Europa
Durante la settimana dall’11 al 15 novembre 2024, i principali indici europei hanno mostrato performance divergenti, influenzati da fattori economici e geopolitici. Il STOXX Europe 600, l’indice che rappresenta un’ampia gamma di titoli europei, ha registrato un calo dello 0,77%, principalmente a causa delle pressioni economiche globali e dei deboli risultati di alcune aziende tecnologiche e industriali. Questo riflette un sentiment di mercato che resta prudente, con gli investitori in attesa di segnali più chiari sull’andamento economico globale.
Il FTSE MIB italiano ha avuto una settimana relativamente stabile, con una lieve variazione al ribasso, ma comunque sostenuta dalla buona performance di alcuni titoli bancari e industriali, nonostante l’incertezza legata al contesto macroeconomico europeo.
Il DAX tedesco ha registrato un leggero calo, risentendo dell’instabilità politica in Germania e di preoccupazioni riguardo al settore manifatturiero, che continua a mostrare segnali di debolezza.
Il CAC 40 francese ha chiuso la settimana in perdita dello 0,58%, influenzato da una combinazione di deboli dati economici e risultati trimestrali inferiori alle aspettative da parte di alcune grandi aziende, soprattutto nei settori della tecnologia e dei beni di consumo. Infine, il FTSE 100 inglese ha mostrato una maggiore resilienza rispetto agli altri indici, con una variazione marginale negativa dello 0,09%, grazie al sostegno dei settori energetico e delle materie prime.
Questi movimenti riflettono un clima di incertezza tra gli investitori europei, determinato sia da fattori interni, come la debole crescita economica e le tensioni politiche in alcuni paesi chiave, sia da preoccupazioni globali, tra cui l’andamento dell’inflazione e le politiche monetarie delle principali banche centrali
Il mercato azionario europeo è stato influenzato da un mix di notizie economiche e politiche che hanno alimentato un clima di cautela tra gli investitori. La debolezza dei dati economici del Regno Unito è stata un punto chiave. Il PIL del terzo trimestre è cresciuto solo dello 0,1%, un rallentamento significativo rispetto allo 0,5% del trimestre precedente, con un calo dello 0,1% a settembre. La produzione manifatturiera è rimasta debole, compensata solo parzialmente da una crescita del settore delle costruzioni. Inoltre, la crescita salariale ha rallentato al 4,8%, il livello più basso degli ultimi due anni, mentre il tasso di disoccupazione è aumentato. Questi fattori indicano che l’economia britannica potrebbe trovarsi in una fase di stagnazione, e la Banca d’Inghilterra ha sottolineato che le pressioni inflazionistiche rimangono elevate rispetto all’obiettivo del 2%.
Nell’Eurozona, i dati hanno fornito un quadro leggermente più ottimistico. La seconda stima del PIL ha confermato una crescita dello 0,4% nel terzo trimestre, alimentando speranze di una “soft landing” per l’economia europea. L’occupazione ha mostrato una crescita moderata dello 0,2%, segnale di una resilienza del mercato del lavoro. Tuttavia, il settore industriale continua a lottare con un’attività fiacca, mentre la Commissione Europea prevede un rallentamento della crescita al 0,8% per il 2024, con la Germania che dovrebbe registrare una contrazione dello 0,1%. Questi dati hanno messo in evidenza la disparità delle condizioni economiche tra i principali paesi europei.
La politica monetaria ha giocato un ruolo significativo nell’influenzare il sentiment degli investitori. La Banca Centrale Europea ha ribadito che il taglio dei tassi di ottobre è stato una misura prudenziale per evitare danni eccessivi all’economia reale, dato che il trend disinflazionistico sembra rafforzarsi. Tuttavia, i policymaker hanno chiarito che ulteriori decisioni saranno basate sui dati futuri, lasciando il mercato in attesa di segnali più definiti sull’orientamento monetario.
Guardando alla prossima settimana, il mercato potrebbe continuare a essere influenzato da queste incertezze. Il Regno Unito potrebbe subire ulteriori pressioni, con un focus sull’andamento del settore manifatturiero e delle spese dei consumatori, mentre nell’Eurozona, i dati sui prezzi e sull’attività economica potrebbero fornire nuovi indizi sull’efficacia delle recenti politiche monetarie. Gli investitori potrebbero concentrarsi su settori più resilienti, come l’energia e i beni di consumo, mentre attendono segnali più chiari sulle prospettive economiche e politiche nel continente.
Stati Uniti
I principali indici azionari statunitensi hanno registrato movimenti misti, con un rallentamento rispetto al rally post-elettorale e al taglio dei tassi della Federal Reserve. L’indice S&P 500 ha chiuso in calo dell’1,3%, penalizzato dalla debolezza del settore tecnologico e dai timori legati alla politica commerciale. Il Dow Jones Industrial Average ha perso lo 0,7%, riflettendo pressioni sui titoli industriali, mentre il Nasdaq Composite ha subito una flessione più marcata del 2,2%, influenzato dalle vendite su titoli tecnologici di grande capitalizzazione come Nvidia.
Questi movimenti sono stati alimentati anche da un rialzo dei rendimenti obbligazionari, che ha reso meno attraenti le azioni rispetto alle obbligazioni. Tuttavia, il mercato è stato sostenuto in parte dalla forza del comparto energetico e dall’ottimismo sui settori finanziari, legati alle aspettative di deregolamentazione e stimoli fiscali sotto l’amministrazione Trump.
Guardando alla settimana entrante, gli investitori si concentreranno sui dati macroeconomici, inclusi i numeri del mercato del lavoro e le vendite al dettaglio, per valutare la forza dell’economia statunitense. Inoltre, le indicazioni della Federal Reserve e il clima politico potrebbero continuare a influenzare il sentiment di mercato, con una maggiore volatilità prevista nel settore tecnologico e nei titoli a crescita elevata.
Durante la settimana dal 11 al 15 novembre 2024, il mercato azionario statunitense è stato influenzato da una combinazione di eventi economici e politici. Tesla ha guadagnato grande attenzione, con un iniziale rally del 42,6% dopo le voci che Elon Musk avrebbe giocato un ruolo chiave nell’amministrazione Trump. Tuttavia, le azioni del settore dei veicoli elettrici sono scese bruscamente dopo la notizia che l’amministrazione eliminerebbe i crediti d’imposta di $7.500 per l’acquisto di EV, causando perdite significative per Rivian e altri produttori.
Sul fronte economico, i dati sull’inflazione di ottobre hanno mostrato un aumento dello 0,2% per i prezzi al consumo e dello 0,3% per i prezzi core, mentre l’inflazione annua è salita dal 2,4% al 2,6%, trainata dai costi abitativi. I dati sull’inflazione hanno contribuito a mantenere alta la cautela tra gli investitori, soprattutto dopo le dichiarazioni del presidente della Federal Reserve Jerome Powell, che ha indicato che l’economia non sta inviando segnali per una rapida riduzione dei tassi. Le aspettative di un taglio dei tassi a dicembre sono scese dal 64,6% al 58,4%, riflettendo una crescente incertezza sulle future politiche monetarie.
Guardando alla prossima settimana, gli investitori seguiranno da vicino i dati sulle vendite al dettaglio e sulla produzione industriale per valutare lo stato della domanda interna e della crescita economica. Inoltre, la transizione verso la nuova amministrazione Trump potrebbe continuare a influenzare il sentiment, in particolare con nuove indicazioni su politiche fiscali e industriali. In questo contesto, è probabile che il mercato resti volatile, con i settori tecnologico e dei veicoli elettrici che potrebbero continuare a mostrare movimenti significativi.
Cina
I principali indici del mercato azionario cinese hanno registrato un andamento negativo, riflettendo un sentiment cautelativo da parte degli investitori. Il Shanghai Composite Index ha chiuso la settimana con un calo dell’1,45%, risentendo delle persistenti preoccupazioni legate alla crescita economica e alla debolezza della domanda interna. Anche il Hang Seng Index di Hong Kong ha subito una flessione simile, confermando che l’incertezza economica sta pesando su entrambe le piazze principali.
Le ragioni di questa debolezza sono da ricercare in diversi fattori. Nonostante i recenti interventi del governo cinese, come l’annuncio di piani per rifinanziare il debito locale e sostenere l’economia, gli investitori rimangono scettici sull’efficacia di queste misure nel breve termine. Il settore tecnologico e quello dei veicoli elettrici sono stati tra i più colpiti, mentre il rallentamento dell’attività industriale e la debolezza delle esportazioni hanno continuato a pesare sul sentiment.
La settimana dal 11 al 15 novembre 2024 ha visto il mercato azionario cinese affrontare una serie di notizie economiche contrastanti che hanno influenzato il sentiment degli investitori. I dati sull’inflazione hanno mostrato una crescita limitata, con l’indice dei prezzi al consumo (CPI) in aumento dello 0,3% a ottobre su base annua, leggermente sotto le attese, e un’inflazione core che è rimasta al livello modesto dello 0,2%. Al contrario, il settore industriale ha continuato a soffrire, con il prezzo alla produzione (PPI) in calo del 2,9%, segnalando una persistente pressione deflazionistica sulle fabbriche cinesi. Questo scenario evidenzia la difficoltà di Pechino nel rilanciare pienamente la domanda interna e invertire le dinamiche del settore manifatturiero.
Nonostante le sfide, ci sono stati segnali positivi. Le vendite al dettaglio hanno registrato un incremento migliore del previsto del 4,8% su base annua, segnando il tasso di crescita più forte dal febbraio scorso. Tuttavia, la produzione industriale è cresciuta solo del 5,3%, un risultato inferiore alle attese e leggermente al di sotto del dato di settembre, riflettendo una domanda debole nel settore automobilistico. Nel frattempo, gli investimenti fissi si sono mantenuti stabili al 3,4% nel periodo gennaio-ottobre, ma gli investimenti nel settore immobiliare sono diminuiti del 10,3%, evidenziando la crisi persistente nel comparto.
Sul fronte immobiliare, il calo dei prezzi delle nuove abitazioni è rallentato, scendendo dello 0,5% a ottobre rispetto allo 0,7% di settembre. Questo suggerisce che le misure di stimolo introdotte da Pechino, come la riduzione dei tassi ipotecari e le agevolazioni fiscali, stanno iniziando a stabilizzare il settore. Tuttavia, il mercato immobiliare rimane fragile, con la fiducia dei consumatori ancora bassa e una domanda complessiva debole che limita la ripresa completa del settore.
Guardando alla settimana entrante, gli investitori continueranno a monitorare le politiche di stimolo economico e i dati sul commercio internazionale, soprattutto considerando le tensioni commerciali globali e l’incertezza politica. Il mercato rimane vulnerabile alle fluttuazioni del sentiment, e la volatilità potrebbe aumentare se i dati non dovessero confermare segnali di miglioramento. Il focus si sposterà anche sull’efficacia delle misure di Pechino per sostenere il consumo e affrontare le pressioni deflazionistiche, elementi chiave per determinare le prospettive del mercato cinese nei prossimi mesi.
