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Europa

La settimana appena conclusa passerà alla storia come una di quelle che segnano un punto di svolta nell’anno borsistico. I mercati europei hanno chiuso con il vento in poppa, cavalcando l’onda dell’ottimismo generato dal discorso sorprendentemente accomodante di Jerome Powell a Jackson Hole e dalla pubblicazione dei dettagli finali dell’accordo commerciale tra Unione Europea e Stati Uniti.

Lo STOXX Europe 600 ha messo a segno una performance settimanale positiva dello 0,47%, chiudendo a livelli che non si vedevano da inizio anno. Ma è stato il FTSE 100 britannico a rubare la scena, toccando per la quarta sessione consecutiva nuovi massimi storici e registrando la migliore performance settimanale da maggio. L’indice di Londra ha beneficiato in particolare dei guadagni nei settori minerario e retail, oltre che dai dati PMI di giovedì che hanno mostrato l’attività economica più forte degli ultimi dodici mesi.
Il FTSE MIB italiano ha seguito la scia positiva dei principali listini europei, chiudendo la settimana a quota 43.183 punti con un guadagno dello 0,41% nella seduta di venerdì. L’indice di Piazza Affari ha mostrato una notevole resilienza, sostenuto in particolare dal settore bancario con UniCredit e Intesa Sanpaolo in evidenza, e dalle utilities con Enel che continua a mantenere il primato di capitalizzazione del mercato italiano. La performance mensile del FTSE MIB, con un progresso del 6,11%, riflette il crescente ottimismo degli investitori sul futuro dell’economia italiana, nonostante le sfide poste dalle nuove dinamiche tariffarie.

Il DAX tedesco e il CAC 40 francese hanno navigato in acque più agitate durante la settimana, rimanendo sostanzialmente piatti fino a giovedì, quando sono emersi i dettagli dell’accordo commerciale con Washington. La reazione iniziale è stata di sollievo misto a cautela: le tariffe al 15% rappresentano certamente un miglioramento rispetto al temuto 30%, ma rimangono comunque superiori ai livelli precedenti all’amministrazione Trump.

FTSE MIB INDEX :
DAX INDEX :
CAC INDEX :
FTSE UK INDEX :

La giornata di giovedì ha rappresentato un momento chiave per i mercati europei. La pubblicazione del framework dettagliato dell’accordo UE-USA ha finalmente chiarito come verranno applicate le tariffe ai vari settori. Il farmaceutico, che rappresenta il principale export europeo verso gli Stati Uniti con 155 miliardi di dollari annui, vedrà le tariffe fermarsi al 15% invece del temuto 250% che Trump aveva minacciato. Le case automobilistiche tedesche, che da aprile subivano tariffe del 27,5%, vedranno il peso scendere al 15%, un sollievo palpabile per BMW, Mercedes e Volkswagen.

Ma non tutto è oro quello che luccica. L’impegno dell’UE ad acquistare 750 miliardi di dollari di energia americana entro il 2028 e a investire ulteriori 600 miliardi negli Stati Uniti solleva interrogativi su come questi obiettivi verranno raggiunti, considerando che l’Unione non ha l’autorità per obbligare le aziende private ad acquistare petrolio o gas americani. Friedrich Merz, il cancelliere tedesco, ha definito l’accordo necessario ma doloroso, sottolineando come causerà “danni considerevoli” a entrambe le economie.

I dati PMI Flash dell’eurozona pubblicati mercoledì hanno dipinto un quadro di moderata espansione, con l’indice composito che è salito a 51,0 punti, trainato principalmente dal settore dei servizi. Questa resilienza dell’economia europea, seppur modesta, ha contribuito a sostenere il sentiment degli investitori, che temevano un deterioramento più marcato a causa delle tensioni commerciali.

La settimana è stata caratterizzata anche da significativi movimenti nel settore farmaceutico. Novo Nordisk ha visto le proprie azioni schizzare del 6,6% lunedì dopo che il suo farmaco per la perdita di peso Wegovy ha ricevuto l’approvazione negli Stati Uniti per il trattamento di una grave malattia epatica, dimostrando come l’innovazione possa ancora generare valore significativo anche in un contesto di incertezza commerciale.

Un elemento di particolare interesse è emerso venerdì mattina, quando i mercati europei hanno aperto in territorio positivo sull’onda dell’ottimismo pre-Jackson Hole. Le aspettative di un possibile taglio dei tassi da parte della Fed hanno sostenuto in particolare i titoli growth e le small cap europee, che potrebbero beneficiare di un contesto di tassi più bassi a livello globale.

Stati Uniti

Wall Street ha vissuto una settimana da montagne russe che si è conclusa con fuochi d’artificio. Il discorso di Powell a Jackson Hole ha scatenato un rally spettacolare venerdì, con il Dow Jones che ha toccato un nuovo record storico, guadagnando 846 punti o l’1,89% per chiudere a 45.631,74. Lo S&P 500 è salito dell’1,52% a 6.466,91, arrivando a soli tre punti dal suo massimo storico, mentre il Nasdaq Composite ha guadagnato l’1,88% attestandosi a 21.496,53.

NASDAQ COMPOSITE :
DOW JONES INDUSTRIAL AVERAGE :
S&P 500 INDEX :

La settimana era iniziata in sordina, con i mercati che procedevano cauti in attesa del simposio di Jackson Hole. Martedì aveva visto una correzione significativa nel settore tecnologico, con Nvidia che aveva perso il 3,5% e AMD che era crollata del 5,4%, trascinando il Nasdaq in territorio negativo dell’1,46%. Questo movimento aveva evidenziato ancora una volta la fragilità di un mercato eccessivamente dipendente da una manciata di titoli tecnologici.

Ma è stato il discorso di Powell venerdì mattina a cambiare completamente le carte in tavola. Il presidente della Fed ha sorpreso i mercati con toni più accomodanti del previsto, aprendo esplicitamente la porta a un taglio dei tassi a settembre. “Con la politica in territorio restrittivo, le prospettive di base e il mutevole equilibrio dei rischi potrebbero giustificare un aggiustamento della nostra posizione politica”, ha dichiarato Powell, segnalando che i rischi al ribasso per l’occupazione stanno aumentando.

L’impatto è stato immediato e potente. I rendimenti dei Treasury sono crollati, con il decennale che è sceso di 7 punti base al 4,26%, mentre le probabilità di un taglio dei tassi a settembre sono schizzate all’89% secondo il CME FedWatch, rispetto al 75% pre-discorso. Il rally non si è limitato alle blue chip: l’Invesco S&P 500 Equal Weight ETF è balzato del 2%, toccando un nuovo massimo storico e superando la performance dell’indice ponderato per capitalizzazione.

La settimana è stata anche caratterizzata dall’espansione silenziosa ma significativa delle tariffe su acciaio e alluminio. L’amministrazione Trump ha esteso le tariffe del 50% a oltre 400 categorie di prodotti aggiuntivi, includendo estintori, macchinari, materiali da costruzione e prodotti chimici speciali. Questa mossa, passata relativamente inosservata dai mercati concentrati su Jackson Hole, potrebbe avere implicazioni significative per le catene di approvvigionamento e l’inflazione nei prossimi mesi.

Nel settore tecnologico, Intel ha continuato la sua rimonta, guadagnando il 3% venerdì sulla notizia che il governo USA sta finalizzando i dettagli per acquisire una partecipazione del 10% nella società. Questo sviluppo, parte della strategia nazionale per i semiconduttori, ha fornito un raro momento di ottimismo per un titolo che aveva perso il 60% nel 2024.

Home Depot ha sorpreso positivamente martedì con risultati superiori alle attese, sollevando l’intero settore retail e dimostrando che il consumatore americano rimane resiliente nonostante i tassi elevati e l’incertezza tariffaria. Al contrario, Walmart aveva deluso all’inizio della settimana, evidenziando la divergenza nelle performance all’interno del settore retail.

Un dato particolarmente interessante è emerso dai dati sulle costruzioni di martedì: i cantieri avviati a luglio hanno raggiunto un tasso annualizzato di 1,428 milioni di unità, ben superiore alle attese di 1,29 milioni. Questo segnale di forza nel settore immobiliare, nonostante i tassi ipotecari elevati, suggerisce che l’economia americana potrebbe essere più resiliente di quanto temuto.

La settimana si chiude con i mercati in uno stato di euforia cauta. Da un lato, la prospettiva di tassi più bassi ha riacceso l’appetito per il rischio. Dall’altro, le preoccupazioni per l’inflazione legata alle tariffe e il rallentamento del mercato del lavoro mantengono gli investitori in allerta. Come ha notato un analista di MUFG, “i commenti di Powell oggi sono stati più dovish di quanto molti, me compreso, si aspettassero”.

Cina

I mercati azionari cinesi hanno chiuso la settimana con performance stellari, cavalcando l’onda dell’ottimismo per i progressi nei negoziati commerciali e la liquidità abbondante degli investitori domestici in cerca di rendimenti migliori dei bond. Lo Shanghai Composite ha toccato venerdì quota 3.826 punti, guadagnando l’1,45% nella seduta e il 6,80% nell’ultimo mese, raggiungendo i massimi da un decennio.

Il momento chiave della settimana è arrivato lunedì, quando l’indice di Shanghai ha chiuso a 3.728 punti, il livello più alto dal lontano agosto 2015. Questo rally del 20% dai minimi di aprile, quando le tariffe di Trump avevano scosso i mercati globali, rappresenta una straordinaria inversione di tendenza che ha sorpreso anche gli analisti più ottimisti.

SHANGHAI COMPOSITE INDEX :
CSI 300 INDEX :

La forza del mercato cinese riflette una combinazione unica di fattori. Da un lato, l’estensione della tregua tariffaria con gli Stati Uniti ha rimosso una spada di Damocle che pendeva sui mercati da mesi. Il Segretario al Tesoro Scott Bessent ha confermato che i colloqui di Stoccolma per un’ulteriore estensione dell’accordo commerciale procedono positivamente, alimentando le speranze di una stabilizzazione duratura nelle relazioni sino-americane.

Ma c’è di più dietro questo rally. Gli investitori cinesi, seduti su montagne di liquidità in un contesto di rendimenti obbligazionari depressi, stanno riversando capitali nel mercato azionario a un ritmo più misurato rispetto ai precedenti boom, suggerendo che questo rally potrebbe avere gambe più solide. Come ha notato Bloomberg, “l’assenza di un’euforia retail nel mercato azionario cinese limiterà probabilmente il rischio di boom e bust guidati dalla folla, potenzialmente dando al rally recente maggiore potere di permanenza”.

Il CSI 300, che rappresenta le 300 principali società quotate a Shanghai e Shenzhen, ha guadagnato l’1,61% nella settimana, sostenuto in particolare dai titoli finanziari e tecnologici. Le banche principali hanno mostrato risultati robusti, beneficiando della politica monetaria accomodante della Banca Popolare Cinese che continua a fornire liquidità al sistema senza creare pressioni inflazionistiche eccessive.

Un sviluppo particolarmente interessante è emerso nel settore tecnologico. Mentre Nvidia negli Stati Uniti lotta con le restrizioni all’export dei chip H20 verso la Cina, le aziende tecnologiche cinesi quotate sullo STAR Market di Shanghai stanno mostrando performance eccezionali. Queste società, focalizzate sull’innovazione e sulla sostituzione delle importazioni, stanno beneficiando sia delle politiche governative di sostegno che del crescente interesse degli investitori internazionali per l’ecosistema tech cinese.

Il settore delle auto elettriche ha continuato la sua marcia trionfale. XPeng Motors ha annunciato venerdì un’espansione della cooperazione strategica con Volkswagen sullo sviluppo dell’architettura elettronica cinese, un segnale che le case automobilistiche occidentali vedono la Cina non solo come un mercato ma come un partner tecnologico essenziale. Questo mentre i produttori di veicoli elettrici cinesi continuano a beneficiare del sostegno governativo e della crescente adozione domestica.

Pop Mart, il gigante cinese dei giocattoli, ha catturato l’attenzione annunciando il lancio di nuove serie mini Labubu la prossima settimana, dopo aver registrato un aumento dei profitti del 360% nel primo trimestre. Questo successo nel settore consumer discretionary suggerisce che il consumatore cinese rimane robusto nonostante le incertezze macroeconomiche.

I dati economici hanno dipinto un quadro misto ma complessivamente positivo. Mentre alcune metriche mostrano un rallentamento, la resilienza del settore dei servizi e la continua espansione del mercato interno stanno compensando le debolezze nel manifatturiero orientato all’export. Il governo ha anche implementato nuove regolamentazioni sul mining delle terre rare, richiedendo alle aziende di stabilire sistemi di tracciabilità, una mossa vista come il rafforzamento del controllo cinese su questi materiali critici per la tecnologia globale.

La settimana si chiude con i mercati cinesi in una posizione interessante. Da un lato, la capitalizzazione di mercato delle società A-share ha superato per la prima volta i 100 trilioni di yuan (13,92 trilioni di dollari), un traguardo psicologico importante. Dall’altro, gli analisti avvertono che molto dipenderà dall’esito dei negoziati di Stoccolma e dalla capacità di Pechino di mantenere l’equilibrio tra crescita e stabilità finanziaria.

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