divergenza tra le performance economiche dei diversi paesi europei potrebbe accentuarsi, creando opportunità di investimento basate su una selezione geografica più mirata. Le aziende tedesche con forte presenza domestica potrebbero beneficiare del miglioramento del sentiment locale, mentre quelle francesi potrebbero affrontare un periodo di maggiore volatilità.
L’attenzione si sposterà probabilmente verso i titoli che hanno dimostrato maggiore resilienza alle pressioni esterne, in particolare quelli con modelli di business meno esposti alle fluttuazioni del commercio internazionale. Il settore dei servizi, che ha mostrato una crescita più sostenuta rispetto al manifatturiero, potrebbe continuare a offrire opportunità interessanti.
In questo contesto, una strategia di investimento bilanciata, che combini la stabilità di titoli difensivi con l’esposizione selettiva a società di crescita in settori meno ciclici, appare la più prudente per navigare le incertezze dei prossimi mesi. La pausa della BCE, lungi dall’essere un segnale negativo, potrebbe rappresentare l’opportunità per consolidare le posizioni in vista di una ripresa più sostenuta nel secondo semestre dell’anno.
Stati Uniti
I principali indici azionari statunitensi hanno continuato a mostrare una notevole forza, spinti da una combinazione di risultati societari solidi, ottimismo sui negoziati commerciali e aspettative stabili sulla politica monetaria.
Lo S&P 500 ha guadagnato l’ 1,55%, chiudendo la settimana a quota 6.373,55 punti. L’indice ha registrato nuovi massimi storici in ciascuna delle cinque sedute, sostenuto da utili superiori alle attese di giganti come Alphabet e ServiceNow, e da una crescente fiducia nel settore tecnologico e industriale.
Il Nasdaq Composite, fortemente orientato alla tecnologia, ha messo a segno un progresso dell’ 1,19%, chiudendo a 21.108,32 punti, anch’esso su livelli record. L’indice ha beneficiato dell’entusiasmo per l’intelligenza artificiale e il cloud computing, con titoli come Amazon, Apple e Alphabet in evidenza. Nonostante qualche turbolenza legata ai risultati di Tesla, il comparto tech ha mantenuto il suo slancio.
Il Dow Jones Industrial Average ha registrato un incremento dell’ 1,29%, salendo fino a 44.901,92 punti. L’indice ha mostrato una crescita costante, avvicinandosi al suo massimo storico, grazie alla buona performance di titoli industriali e difensivi, e al clima favorevole generato dai nuovi accordi commerciali annunciati dagli Stati Uniti con Giappone, Indonesia e Filippine.
NASDAQ COMPOSITE :
DOW JONES INDUSTRIAL AVERAGE :
S&P 500 INDEX :
Il fattore determinante della settimana è stato senza dubbio l’ondata di annunci sui nuovi accordi commerciali che l’amministrazione Trump è riuscita a concludere. L’accordo con il Giappone ha rappresentato il successo più significativo, con Tokyo che ha accettato di pagare dazi del 15% invece del temuto 25%, accompagnato da un impegno di investimenti per 550 miliardi di dollari negli Stati Uniti. Le azioni delle case automobilistiche giapponesi hanno immediatamente reagito positivamente, ma paradossalmente questo ha sollevato le proteste dei produttori americani, preoccupati per la concorrenza privilegiata.
L’accordo con l’Indonesia, che prevede dazi al 19% dal precedente 32%, e quello con le Filippine al 19% hanno ulteriormente rafforzato la percezione che l’amministrazione Trump stia riuscendo nella sua strategia negoziale. Questi sviluppi hanno alimentato l’ottimismo sui mercati, con gli investitori che hanno interpretato i progressi come un segnale che la politica dei dazi potrebbe essere meno aggressiva del previsto, almeno per alcuni partner strategici.
La notizia che Stati Uniti e Unione Europea stanno progredendo verso un accordo prima della scadenza del 1° agosto ha fornito un ulteriore supporto al sentiment di mercato. La prospettiva di evitare i dazi del 30% sulle merci europee ha contribuito a ridurre l’incertezza che aveva caratterizzato le prime settimane dell’amministrazione Trump, permettendo agli investitori di concentrarsi su altri fattori fondamentali.
La stagione degli utili del secondo trimestre ha offerto un quadro contrastante per i titoli tecnologici di punta. Alphabet ha brillato, superando le aspettative con ricavi di 96,4 miliardi di dollari, in crescita del 14% anno su anno, e un utile per azione di 2,31 dollari contro i 2,18 attesi. Il titolo ha guadagnato il 4,38% durante la settimana, sostenuto dai commenti positivi sull’intelligenza artificiale che hanno creato un effetto traino su tutto il settore tech.
La performance di Google ha evidenziato come l’investimento massiccio nell’intelligenza artificiale stia iniziando a dare i suoi frutti, con la divisione Cloud che ha registrato ricavi per 13,62 miliardi, in crescita del 32% rispetto all’anno precedente. L’annuncio dell’aumento della spesa in conto capitale a 85 miliardi di dollari per il 2025, 10 miliardi in più rispetto alle previsioni di febbraio, ha confermato l’impegno dell’azienda nella corsa all’AI.
Al contrario, Tesla ha deluso le aspettative, con il titolo che ha perso il 4,12% durante la settimana. I ricavi automobilistici sono scesi del 16% a 16,7 miliardi di dollari, riflettendo le difficoltà della società in un mercato sempre più competitivo. Le vendite totali di 22,5 miliardi sono risultate inferiori alle aspettative di 22,7 miliardi, mentre l’utile per azione di 40 centesimi ha mancato il consenso di 43 centesimi.
I dati economici della settimana hanno dipinto un quadro relativamente positivo per l’attività economica americana. L’indice PMI Composito Flash di luglio è balzato a 54,6 punti, il massimo degli ultimi sette mesi, trainato esclusivamente dalla crescita del settore dei servizi che ha raggiunto 55,2 punti dai 52,9 di giugno.
Questo miglioramento ha confermato la resilienza dell’economia americana, con il settore dei servizi che continua a dimostrare una forza sorprendente nonostante le incertezze geopolitiche. Tuttavia, il settore manifatturiero ha mostrato segnali di debolezza, con il PMI che è sceso a 49,5 punti dai 52,9 di giugno, il livello più basso da dicembre e il primo dato sotto la soglia di 50 dell’anno.
Gli analisti hanno interpretato questa divergenza come il riflesso delle tensioni commerciali che stanno pesando sulla produzione industriale, mentre i servizi beneficiano della solidità del mercato del lavoro e della spesa dei consumatori. La preoccupazione principale rimane legata alla sostenibilità di questa crescita, considerando che dipende eccessivamente da un singolo settore.
I dati sul mercato immobiliare hanno confermato le difficoltà del settore, con le vendite di case esistenti che sono scese del 2,7% mensile a giugno, raggiungendo un tasso annualizzato di 3,93 milioni di unità. Il prezzo mediano ha toccato il record di 435.300 dollari, evidenziando come l’offerta limitata continui a spingere i prezzi verso l’alto nonostante la debolezza della domanda.
Questa situazione riflette il paradosso del mercato immobiliare americano: da un lato, i tassi ipotecari elevati scoraggiano i potenziali acquirenti, dall’altro la carenza strutturale di abitazioni mantiene i prezzi su livelli record. Questa dinamica rappresenta una sfida significativa per la politica economica, poiché limita la mobilità del lavoro e pesa sul potere d’acquisto delle famiglie.
Guardando alla settimana che inizia il 28 luglio, diversi fattori chiave influenzeranno i mercati americani. Il primo sarà l’evoluzione dei negoziati commerciali, in particolare con l’Unione Europea, dove la scadenza del 1° agosto si avvicina rapidamente. Un accordo positivo potrebbe fornire un ulteriore impulso ai mercati, mentre un fallimento delle trattative potrebbe causare volatilità significativa.
La stagione degli utili proseguirà con altre società delle Magnificent Seven, incluse Microsoft, Apple e Amazon, i cui risultati potrebbero confermare o smentire il trend positivo mostrato da Alphabet. Gli investitori saranno particolarmente attenti ai commenti sull’intelligenza artificiale e agli investimenti futuri in questa tecnologia, che sta diventando sempre più un driver di valutazione per il settore tech.
Sul fronte macroeconomico, l’attenzione si concentrerà sui dati dell’inflazione e sull’occupazione, che potrebbero influenzare le aspettative sui tassi di interesse della Federal Reserve. La divergenza tra settore manifatturiero e dei servizi richiederà un monitoraggio attento, poiché potrebbe segnalare cambiamenti strutturali nell’economia americana.
Per quanto riguarda le strategie di investimento, la settimana appena trascorsa ha evidenziato l’importanza della selezione titoli all’interno del settore tecnologico. Mentre Alphabet ha dimostrato come gli investimenti nell’intelligenza artificiale possano tradursi in risultati concreti, Tesla ha mostrato le difficoltà di aziende che non riescono ad adattarsi rapidamente ai cambiamenti del mercato.
Gli accordi commerciali raggiunti suggeriscono che la politica dei dazi potrebbe essere più selettiva e negoziale di quanto inizialmente temuto, aprendo opportunità per settori legati al commercio internazionale. Tuttavia, la volatilità rimane elevata e gli investitori dovranno mantenere un approccio equilibrato, bilanciando l’esposizione ai titoli beneficiari degli accordi commerciali con la prudenza necessaria in un ambiente geopolitico ancora incerto.
La settimana entrante potrebbe quindi rappresentare un momento cruciale per determinare se i guadagni recenti possano essere sostenuti o se emergeranno nuove pressioni sui mercati. La capacità di Wall Street di mantenere il momentum positivo dipenderà largamente dalla sua abilità di navigare tra le opportunità create dalla diplomazia commerciale e le sfide persistenti dell’economia reale.
Cina
Il mercato azionario cinese ha mostrato segnali di consolidamento e moderato ottimismo, sostenuto da un clima favorevole nei negoziati commerciali con gli Stati Uniti e da politiche interne volte a rafforzare la competitività industriale. Lo Shanghai Composite Index ha chiuso la settimana con un rialzo dell’ 1,67%, attestandosi a 3.593,66 punti, mentre lo Shenzhen Component Index ha guadagnato il 2,33%, raggiungendo quota 11.168,14 punti. Questi movimenti positivi riflettono una crescente fiducia degli investitori, alimentata dalle aspettative di stimoli mirati e da un miglioramento nei profitti industriali.
Anche il CSI 300 Index, che rappresenta le 300 principali società quotate sulle borse di Shanghai e Shenzhen, ha registrato una performance positiva, con un incremento settimanale dell’ 1,61%, chiudendo a 4.127,16 punti. L’indice ha beneficiato in particolare della ripresa dei titoli finanziari e tecnologici, nonché di un aumento della liquidità da parte degli investitori istituzionali.
SHANGHAI COMPOSITE INDEX :
CSI 300 INDEX :
Il fattore dominante della settimana è stato l’annuncio dei colloqui commerciali di terzo livello tra Stati Uniti e Cina, programmati per svolgersi a Stoccolma. Il Segretario al Tesoro americano Scott Bessent ha confermato l’intenzione di incontrare i funzionari cinesi per discutere un’estensione dell’accordo commerciale attuale, che scade ad agosto.
Questi negoziati rappresentano la continuazione di un processo diplomatico iniziato a Ginevra in maggio, che aveva portato a una pausa di 90 giorni sui dazi, seguito da un secondo round a Londra in giugno che aveva visto entrambi i paesi eliminare alcuni controlli all’esportazione. L’importanza di questi colloqui non può essere sottovalutata, considerando che le relazioni sino-americane erano sembrate destinate a un disaccoppiamento completo quando l’amministrazione Trump aveva imposto dazi del 145% alla Cina ad aprile.
La notizia dei colloqui di Stoccolma ha alimentato le speranze per una stabilizzazione continua delle relazioni tra le due superpotenze economiche, dopo che entrambi i paesi avevano mostrato segni di voler evitare un’escalation ulteriore della guerra commerciale. Gli investitori cinesi hanno accolto positivamente questi sviluppi, vedendoli come un’opportunità per ridurre l’incertezza che ha caratterizzato i primi mesi del 2025.
Al di là delle dinamiche commerciali internazionali, i mercati cinesi hanno beneficiato di segnali di stabilizzazione dell’economia domestica. Le politiche di stimolo implementate dal governo centrale hanno iniziato a mostrare i loro effetti, con indicatori che suggeriscono una ripresa graduale della domanda interna e degli investimenti.
Il settore tecnologico ha continuato a rappresentare un pilastro di forza per i mercati cinesi, con le società quotate sul STAR Market di Shanghai che hanno mostrato performance particolarmente solide. Queste aziende, focalizzate sull’innovazione e sulla sostituzione delle importazioni, hanno beneficiato tanto delle politiche governative di sostegno quanto del crescente interesse degli investitori internazionali per l’ecosistema tech cinese.
Il settore finanziario ha fornito un ulteriore sostegno agli indici, con le banche principali che hanno mostrato risultati robusti e prospettive stabili. La Banca Popolare Cinese ha mantenuto una politica monetaria accomodante, fornendo liquidità al sistema e sostenendo la crescita economica senza creare pressioni inflazionistiche eccessive.
Durante la settimana, i titoli manifatturieri hanno mostrato una performance mista, riflettendo le incertezze legate ai dazi e alle catene di approvvigionamento globali. Tuttavia, le aziende con forte orientamento al mercato domestico hanno continuato a sovraperformare, beneficiando delle politiche di stimolo interno e della crescente domanda dei consumatori cinesi.
Il settore delle materie prime ha mantenuto una posizione relativamente stabile, sostenuto dalla domanda interna e dalle aspettative di una ripresa degli investimenti infrastrutturali. Le società minerarie e siderurgiche hanno mostrato particolare resilienza, con alcuni titoli che hanno registrato guadagni significativi durante la settimana.
L’industria automobilistica, particolarmente sensibile alle dinamiche commerciali internazionali, ha mostrato segnali di cauto ottimismo. I produttori di veicoli elettrici hanno continuato a beneficiare del sostegno governativo e della crescente adozione domestica, mentre i produttori tradizionali hanno dovuto affrontare sfide maggiori legate all’incertezza sui mercati di esportazione.
Guardando alla settimana che inizia il 28 luglio, l’attenzione degli investitori sarà inevitabilmente concentrata sui risultati dei negoziati di Stoccolma. Il successo o il fallimento di questi colloqui potrebbe definire la direzione dei mercati cinesi per i mesi a venire. Un accordo positivo potrebbe scatenare un rally significativo, mentre una rottura delle trattative potrebbe portare a una correzione dei prezzi.
La scadenza di agosto per l’accordo commerciale attuale aggiunge urgenza ai negoziati e potrebbe aumentare la volatilità nei mercati nelle prossime settimane. Gli investitori dovranno monitorare attentamente non solo l’esito formale dei colloqui, ma anche i segnali e le dichiarazioni delle delegazioni, che potrebbero fornire indicazioni sulle probabilità di successo.
Sul fronte interno, i dati economici di luglio, in particolare gli indicatori PMI e le statistiche sulla produzione industriale, forniranno ulteriori elementi per valutare la solidità della ripresa economica cinese. Questi dati saranno cruciali per determinare se i mercati possono mantenere il momentum positivo indipendentemente dall’esito dei negoziati commerciali.
Le strategie di investimento per la settimana entrante dovranno necessariamente bilanciare l’ottimismo per un possibile accordo commerciale con la prudenza necessaria in caso di fallimento delle trattative. I settori meno esposti al commercio internazionale, come i servizi domestici e le utilities, potrebbero offrire opportunità di diversificazione del rischio.
L’attenzione particolare dovrebbe essere rivolta ai titoli tecnologici che, pur avendo mostrato resilienza, rimangono vulnerabili a eventuali nuove restrizioni commerciali. Al contrario, le aziende con forte presenza nel mercato domestico e modelli di business meno dipendenti dalle esportazioni potrebbero rappresentare investimenti più stabili in questo contesto di incertezza.
In definitiva, la settimana entrante potrebbe rivelarsi decisiva per stabilire se i mercati cinesi possono consolidare i guadagni recenti e costruire una base solida per una crescita sostenuta, oppure se dovranno affrontare nuove turbolenze legate all’evolversi delle relazioni commerciali internazionali. La chiave sarà la capacità di Pechino e Washington di trovare un terreno comune che permetta una coesistenza economica vantaggiosa per entrambe le parti.
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