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CoreWeave ha perso il 60% dal massimo storico di $187, ma il backlog è salito a $66,8 miliardi e i ricavi annui hanno superato i $5 miliardi con una crescita del 168%. Crollo ingiustificato o campanello d'allarme? Analizziamo i grafici e i numeri per capire dove può andare il titolo.

$74,82
Prezzo Attuale
-60% dal massimo 52 sett.
$5,13 Mld
Ricavi FY2025
+168% YoY
$66,8 Mld
Backlog Contrattuale
+$11,2 Mld QoQ
$12-13 Mld
Guidance FY2026
+140% crescita attesa

Il Neocloud Più Veloce della Storia: Cosa Sta Succedendo a CoreWeave

Se qualcuno mi avesse detto, un anno fa, che l'azienda cloud più veloce della storia a raggiungere i 5 miliardi di dollari di ricavi annui si sarebbe trovata a perdere il 60% dal suo massimo in meno di sei mesi, gli avrei risposto che stava confondendo le azioni con le montagne russe. E invece eccoci qui, con CoreWeave (CRWV) che naviga in acque decisamente agitate, offrendo però uno scenario tecnico e fondamentale che merita un'analisi approfondita.

CoreWeave è un operatore cloud specializzato in infrastruttura per l'intelligenza artificiale — i cosiddetti neocloud — che mette a disposizione GPU di ultima generazione NVIDIA per carichi di lavoro legati ad AI, machine learning e rendering. L'azienda, fondata nel 2017 e quotata al Nasdaq nel marzo 2025, si è affermata come fornitore strategico per colossi come OpenAI, Google e, più recentemente, Perplexity AI, con cui ha appena firmato una partnership strategica pluriennale per alimentare i carichi di lavoro inferenziali di nuova generazione sui cluster NVIDIA Grace Blackwell GB-200.

Eppure, nonostante numeri di crescita che farebbero impallidire qualsiasi CFO, il mercato ha punito duramente il titolo. La trimestrale del Q4 2025, pubblicata il 26 febbraio, ha mostrato ricavi per $1,57 miliardi (in crescita del 110% anno su anno e leggermente sopra le stime), ma una perdita per azione di $0,89 contro le attese di $0,49 — un miss del 82% che ha fatto scattare il campanello d'allarme. A pesare è stato soprattutto il piano di investimenti per il 2026: $30-35 miliardi di CapEx, più del doppio rispetto ai $14,9 miliardi spesi nel 2025. In pratica, CoreWeave prevede di investire circa $2,60 per ogni dollaro di ricavi atteso — un rapporto che ha fatto storcere il naso a più di un analista.

Aggiungiamo il debito totale a $29,8 miliardi (con un rapporto debito/equity di 894), una class action pendente per presunta frode sui titoli legata ai ritardi nei data center, e il quadro si fa certamente più complesso. Ma come sempre, la differenza tra un problema e un'opportunità spesso la fanno i dettagli. Andiamo a vedere cosa ci raccontano i grafici.

Il Quadro Tecnico a Breve Termine: Segnali di Ipervenduto

Partiamo dal grafico a 1 mese, quello che interessa maggiormente chi opera nel breve periodo. Il quadro è piuttosto eloquente: dopo il rimbalzo di fine febbraio che aveva portato il titolo fino a toccare area $99-100, CoreWeave ha subito un vero e proprio tracollo a partire dal 27 febbraio, quando un gap down da breakaway di oltre il 11% ha spazzato via i guadagni delle settimane precedenti. Quel gap, con apertura in area $95, resta ancora aperto e rappresenta una resistenza tecnica significativa per qualsiasi tentativo di recupero nel breve.

Sul daily, il prezzo si trova attualmente a $74,82, ben al di sotto di tutte le medie mobili principali: la SMA10 viaggia a $86,07, la SMA20 a $89,39 e la SMA50 a $88,04. Lo scarto percentuale dal prezzo è rispettivamente del 13%, 16% e 15%, il che ci dice che il titolo si è allontanato in maniera decisa dalla sua media statistica — una condizione che, storicamente, tende a generare rimbalzi tecnici prima o poi.

L'RSI(14) si attesta a 39,37, in zona di avvicinamento all'ipervenduto. Non siamo ancora nella fascia estrema sotto 30, ma ci stiamo avvicinando. Più interessante è il dato dello Stocastico (14,3), che con un %K a 13,46 e un %D a 17,13 si trova in piena zona di ipervenduto, con un incrocio ribassista ancora in corso. In pratica, lo stocastico ci dice che il prezzo è sceso troppo velocemente rispetto al suo range recente, ma finché non vediamo un incrocio rialzista (il %K che supera il %D), non possiamo parlare di inversione confermata.

Il MACD conferma il momentum negativo: la linea MACD a -3,22 è ampiamente sotto la linea del segnale (-0,78) e l'istogramma è decisamente negativo a -2,44. L'espansione dell'istogramma in territorio negativo ci indica che la pressione ribassista sta accelerando, non frenando. Per i trader di breve periodo, questo è un segnale da non ignorare: finché l'istogramma MACD non inizia a restringersi, i rimbalzi rischiano di essere solo occasioni per vendere.

Un elemento molto interessante è la posizione sulle Bollinger Bands: il prezzo si trova vicino alla banda inferiore ($71,82), con un %B di appena 0,09. In termini pratici, significa che il titolo si sta muovendo nell'ultimo 9% del suo range di Bollinger, una condizione statistica di estremo ribassista. La banda superiore a $106,95 e quella media a $89,39 ci danno un'idea della distanza da recuperare per tornare in equilibrio.

Per chi fa scalping o day trading, il pivot point tradizionale a $75,58 è il livello chiave da monitorare: il prezzo ci balla intorno da diverse sedute. Sotto i supporti troviamo $72,49 (S1) e $70,15 (S2), mentre le resistenze immediate si collocano a $77,92 (R1) e $81,01 (R2). Il Chandelier Exit a $78,34 conferma che lo stop per le posizioni long è già stato attivato — un segnale che i trend follower prendono molto sul serio.

⚠ Sintesi Breve Termine

Il quadro tecnico a breve è prevalentemente ribassista, con 6 segnali bearish contro 2 bullish. Tuttavia, le condizioni di ipervenduto sullo Stocastico e la prossimità alla banda inferiore di Bollinger suggeriscono che un rimbalzo tecnico è statisticamente probabile. La chiave sarà osservare se il prezzo riesce a tenere il supporto in area $71-72. Una rottura al ribasso potrebbe aprire la strada verso il livello di Fibonacci al 78,6% a $66,36, dove troviamo anche un gap aperto a $68,94 del 19 dicembre 2025 che potrebbe agire come calamita.

Prospettiva di Medio Termine: Il Death Cross e i Volumi

Allarghiamo l'orizzonte ai grafici a 3 e 6 mesi per capire la tendenza di fondo che interessa chi ragiona in termini di settimane o pochi mesi. E qui il quadro si fa ancora più articolato.

La prima cosa che salta all'occhio sul grafico trimestrale è la formazione di un Death Cross, ovvero l'incrocio ribassista tra la SMA50 ($88,04) e la SMA200 ($110,04). Questo pattern tecnico, per quanto non infallibile, storicamente segnala una fase di debolezza prolungata e tende a tenere lontani gli investitori istituzionali orientati al trend following. La distanza tra le due medie — circa 22 punti percentuali — indica che la divergenza è significativa e non si risolverà in poche sedute.

Guardando il grafico a 3 mesi, notiamo che il titolo ha provato più volte a costruire una base tra $75 e $100 nei mesi di gennaio e febbraio, ma ogni tentativo di breakout è stato respinto. Il rally di fine gennaio, alimentato da volumi importanti (49 milioni di pezzi nella seduta del 26 gennaio), ha portato il titolo fino a $114 per poi riassorbirsi completamente. Questo tipo di price action — forte impulso rialzista seguito da un completo ritracciamento — è tipico dei titoli in distribuzione, dove le mani forti approfittano dei rimbalzi per alleggerire le posizioni.

Sul fronte dei volumi, la seduta del 27 febbraio ha registrato quasi 68 milioni di pezzi scambiati, pari a quasi 3 volte la media a 20 sedute (25,8 milioni). Questo volume anomalo sul gap down è un segnale importante: conferma la natura di breakaway del gap e suggerisce che la pressione di vendita è stata sostenuta da operatori istituzionali, non solo dal retail in panico. Il volume medio si è poi normalizzato nelle sedute successive, ma il danno tecnico era ormai fatto.

L'ADX a 14,66 ci racconta qualcosa di interessante: nonostante il movimento direzionale forte, l'ADX è in zona "no trend" (sotto 20), il che significa che non si è ancora instaurato un trend ribassista persistente. Il -DI a 33,33 domina nettamente il +DI a 20,44, confermando la prevalenza dei venditori, ma l'assenza di un ADX in crescita suggerisce che potremmo trovarci in una fase di capitolazione più che di trend discendente strutturale. È una distinzione sottile ma importante: nella capitolazione il prezzo scende velocemente e poi rimbalza, nel trend ribassista scende lentamente e a lungo.

L'ATR(14) a $8,44 (pari all'11,28% del prezzo) ci dice che la volatilità è molto elevata. In termini pratici, il range giornaliero stimato va da $66,38 a $83,26 — una forchetta di quasi 17 dollari. Per chi opera nel medio termine, questo livello di volatilità richiede stop loss generosi e position sizing ridotto.

Periodo Performance CRWV Performance S&P 500 Performance XLK Forza Relativa
1 Settimana -6,0% -0,7% +1,0% -5,3%
1 Mese -9,3% -0,7% +1,5% -8,6%
3 Mesi -5,7% -0,4% -3,3% -5,3%
6 Mesi -14,5% +5,0% +6,7% -19,4%
YTD -5,7% -0,3% -2,9% -5,4%

La tabella della forza relativa parla chiaro: CoreWeave sta sottoperformando il mercato su tutti gli orizzonti temporali. A 6 mesi il gap con l'S&P 500 è di quasi 20 punti percentuali — un divario importante che segnala un deterioramento strutturale della percezione del titolo da parte del mercato. Per l'investitore di medio termine, questo è un fattore da non sottovalutare: comprare un titolo che sottoperforma costantemente l'indice di riferimento richiede una tesi di investimento particolarmente solida.

La Visione di Lungo Termine: Tra Crescita Esplosiva e Debito Monstre

Per chi ragiona in termini di mesi o anni, il grafico a 1 e 2 anni racconta una storia che va letta con attenzione. CoreWeave ha debuttato in borsa il 28 marzo 2025 intorno ai $40, ha toccato il massimo storico di $187 a maggio, per poi intraprendere una discesa che l'ha riportata ai livelli attuali di $74,82. Il prezzo si colloca al 27% del suo range a 52 settimane, il che significa che siamo più vicini ai minimi che ai massimi — una posizione che, per i cacciatori di valore, potrebbe risultare interessante.

Tuttavia, la SMA200 a $110,04 si trova il 32% sopra il prezzo attuale. Storicamente, quando un titolo scende così tanto sotto la sua media a 200 giorni, può significare due cose: o il mercato sta scontando problemi strutturali che giustificano una rivalutazione permanente, oppure il prezzo ha reagito in modo eccessivo a notizie negative e la media a 200 giorni agirà come calamita nel medio-lungo periodo. La risposta, come spesso accade, sta nei fondamentali.

E qui CoreWeave presenta un quadro da Jekyll e Hyde. Da un lato, i numeri di crescita sono semplicemente impressionanti: ricavi annui saliti da $1,9 miliardi nel FY2024 a $5,13 miliardi nel FY2025 (+168%), con una guidance per il FY2026 di $12-13 miliardi che implicherebbe un'ulteriore crescita superiore al 140%. Il backlog contrattuale è cresciuto a $66,8 miliardi (da $55,6 miliardi del trimestre precedente), con contratti dalla durata media ponderata di 5 anni — un cuscinetto di visibilità che pochi concorrenti possono vantare.

Il margine lordo del 71,68% è solido e in linea con i peer del settore Software-Infrastructure. E i 28 analisti che coprono il titolo esprimono un consenso "buy" con un target price medio di $120 (mediana $120), il che implicherebbe un upside di oltre il 60% dai livelli attuali.

Dall'altro lato, però, la colonna dei debiti fa venire il capogiro. Il debito totale di $29,82 miliardi contro una capitalizzazione di mercato di $39 miliardi e un patrimonio netto implicito modesto produce un rapporto debito/equity di 894 — un livello che in qualsiasi altro settore sarebbe considerato insostenibile. Il free cash flow è negativo per $4,62 miliardi e il cash flow operativo di $3,06 miliardi, pur positivo, è largamente insufficiente a coprire gli investimenti in conto capitale. Il current ratio a 0,46 conferma la tensione sulla liquidità.

Ticker Cap. Mkt P/S Crescita Ricavi Margine Lordo FCF
CRWV $39 Mld 7,7x +110,4% 71,7% -$4,62 Mld
PLTR $365 Mld 81,6x +70,0% 82,4% $1,26 Mld
SNOW $61 Mld 13,0x +30,1% 67,1% $1,76 Mld
DDOG $43 Mld 12,6x +29,2% 80,0% $879 Mln
NET $68 Mld 31,2x +33,6% 74,5% $388 Mln
MDB $21 Mld 8,7x +26,7% 71,8% $475 Mln
CRWD $107 Mld 22,3x +23,3% 74,8% $1,60 Mld

Il confronto con i peer è illuminante. CoreWeave scambia a un P/S di 7,7x contro una media del gruppo di 28,2x — uno sconto del 73%. Allo stesso tempo, la crescita dei ricavi al 110% è oltre tre volte la media dei competitor (35,5%). Questo rapporto crescita/valutazione suggerisce che il mercato sta applicando un forte sconto per il rischio legato al debito e alla dipendenza da un modello ad altissima intensità di capitale. In altre parole, CoreWeave non è valutata come un'azienda software ma come un'azienda infrastrutturale con leva finanziaria elevata — il che è probabilmente corretto, ma lascia spazio a una rivalutazione nel caso il modello dimostri di essere sostenibile.

L'Analisi dei Gap: Le Calamite del Prezzo

Un aspetto che trovo particolarmente utile nell'analisi di CoreWeave è lo studio dei gap. In questo momento ci sono quattro gap aperti che potrebbero agire come magneti per il prezzo.

Il più rilevante per il breve termine è il gap down del 27 febbraio a $95,02, classificato come breakaway. Questo tipo di gap tende a non chiudersi rapidamente e spesso segna l'inizio di un nuovo movimento direzionale. Finché il prezzo non recupera quest'area, il quadro tecnico di breve resta compromesso. Al di sopra, troviamo un gap a $125,88 risalente al 4 novembre 2025 — un obiettivo molto ambizioso che richiederebbe un cambio radicale di sentiment.

Verso il basso, il gap rialzista del 19 dicembre 2025 a $68,94 è aperto e potrebbe rappresentare il prossimo obiettivo naturale in caso di proseguimento della discesa. Questo livello si trova inoltre nella zona del ritracciamento di Fibonacci al 78,6% ($66,36), creando una confluenza tecnica significativa che potrebbe agire come supporto di lungo periodo. Infine, molto più in basso, resta aperto il gap di maggio 2025 a $41,51 — un livello che il mercato sembra aver dimenticato ma che, in scenari estremi, potrebbe tornare rilevante.

Insider Selling e Short Interest: Cosa Fanno gli "Informati"

Non possiamo ignorare due segnali che arrivano da chi conosce l'azienda dall'interno. L'attività di insider selling nel mese di febbraio è stata intensa: il CEO Michael Intrator ha venduto azioni per circa $16 milioni in due tranche (l'11 e il 25 febbraio), il co-fondatore Brian Venturo ha liquidato 281.250 azioni per $26,6 milioni il 18 febbraio, e Brannin McBee ha venduto in più operazioni per un totale di oltre $25 milioni. In totale, le vendite degli insider hanno superato i $60 milioni nel solo mese di febbraio.

È importante contestualizzare: molte di queste vendite sono associate a stock award (compensi azionari che vengono parzialmente liquidati per coprire gli obblighi fiscali), quindi non rappresentano necessariamente una mancanza di fiducia nel titolo. Tuttavia, l'assenza totale di acquisti da parte degli insider in un momento di forte ribasso è quantomeno un segnale di prudenza.

Lo short interest conferma lo scetticismo: 50,71 milioni di azioni sono attualmente in prestito per vendita allo scoperto, pari al 18,86% del flottante. Il dato è in crescita del 3,2% rispetto al mese precedente. Un livello di short interest così elevato è un'arma a doppio taglio: può alimentare la pressione ribassista, ma se il sentiment cambia può anche innescare uno short squeeze violento. Con un days-to-cover di solo 1,80 giorni, però, lo squeeze sarebbe di breve durata.

I Livelli Chiave da Monitorare: La Mappa del Trader

Facciamo ordine e identifichiamo i livelli tecnici più importanti per ciascun orizzonte temporale.

Per il Breve Termine (1-4 settimane)

Il primo supporto rilevante si trova in area $71,82 (banda inferiore di Bollinger), seguito da $70,15 (S2 pivot tradizionale). Una rottura decisa sotto questo livello aprirebbe la strada verso il gap a $68,94 e il ritracciamento di Fibonacci al 78,6% a $66,36. Sul lato rialzista, la prima resistenza significativa è il pivot point a $75,58, seguito da $77,92 (R1) e poi la SMA10 a $86,07. Un eventuale rimbalzo tecnico dall'area di ipervenduto potrebbe realisticamente testare l'area $80-86 prima di incontrare resistenza.

Per il Medio Termine (1-3 mesi)

L'area cruciale da recuperare è compresa tra $88 e $90, dove convergono la SMA20, la SMA50 e l'EMA50. Finché il prezzo rimane sotto questa fascia, ogni rimbalzo va considerato come un'opportunità di vendita nella logica del trend in atto. Il gap aperto a $95,02 rappresenta la vera linea di demarcazione: la sua chiusura segnalerebbe un cambiamento significativo nella struttura tecnica. Come obiettivo ribassista, il livello di Fibonacci al 78,6% a $66,36 resta il riferimento principale.

Per il Lungo Termine (6-12 mesi)

Il target degli analisti a $120 (mediana) implica un recupero verso la SMA200, attualmente a $110,04. Per un investitore di lungo termine, i livelli di accumulo più interessanti si trovano nell'area $60-70, dove la confluenza tra Fibonacci, gap tecnici e supporti storici crea una zona di valore. Al contrario, il target high degli analisti a $251 appare eccessivamente ottimistico alla luce del quadro tecnico attuale e della struttura del debito.

📅 Prossimi Catalizzatori

Il prossimo appuntamento con i numeri è fissato per il 13 maggio 2026, quando CoreWeave pubblicherà i risultati del Q1 2026 (stima EPS: -$1,27). La pubblicazione sarà un test cruciale per verificare se il tasso di crescita dei ricavi regge il ritmo implicito nella guidance annuale. Nel frattempo, la scadenza del 13 marzo 2026 per la nomina del lead plaintiff nella class action potrebbe generare volatilità a breve termine. Sul fronte positivo, l'espansione della partnership con Perplexity AI e il potenziale ingresso di nuovi clienti enterprise rappresentano catalizzatori che potrebbero migliorare il sentiment.

La Lettura Complessiva: Rischio Alto, Potenziale Elevato

CoreWeave è, per usare un eufemismo, un titolo che non fa dormire sonni tranquilli. Il quadro tecnico è prevalentemente ribassista su tutti gli orizzonti temporali, con un punteggio di 6 segnali bearish contro 2 bullish. Il Death Cross, il MACD in territorio negativo, la posizione sotto tutte le medie mobili principali e la forza relativa negativa rispetto al mercato compongono un mosaico che richiede cautela.

Tuttavia — e questo è il punto che rende CoreWeave un caso così affascinante da studiare — le condizioni di ipervenduto sullo Stocastico, la prossimità alla banda inferiore di Bollinger e l'assenza di un ADX in trend confermato suggeriscono che il ribasso attuale potrebbe essere più una fase di capitolazione emotiva che l'inizio di un declino strutturale.

I fondamentali raccontano la storia di un'azienda che cresce a ritmi vertiginosi in un settore — l'infrastruttura cloud per l'AI — destinato a espandersi enormemente nei prossimi anni. Il backlog da $66,8 miliardi offre una visibilità rara nel panorama tecnologico. Ma la struttura del debito è oggettivamente preoccupante e il modello di business, per sua natura, richiede investimenti massicci prima di generare i rendimenti attesi.

🟢 Per Chi Crede nella Tesi di Lungo Termine

Se il vostro orizzonte è di 2-3 anni e ritenete che la domanda di infrastruttura AI continuerà a crescere, i livelli attuali possono rappresentare un punto di ingresso interessante, con l'accortezza di mediare le posizioni su eventuali ulteriori ribassi verso l'area $60-70. Il rapporto P/S di 7,7x contro una crescita del 110% è oggettivamente attraente, ma solo se il debito viene gestito senza intoppi.

🔴 Per Chi Opera nel Breve-Medio Termine

Il trend è ribassista e i segnali tecnici non hanno ancora confermato un'inversione. Eventuali rimbalzi tecnici verso $85-90 possono rappresentare opportunità di alleggerimento o di apertura di posizioni short tattiche. L'ingresso in acquisto nel breve termine ha senso solo con stop loss rigidi sotto $70 e target contenuti — questa non è una fase per fare gli eroi.

Come sempre, ricordo che ogni investitore deve calibrare le proprie scelte in base al proprio profilo di rischio e al proprio orizzonte temporale. CoreWeave non è un titolo per tutti: l'elevata volatilità, il debito significativo e la giovane storia borsistica la rendono adatta a chi è disposto ad accettare oscillazioni importanti in cambio di un potenziale di crescita fuori dal comune. Per chi preferisce dormire sereno, ci sono alternative più tranquille nell'universo tech — e non c'è nulla di male in questo.

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Roberto Pecciarini
Roberto Pecciarini
6 Marzo 2026 14:38

Ottima analisi, grazie

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