Installa l'App AltoGain Accedi alle nostre analisi sulla Borsa Americana direttamente dal tuo smartphone. Gratis, senza App Store.
Notifiche Push Caricamento rapido 100% Gratis
Installa su iPhone
1Apri altogain.it in Safari
(non Chrome o altri browser)
2Tocca Condividi in basso
3Tocca "Aggiungi alla schermata Home"
4Tocca "Aggiungi" in alto a destra. Fatto!

La settimana appena conclusa non verrà ricordata come una delle più tranquille per i mercati finanziari globali. Dal tonfo di Stellantis che ha fatto tremare Piazza Affari, passando per gli investimenti miliardari in intelligenza artificiale che hanno scosso Wall Street, fino alla resilienza mostrata dalle borse cinesi in un contesto di incertezza globale, gli investitori hanno dovuto navigare tra notizie contrastanti e volatilità crescente. Quella tra il 2 e il 6 febbraio è stata un'ottava che ha messo a nudo le tensioni di un mercato diviso tra l'entusiasmo per l'innovazione tecnologica e i timori per la sostenibilità dei modelli di business tradizionali.

Europa: tra cautela delle banche centrali e il crollo dell'auto

I mercati europei hanno chiuso la settimana in territorio positivo, ma non senza qualche sobbalzo. Il FTSE MIB di Piazza Affari ha guadagnato l'1,73%, confermandosi la maglia rosa tra le principali borse del Vecchio Continente. Francoforte ha registrato un progresso più contenuto dello 0,80%, mentre Londra si è fermata a un +0,85%. Parigi ha mostrato maggiore energia con un +1,13%, beneficiando di un settore finanziario tonico e di un clima politico meno teso dopo l'approvazione della legge di bilancio da parte del governo Lecornu.

FTSE MIB
+1,73%
Piazza Affari leader
DAX
+0,80%
Francoforte cauta
CAC 40
+1,13%
Parigi in ripresa
FTSE 100
+0,85%
Londra stabile

Sul fronte macroeconomico, l'inflazione italiana ha dato segnali positivi scendendo all'1% a gennaio dall'1,2% di dicembre, portando un po' di sollievo in vista delle prossime mosse della Banca Centrale Europea. Proprio la BCE è stata al centro dell'attenzione questa settimana: la presidente Christine Lagarde ha mantenuto i tassi invariati ma con un tono che ha sorpreso i mercati per la sua relativa fermezza. Nonostante l'inflazione sotto controllo, Francoforte ha ribadito che i tassi sono già in una buona posizione e che rilanciare la crescita spetta ora ai governi nazionali. La Lagarde ha anche annunciato che presenterà ai leader europei una checklist di riforme necessarie per sbloccare la produttività dell'area euro, segnalando che la politica monetaria da sola non basta più.

Oltre Manica, la Bank of England ha confermato i tassi al 3,75%, ma con una decisione più sofferta del previsto. Il consiglio direttivo si è spaccato con cinque voti a favore dello status quo e quattro a favore di un taglio di 25 punti base, rivelando divisioni più profonde di quanto il mercato si aspettasse. L'inflazione britannica al 3,4% a dicembre, ben sopra il target del 2%, rende ogni decisione futura sempre più complessa. Gli investitori hanno interpretato questa spaccatura come segnale che ulteriori riduzioni dei tassi arriveranno, ma con tempi e modalità ancora tutti da definire.

Il settore bancario europeo ne ha beneficiato: con una banca centrale meno accomodante di quanto stimato in precedenza, i titoli degli istituti di credito hanno brillato. L'indice settoriale europeo ha guadagnato il 2,6% nella settimana e il 4,6% da inizio anno, sostenuto dalla prospettiva di margini da interesse più solidi se la discesa dei tassi sarà meno ripida del previsto.

Ma la vera bomba della settimana europea è esplosa venerdì mattina con il nome di Stellantis stampato a caratteri cubitali. Il colosso automobilistico ha lanciato un profit warning che ha lasciato attoniti gli investitori: oneri per 22,2 miliardi di euro nella seconda metà del 2025, derivanti da una revisione completa della strategia sull'elettrico. Il CEO Antonio Filosa ha ammesso senza giri di parole che l'azienda aveva sovrastimato il ritmo della transizione energetica, allontanandosi dalle esigenze reali dei consumatori. Il titolo è crollato del 25,17% in una sola seduta, toccando i minimi storici a 6,11 euro e bruciando circa 6 miliardi di capitalizzazione in un giorno. Non solo: Stellantis ha annunciato la sospensione del dividendo 2026 e l'emissione di obbligazioni ibride per 5 miliardi, segnalando difficoltà che vanno ben oltre il semplice aggiustamento strategico.

"Gli oneri riflettono in larga parte il costo derivante da una sovrastima del ritmo della transizione energetica, che ci ha allontanato dalle esigenze, dalle possibilità e dai desideri reali di molti acquirenti di autovetture." - Antonio Filosa, CEO Stellantis

Il crollo di Stellantis si inserisce in un contesto più ampio di difficoltà del settore automotive europeo. Il giorno prima, Volvo aveva perso il 22% dopo risultati deludenti, anticipando quello che sarebbe successo al gruppo italo-francese. Il messaggio è chiaro: la corsa all'elettrico a tutti i costi sta presentando il conto, e i costruttori tradizionali stanno faticando a bilanciare transizione green, preferenze dei consumatori e sostenibilità economica. Nonostante il tonfo di Stellantis, Piazza Affari ha chiuso comunque in positivo grazie alla forza dei titoli finanziari, con Unipol (+2,46%), Fineco (+1,87%) e Bper Banca (+1,58%) a trainare il listino.

Stati Uniti: l'intelligenza artificiale diventa una voce di bilancio da capogiro

Dall'altra parte dell'Atlantico, la settimana è stata dominata da due temi principali: il rinvio del cruciale report sul mercato del lavoro e le trimestrali delle big tech che hanno rivelato piani di investimento in AI che hanno fatto letteralmente sobbalzare gli investitori. Wall Street ha chiuso la settimana con performance altalenanti ma complessivamente positive. Il Dow Jones ha guadagnato il 2,47% nella seduta di venerdì, chiudendo a 50.116 punti e toccando un nuovo massimo storico a 50.170 punti. L'S&P 500 è salito dell'1,97% a 6.932 punti, mentre il Nasdaq ha registrato un +2,18% a 23.031 punti, recuperando parte delle perdite accumulate nei giorni precedenti.

Il Bureau of Labor Statistics ha dovuto rinviare la pubblicazione dei dati sull'occupazione di gennaio, prevista per venerdì 6 febbraio, a causa dello shutdown parziale del governo federale che si era verificato a inizio settimana. La nuova data è stata fissata per l'11 febbraio, lasciando temporaneamente i mercati senza uno dei loro indicatori fondamentali. Nel frattempo, il rapporto ADP ha mostrato che il settore privato ha aggiunto solo 22.000 posti di lavoro a gennaio, un dato che rafforza i segnali di un mercato del lavoro in raffreddamento e alimenta le aspettative di possibili tagli dei tassi da parte della Federal Reserve nella seconda parte dell'anno.

📈 Performance positive

JP Morgan +3,95%
Goldman Sachs +4,31%
Coinbase +13%
Eli Lilly +7%
Apple +4,06%

📉 Sotto pressione

Amazon -5,58%
AMD -9%
Uber -7,5%
Nvidia -2,8%
Microsoft -2,9%

Ma il vero shock è arrivato dalle trimestrali di Alphabet e Amazon, che hanno rivelato piani di investimento in intelligenza artificiale di dimensioni letteralmente astronomiche. Alphabet ha battuto le attese con ricavi di 113,8 miliardi di dollari nel quarto trimestre, in crescita del 18%, e ha annunciato un utile netto di 34,5 miliardi. La vera notizia però è arrivata dalla guidance: il colosso di Mountain View prevede di investire tra 175 e 185 miliardi di dollari in capex per il 2026, praticamente il doppio rispetto ai 91,45 miliardi spesi nel 2025. Si tratta di cifre che superano di gran lunga le previsioni degli analisti, ferme intorno ai 115 miliardi.

Amazon ha fatto ancora di più. Pur avendo registrato ricavi record di 213,4 miliardi di dollari nel quarto trimestre, in crescita del 14%, il gruppo ha annunciato investimenti in conto capitale per circa 200 miliardi di dollari nel 2026, un aumento di quasi il 60% rispetto all'anno precedente. Il CEO Andy Jassy ha sottolineato che ogni esperienza del cliente sarà reinventata attraverso l'intelligenza artificiale, ma il mercato ha reagito male: il titolo è crollato di oltre il 10% nelle contrattazioni after-hours, chiudendo la settimana con una perdita del 5,58%.

Alphabet Investimenti 2026
$175-185 Mld
Raddoppio rispetto al 2025
Amazon Capex 2026
$200 Mld
+60% anno su anno
AWS Crescita Q4
+24%
Massimo in 13 trimestri
Big Tech Totale
>$700 Mld
Investimenti AI combinati

Gli investitori si trovano di fronte a un dilemma: da un lato l'intelligenza artificiale rappresenta chiaramente il futuro e la crescita di servizi come AWS (che ha accelerato al 24%, il ritmo più veloce in 13 trimestri) e Google Cloud conferma che la domanda c'è. Dall'altro lato, investimenti di questa portata sollevano domande legittime sui ritorni attesi e sui tempi necessari per monetizzare queste infrastrutture. Amazon, Microsoft, Meta, Alphabet e Oracle insieme prevedono di spendere oltre 700 miliardi di dollari nel 2026 per costruire datacenter e sviluppare chip, una cifra paragonabile al bilancio annuale di Paesi come il Giappone.

Il mercato ha reagito in modo differenziato: Meta e Google sono state premiate perché hanno dimostrato che l'AI sta già generando ricavi incrementali attraverso pubblicità e servizi cloud, mentre Amazon e Microsoft hanno subito pressioni perché la crescita dell'intelligenza artificiale, pur presente, non è stata ritenuta abbastanza rapida da giustificare investimenti così massicci. I titoli dei semiconduttori e dell'AI hanno sofferto particolarmente, con AMD che ha perso il 9% dopo previsioni deludenti per il primo trimestre e Nvidia che ha ceduto il 2,8%, trascinando al ribasso l'intero comparto tecnologico.

La settimana statunitense si è chiusa comunque con un forte rimbalzo venerdì, guidato dai titoli finanziari e da Coinbase che ha guadagnato il 13% sull'onda del recupero delle criptovalute, con il Bitcoin che è risalito verso i 65.000 dollari dopo le recenti flessioni.

Cina: resilienza in un mercato diviso tra tech e tradizionale

Le borse cinesi hanno mostrato una certa resilienza durante la settimana, anche se il percorso non è stato privo di ostacoli. Lo Shanghai Composite ha chiuso la settimana con un guadagno dello 0,8%, mentre lo Shenzhen Component ha registrato un più modesto +0,3%. Dietro questi numeri aggregati si nasconde però una dinamica interessante: il mercato cinese si è diviso nettamente tra settori vincenti e perdenti, riflettendo le tensioni globali sull'intelligenza artificiale e i timori di disruption tecnologica.

Il settore dei servizi cinese ha dato segnali incoraggianti: un'indagine privata ha rivelato che l'attività è cresciuta a gennaio al ritmo più veloce degli ultimi tre mesi, sostenuta da nuovi ordini più forti e da una solida domanda estera. Il governo di Pechino ha confermato il proprio impegno a sostenere i consumi interni nel 2026, cercando di riequilibrare un'economia ancora troppo dipendente dalle esportazioni.

Le azioni tecnologiche cinesi hanno risentito della svendita globale del settore, con gli investitori che si sono allontanati dai titoli legati all'intelligenza artificiale a causa di preoccupazioni per le valutazioni elevate e per le potenziali disruption nei modelli di business software tradizionali. Zhongji Innolight ha perso il 5%, Eoptolink Technology il 7%, mentre BlueFocus Intelligent ha ceduto l'8%. Il selloff ha colpito in particolare le aziende di servizi legali e di dati, che hanno subito il contraccolpo maggiore dopo che Anthropic ha rilasciato un nuovo strumento di automazione AI.

Al contrario, i titoli della difesa e dell'estrazione mineraria hanno brillato per la seconda sessione consecutiva. Addsino Co è salito del 6,7%, China Spacesat del 3,3% e Zijin Mining dell'1%, beneficiando di un rinnovato interesse per asset più tangibili e meno esposti alla volatilità tech. I titoli legati alle energie rinnovabili e alle batterie hanno mostrato performance positive, con Contemporary Amperex Technology in rialzo del 4,9% e Sungrow Power dell'1,6%, segnalando che gli investitori cinesi mantengono fiducia nella transizione energetica nonostante le difficoltà del settore automotive in Occidente.

La vera sorpresa positiva è arrivata da Kweichow Moutai, il produttore del famoso liquore cinese, che ha guadagnato il 3,4%, confermando la forza dei consumi di lusso interni e suggerendo che la classe media cinese continua a spendere nonostante le incertezze economiche globali. Questo dato si allinea con la narrativa governativa di puntare sui consumi interni come motore di crescita per il 2026.

L'indice Shanghai ha mostrato volatilità intraday significativa, con la seduta di lunedì che ha registrato il calo più consistente degli ultimi dieci mesi a causa di un crollo delle commodities. Tuttavia, il recupero nei giorni successivi ha dimostrato una certa solidità del mercato azionario cinese, che sembra aver costruito un supporto intorno ai 4.000 punti. Gli analisti sottolineano come la borsa di Shanghai stia beneficiando di valutazioni più contenute rispetto ai mercati occidentali e di un contesto di politica monetaria ancora favorevole, con la Banca Popolare Cinese che mantiene un orientamento accomodante.

Riflessioni finali: un mercato alla ricerca di equilibri

La settimana dal 2 al 6 febbraio 2026 ha messo in evidenza come i mercati globali stiano attraversando una fase di profonda trasformazione. Da un lato assistiamo a investimenti record nell'intelligenza artificiale che stanno ridisegnando il panorama tecnologico e produttivo, dall'altro vediamo settori tradizionali come l'automotive fare i conti con strategie che si sono rivelate troppo aggressive rispetto alla realtà del mercato.

Le banche centrali mantengono un approccio cauto, consapevoli che la partita della crescita si gioca ora sui tavoli dei governi nazionali e delle politiche fiscali. L'inflazione sembra sotto controllo, ma i mercati del lavoro mostrano segnali di raffreddamento che potrebbero aprire la strada a nuovi tagli dei tassi nella seconda metà dell'anno.

Per gli investitori, questa settimana lascia in eredità alcuni interrogativi fondamentali: i massicci investimenti in AI delle big tech genereranno i ritorni sperati nei tempi attesi? Il settore automotive riuscirà a trovare un equilibrio sostenibile nella transizione verso l'elettrico? E soprattutto, questa divergenza tra settori vincenti e perdenti continuerà ad ampliarsi o vedremo una convergenza?

Una cosa è certa: il 2026 si sta rivelando un anno in cui la selezione dei titoli diventerà ancora più cruciale rispetto all'allocazione geografica o settoriale generica. I mercati stanno premiando le aziende con modelli di business chiari e sostenibili, punendo senza pietà chi si scopre con strategie sovradimensionate rispetto alla domanda reale. In questo contesto, la volatilità potrebbe rimanere una compagna di viaggio costante, ma per chi sa navigarla con disciplina e metodo, anche le settimane turbolente come questa possono offrire opportunità interessanti.

Il nostro impegno quotidiano è rendere l’analisi dei mercati finanziari accessibile a tutti, offrendovi gratuitamente approfondimenti e notizie che vi aiutano nelle vostre decisioni d’investimento. Se i nostri contenuti hanno contribuito ai vostri successi in borsa, considerate di sostenere il nostro progetto con una donazione.

Anche un piccolo contributo – l’equivalente di un caffè, un aperitivo o una pizza – ci permette di continuare a dedicarci con passione a questa missione, mantenendo il sito gratuito e in costante aggiornamento. Il vostro supporto è il carburante che alimenta la nostra dedizione!

0 0 Voti
Dai una valutazione a questo articolo
0 Commenti
Il piú vecchio
Il piú nuovo Il piú votato
Inline Feedbacks
Guarda tutti i commenti
Iscriviti  sui  nostri  Social  NETWORK
MaXiacO © AltoGain – Tutti i Diritti Riservati

* Il contenuto e le informazioni pubblicate da altogain.it sia sul nostro sito che sulle nostre piattaforme social non sono consigli di investimento o raccomandazioni per acquistare, detenere o vendere titoli.

* Non siamo responsabili dell’autenticazione del contenuto e / o delle informazioni che sono state pubblicate su qualsiasi canale di comunicazione attraverso il quale il nostro team condivide i contenuti.

* Le informazioni fornite dal team di Altogain.it sono intese esclusivamente a scopo informativo e sono ottenute da fonti ritenute affidabili. Le informazioni non sono in alcun modo garantite e, inoltre, l’accuratezza e la legittimità delle informazioni fornite non vengono verificate. Nessuna garanzia di alcun tipo è implicita o possibile laddove si tentino proiezioni di condizioni future relative ai titoli.

* Non ci sono membri del team di Altogain.it registrati come broker di sicurezza o consulenti per gli investimenti.

* Il team di Altogain.it, i suoi dipendenti, volontari e terze parti prendono parte alle attività di security trading. Nessuno è tenuto a partecipare all’acquisto o alla vendita di opportunità di investimento condivise su nessuna delle piattaforme di Altogain.it. Detti dipendenti, volontari e terze parti investiranno e scambieranno titoli a loro discrezione personale senza preavviso, in qualsiasi momento.
* Altogain.it non è responsabile per eventuali perdite o danni derivanti dall’utilizzo di una qualsiasi delle idee o strategie di investimento.

* Spetta completamente alla discrezione dell’individuo prendere decisioni in merito al trading o all’investimento in titoli.

🇮🇹 🇬🇧
0
Mi piacerebbe conoscere la tua opinione.x