Mi sono imbattuto in Atkore Inc quasi per caso, seguendo la richiesta di un nostro lettore che prima di investire su questo titolo ci ha chiesto un parere. Devo ammettere che inizialmente non conoscevo questa azienda, anche se probabilmente molti di noi hanno incrociato i loro prodotti senza saperlo. Atkore è uno di quei player industriali che operano nell’ombra, fornendo componenti essenziali ma poco visibili: condotti elettrici, tubi in PVC, sistemi di cablaggio e infrastrutture di sicurezza utilizzate in costruzioni, data center e impianti industriali.
La scoperta più interessante è stata apprendere che Atkore nasce come spin-off di Tyco, quel gigantesco conglomerato degli anni Novanta che è poi imploso dopo la bolla delle dot-com. Per chi come me ha vissuto quegli anni, Tyco rappresenta un caso di studio perfetto su come i conglomerati possano diventare ingestibili. Atkore è stata separata nel 2016, quando finalmente i dati pubblici del titolo iniziano ad essere disponibili, e da quel momento ha intrapreso la sua strada come società indipendente quotata al NYSE con il ticker ATKR.
Quando analizzo un’azienda, la prima cosa che cerco di capire è quanto i suoi prodotti siano differenziati o commoditizzati. Nel caso di Atkore, la risposta è abbastanza chiara guardando il loro portfolio: condotti elettrici in metallo, tubi in PVC, cavi flessibili, sistemi di gestione cavi internazionali. Sono tutti prodotti che definirei fortemente commoditizzati. Certo, hanno alcuni marchi riconosciuti come Allied Tube & Conduit, AFC Cable Systems e Unistrut, ma fondamentalmente stiamo parlando di componenti standardizzati che vengono acquistati principalmente in base al prezzo e alla disponibilità.
L’azienda cerca di posizionarsi anche nel segmento dei data center, che suona sicuramente più interessante e moderno rispetto alle costruzioni residenziali. Tuttavia, dopo aver esaminato i dati finanziari, sono convinto che questo rappresenti una porzione relativamente piccola del business. La vera storia di Atkore è legata al ciclo edilizio generale, sia residenziale che commerciale. Ogni volta che si costruisce un edificio, una casa, un capannone industriale, servono tubi, condotti e sistemi di cablaggio. È un business semplice da capire ma estremamente sensibile alle dinamiche macroeconomiche.
Qui le cose diventano interessanti. Guardando il grafico degli utili tramite FastGraphs, quello che salta all’occhio è un pattern molto chiaro: un boom esplosivo seguito da un crollo altrettanto rapido. Inizialmente pensavo fosse legato all’elettronica di consumo e ai computer, settori che hanno avuto dinamiche simili durante la pandemia. Invece, la realtà è diversa e forse ancora più importante da comprendere per gli investitori.
Il boom di Atkore è stato alimentato dal mercato delle costruzioni durante la pandemia. I tassi d’interesse erano ai minimi storici, le persone volevano case più grandi per lavorare da remoto, e i progetti infrastrutturali erano in piena espansione. Gli utili sono schizzati verso l’alto in modo impressionante. Poi, quando la Federal Reserve ha iniziato ad alzare i tassi d’interesse nel 2022, ci è voluto circa un anno perché questo si riflettesse completamente sui risultati di Atkore. Ma quando è successo, è stato brutale.
Gli utili sono crollati quasi fino ai livelli pre-pandemici, attestandosi intorno ai 3 dollari per azione. Attualmente il titolo quota a 66 dollari con un EPS di 3,22, il che ci dà un rapporto P/E di circa 20,5. Non è particolarmente economico per un business ciclico, soprattutto considerando che le previsioni indicano un ulteriore calo degli utili per quest’anno.
Uno dei problemi principali che ho con Atkore è la mancanza di dati storici sufficienti. Vorrei vedere come questa azienda si è comportata durante la crisi finanziaria del 2008, per avere un’idea migliore della sua ciclicità. Potrebbero anche andare in perdita durante una recessione profonda? È difficile dirlo con certezza. Sicuramente hanno costi fissi di produzione e overhead manifatturiero che non possono ridurre facilmente quando la domanda crolla.
La natura dei loro prodotti suggerisce che non dovrebbero essere catastroficamente vulnerabili come, diciamo, un produttore di macchinari agricoli pesanti o di attrezzature edili costose. I condotti e i tubi sono componenti relativamente piccoli e necessari, ma quando il mercato delle costruzioni si blocca, anche questi volumi crollano. Il punto è che siamo di fronte a un business chiaramente ciclico, e in questo momento non è chiaro se siamo al fondo del ciclo o se c’è ancora spazio per scendere.
Il grande interrogativo per Atkore è quando il ciclo delle costruzioni riprenderà. Con i tassi d’interesse che hanno iniziato a scendere, c’è una speranza che questo possa riflettersi positivamente sul settore edilizio nei prossimi trimestri. Ma il percorso non è così lineare. I progetti di costruzione richiedono tempo per essere pianificati e avviati, e la fiducia degli sviluppatori deve tornare prima che si vedano risultati concreti.
Un modo interessante per valutare questo settore è semplicemente osservare quello che succede intorno a noi. Ricordo quando nel 2016 c’era preoccupazione per una possibile recessione, ma io ero stato a Miami e avevo visto gru edili ovunque, traffico impossibile, attività frenetica. Era chiaro che l’economia non stava rallentando, nonostante il pessimismo generale. Oggi, guardandomi intorno, non vedo la stessa esplosione di attività edilizia. Questo mi dice che probabilmente non siamo ancora pronti per una ripresa esplosiva.
Dal punto di vista dell’analisi tecnica, anche se non sono principalmente un trader tecnico, noto che il titolo ha formato quello che sembra un doppio minimo intorno ai 50 dollari all’inizio dell’anno. Questo potrebbe essere un segnale che il peggio è passato, anche se i segnali recenti sono contrastanti. Il 15 ottobre il titolo ha mostrato un Pocket Pivot, che è generalmente un segnale rialzista, ma allo stesso tempo ha toccato la resistenza della media mobile a 200 giorni, che è un segnale ribassista. Lo Stocastico inoltre indica condizioni di ipercomprato.
Il titolo si muove attualmente in un range tra i 62 e i 69 dollari, con supporti chiave a 64,69, 63,34 e 62,33 dollari. Se dovesse rompere al ribasso questi livelli, potremmo vedere un ritorno verso i minimi dell’anno. Viceversa, una rottura sopra i 68-69 dollari con un miglioramento degli utili potrebbe segnalare l’inizio di una fase rialzista più sostenuta.
Un dato che trovo sempre molto significativo è la composizione azionaria. Atkore ha una proprietà istituzionale del 97,3%, che è estremamente elevata. Questo significa che praticamente tutto il capitale è nelle mani di fondi e investitori professionali. I tre maggiori azionisti sono Vanguard Group con 3,36 milioni di azioni, BlackRock con 2,67 milioni e Gates Capital Management con 2,63 milioni di azioni.
Quello che è interessante, e francamente un po’ preoccupante, è il comportamento recente di questi grandi investitori. Vanguard ha ridotto la sua posizione del 4,58% nell’ultimo trimestre, BlackRock del 2,54%, e Gates Capital Management ha tagliato drasticamente del 19,5%. Quando vedi le smart money ridurre le posizioni in modo così significativo, è un segnale che merita attenzione. Potrebbe semplicemente essere un ribilanciamento di portafoglio, ma potrebbe anche indicare preoccupazioni sulla traiettoria futura degli utili.
Sul fronte degli insider, l’attività è stata moderata con 83 acquisti e 31 vendite negli ultimi 12 mesi. Il bilancio netto è leggermente negativo con una vendita netta di circa 48.000 azioni. Non è un segnale drammatico in un senso o nell’altro, ma mostra che gli insider non stanno accumulando aggressivamente, cosa che preferirei vedere in un momento come questo.
Con un P/E di 20,5, un Price-to-Sales di 0,69 e un Price-to-Book di 1,36, Atkore non sembra particolarmente costoso su base assoluta. Il dividendo dell’1,97% offre un po’ di cushion, anche se non è particolarmente generoso. Il problema è che per un’azienda ciclica che sta ancora vedendo pressione sugli utili, pagare 20 volte gli utili correnti non è proprio un affare.
La vera domanda è: dove saranno gli utili tra uno o due anni? Se siamo vicini al fondo del ciclo e gli utili inizieranno a riprendersi, allora 66 dollari potrebbero rappresentare un buon punto d’ingresso. Ma se gli utili continueranno a scendere, il titolo potrebbe facilmente ritornare ai livelli pre-pandemia intorno ai 40 dollari, che rappresenterebbe un ulteriore ribasso del 40% dai livelli attuali.
Un altro aspetto che ho notato è il rating creditizio di BB+, che è appena sotto investment grade. Questo indica che l’azienda ha un certo livello di debito e che le agenzie di rating non la considerano ancora completamente sicura. In un ambiente di tassi d’interesse ancora relativamente elevati, questo può rappresentare un ulteriore peso. Non è una situazione disastrosa, ma preferisco sempre aziende con rating A o superiore quando investo in settori ciclici, per avere maggiore tranquillità durante i periodi difficili.
C’è un altro elemento che non possiamo ignorare quando parliamo di costruzioni negli Stati Uniti: la demografia. Con una popolazione che invecchia e con le politiche sull’immigrazione che potrebbero ridurre i flussi di nuovi arrivi, la domanda di nuove abitazioni potrebbe non tornare ai livelli visti durante il boom. Questo è un vento contrario strutturale che potrebbe pesare sul settore per anni. Se ci sono meno persone che hanno bisogno di nuove case e meno lavoratori disponibili per costruirle, l’intero settore potrebbe rimanere depresso più a lungo di quanto gli investitori si aspettino.
Dopo tutta questa analisi, la mia conclusione è che Atkore non rappresenta un’opportunità d’acquisto convincente ai livelli attuali. Se fossi interessato a questo titolo, aspetterei uno di questi scenari:
Primo, un chiaro breakout tecnico sopra i 70 dollari accompagnato da una revisione al rialzo delle guidance sugli utili. Questo segnalerebbe che il ciclo sta effettivamente girando e che il management vede miglioramenti concreti nella domanda.
Secondo, un ulteriore ribasso verso i 50-55 dollari, che rappresenterebbe un’area di supporto significativa dove il rapporto rischio-rendimento diventerebbe più interessante. A quei livelli, anche se gli utili continuassero a deludere nel breve termine, ci sarebbe un margine di sicurezza maggiore.
Terzo, segnali concreti di ripresa nel settore delle costruzioni. Questo potrebbe arrivare dai dati sui permessi edilizi, dagli starts di nuove abitazioni, o semplicemente dall’osservazione diretta di un aumento dell’attività edilizia nelle grandi città americane.
Personalmente, quando si tratta di investire in aziende legate ai cicli economici, preferisco quelle che hanno almeno 15-20 anni di storia pubblica, così posso vedere come hanno navigato molteplici cicli economici. Voglio vedere aziende che hanno dimostrato di poter mantenere la redditività anche durante le recessioni profonde, o che almeno hanno limitato le perdite in modo controllato.
Inoltre, cerco aziende con rating creditizi investment grade, dividendi sostenibili e crescenti nel tempo, e preferibilmente con qualche elemento di differenziazione competitiva che le protegga dalla pura concorrenza sul prezzo. Atkore, purtroppo, non spunta molte di queste caselle in questo momento.
Atkore è un’azienda solida che opera in un settore fondamentale dell’economia. Non c’è nulla di intrinsecamente sbagliato nel business, e in un momento diverso del ciclo potrebbe rappresentare un’ottima opportunità. Il problema è il timing. Investire in aziende cicliche richiede una particolare attenzione al momento del ciclo in cui ci troviamo, e onestamente non sono convinto che siamo ancora vicini al punto di svolta.
Il mercato americano delle costruzioni potrebbe impiegare ancora 12-18 mesi per riprendersi davvero, considerando che i tassi d’interesse, anche se in discesa, sono ancora significativamente più alti rispetto ai livelli del 2020-2021. Gli sviluppatori immobiliari hanno bisogno di vedere stabilità e fiducia prima di lanciare nuovi progetti significativi.
Per chi volesse comunque seguire questo titolo, suggerisco di monitorare attentamente i dati mensili sui permessi edilizi e sugli housing starts negli Stati Uniti. Quando questi numeri inizieranno a mostrare una ripresa sostenuta trimestre dopo trimestre, quello sarà probabilmente il momento giusto per rivalutare Atkore. Nel frattempo, ci sono opportunità migliori altrove nel mercato, in settori con venti più favorevoli e con meno incertezza sulla direzione degli utili.
Ricordiamoci sempre che nel mercato azionario non dobbiamo per forza investire in ogni titolo. A volte la decisione migliore è semplicemente dire “passo” e aspettare un’occasione migliore, o concentrarsi su aziende dove abbiamo maggiore visibilità e convinzione. Atkore potrebbe essere un ottimo investimento tra sei mesi o un anno, ma oggi, con tutti i dati che ho davanti, preferisco rimanere alla finestra e osservare.
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