Nelle ultime ore abbiamo ricevuto diverse richieste da parte dei nostri lettori riguardo ad Amazon, e in particolare ci è stato chiesto un parere approfondito sull'analisi tecnica del titolo AMZN alla luce del significativo ritracciamento che ha interessato le quotazioni nelle ultime sedute. Un nostro affezionato lettore, che segue il titolo da tempo e sta valutando un ingresso in posizione, ci ha contattato chiedendoci di analizzare nel dettaglio la situazione tecnica attuale per capire se questo calo possa rappresentare un'opportunità di acquisto. Ho accolto volentieri la richiesta, perché in effetti il quadro grafico di Amazon merita un'analisi seria e ponderata, soprattutto per chi opera su orizzonti temporali differenti.
Cosa è successo: il contesto della discesa
Prima di immergerci nei grafici, è fondamentale capire cosa ha innescato questo movimento. Il 5 febbraio 2026, Amazon ha pubblicato i risultati del quarto trimestre 2025. I ricavi si sono attestati a 213,4 miliardi di dollari, in crescita del 14% anno su anno e superiori alle attese degli analisti che si fermavano a 211,3 miliardi. Il segmento AWS ha registrato una crescita del 24%, la più rapida degli ultimi 13 trimestri, raggiungendo 35,6 miliardi di dollari. L'advertising ha continuato a macinare numeri importanti con 21,3 miliardi e una crescita del 22%. Fin qui, tutto bene.
Il problema è arrivato dall'utile per azione, che si è fermato a 1,95 dollari contro l'attesa di 1,97, e soprattutto dalla guidance sulle spese in conto capitale per il 2026: circa 200 miliardi di dollari, una cifra che ha lasciato il mercato a bocca aperta, considerando che il consenso si attestava intorno ai 146-147 miliardi. Il CEO Andy Jassy ha difeso la scelta parlando di domanda senza precedenti per i servizi AI e cloud, ma Wall Street non ha gradito. Il titolo ha aperto in ribasso dell'8-9% il 6 febbraio, chiudendo poi a 210,32 dollari con un calo del 5,55% grazie a un recupero nel corso della seduta. Il 9 febbraio, la pressione venditrice è proseguita con una chiusura a 208,72, in calo dello 0,76%, accompagnata da volumi pari a 2,1 volte la media giornaliera — un segnale chiaro di partecipazione istituzionale al movimento.
In sostanza, il mercato ha punito Amazon non per risultati operativi scadenti — che anzi sono stati solidi — ma per la prospettiva di un investimento massiccio che comprimerà il free cash flow nel breve periodo. Il flusso di cassa libero annuale è già sceso a 11,2 miliardi dagli oltre 38 miliardi dell'anno precedente. È il classico scenario in cui il mercato ragiona a breve termine mentre il management punta al lungo periodo. E per noi analisti tecnici, è esattamente il tipo di situazione in cui i grafici hanno molto da dire.
Il quadro di lungo termine: grafico giornaliero a 1 anno
Partiamo dalla visione più ampia, quella che interessa chi ragiona su un orizzonte di mesi. Sul grafico daily a 1 anno, la situazione è di quelle che fanno drizzare le antenne. Il prezzo di 208,72 dollari si trova significativamente al di sotto della banda inferiore di Bollinger (214,96), con la banda centrale a 235,11 e quella superiore a 255,27. Quando un titolo della capitalizzazione di Amazon — oltre 2.200 miliardi di dollari — si ritrova sotto la lower Bollinger Band con un %B a -0,15, siamo in un territorio statisticamente estremo. Non è una condizione che si verifica spesso e, storicamente, tende a precedere reazioni tecniche significative.
La media mobile a 9 periodi è a 231,15, la 50 giorni a 232,88 e la 200 giorni a 223,33. Tutte queste medie sono nettamente al di sopra del prezzo attuale, il che conferma la violenza del ritracciamento. Il divario tra il prezzo e la media a 200 giorni è di circa 15 dollari, pari al 7%, un eccesso che raramente dura a lungo su un mega-cap di questa qualità.
Lo Stocastico lento (14,3,3) è quello che mi colpisce di più: le linee %K e %D si trovano rispettivamente a 15,75 e 22,21, ben al di sotto della soglia di 20 che delimita il territorio di ipervenduto profondo. Questo livello è compatibile con i minimi significativi che Amazon ha toccato nell'ultimo anno. L'RSI a 14 periodi conferma il quadro con una lettura di 28,06, anch'esso in zona di ipervenduto. Il MACD è fortemente negativo con la linea principale a -3,89 e l'istogramma a -3,71, a indicare un momentum ribassista ancora marcato, ma che statisticamente si trova in una condizione di eccesso.
L'ADX a 16,99 ci racconta un dettaglio importante: nonostante la violenza della discesa, la forza direzionale del trend non è elevata. Il -DI domina a 41,02 contro il +DI a 14,07, confermando la pressione ribassista, ma l'ADX basso suggerisce che potremmo trovarci in una fase di esaurimento piuttosto che all'inizio di un nuovo trend discendente strutturale. Questo è un elemento che chi opera sul lungo termine non dovrebbe sottovalutare.
| Indicatore | Valore | Segnale |
|---|---|---|
| RSI (14) | 28,06 | Ipervenduto |
| Stocastico %K / %D | 15,75 / 22,21 | Ipervenduto profondo |
| MACD (Linea / Segnale) | -3,89 / -0,18 | Forte momentum negativo |
| ADX | 16,99 | Trend debole |
| Bollinger %B | -0,15 | Sotto la banda inferiore |
| Media 200 giorni | $223,33 | Prezzo 7% sotto |
| Media 50 giorni | $232,88 | Prezzo 10,4% sotto |
Il medio termine: grafici a 6 e 3 mesi
Restringendo il campo al grafico a 2 ore su 6 mesi, emergono alcuni pattern interessanti. Le Bollinger Bands si allargano significativamente con la banda superiore a 247,26, la centrale a 222,43 e l'inferiore a 197,59, testimoniando un netto aumento della volatilità. La media a 9 periodi si trova a 210,05, praticamente a ridosso del prezzo, il che indica che nel brevissimo termine il titolo sta provando a stabilizzarsi attorno ai livelli attuali. Lo Stocastico su questo timeframe segna 24,72 e 24,97, ancora in zona di debolezza ma non ai livelli estremi del daily.
Quello che emerge chiaramente è la struttura dei gap. Due gap ribassisti sono ancora aperti: il primo, classificato come "common gap", si è formato il 5 febbraio con un'ampiezza di 8,08 dollari (circa il 3,5%). Il secondo, ben più significativo, è il gap di continuazione del 6 febbraio, con un'ampiezza di quasi 20 dollari e un'escursione del 9%. Quest'ultimo è stato finora chiuso solo al 51%. In ottica di medio termine, la teoria dei gap ci dice che i gap di continuazione tendono a fungere da calamita per il prezzo, e il livello di chiusura parziale intorno ai 222-225 dollari potrebbe diventare un obiettivo naturale per un eventuale rimbalzo tecnico.
Passando al grafico orario a 3 mesi, noto che le Bollinger Bands si sono ristrette rispetto al 6 mesi, con valori di 227,04 / 212,77 / 198,51. Il prezzo si trova nella metà inferiore del canale ma sta risalendo dalla banda più bassa. Lo Stocastico a 47,59 / 42,27 si trova in zona neutra, un segnale importante perché indica che su questo timeframe l'ipervenduto è già stato in parte riassorbito. La media a 9 periodi è a 209,17, e il prezzo sta oscillando intorno a questo livello, il che suggerisce un tentativo di costruire una base.
"L'investitore di medio termine deve osservare con attenzione la zona dei 197-200 dollari come supporto critico e i 222-225 dollari come primo target di recupero, corrispondente alla chiusura del gap del 6 febbraio e alla media mobile a 200 giorni."
Il breve termine: grafico a 30 minuti su 1 mese
Per chi opera nell'intraday o su posizioni di pochi giorni, il grafico a 30 minuti offre indicazioni più granulari. Le Bollinger Bands sono relativamente strette a 212,26 / 208,71 / 205,17, un segnale di compressione della volatilità dopo lo shock della settimana scorsa. Il pattern "Calm After Storm" identificato il 9 febbraio conferma esattamente questa lettura: dopo un'esplosione di volatilità, il titolo sta cercando di trovare un equilibrio.
La media a 9 periodi è a 209,82, praticamente sovrapposta al prezzo attuale, e lo Stocastico a 59,00 / 61,15 si trova in territorio neutro con una leggera inclinazione positiva. Questo è il timeframe dove la situazione appare meno drammatica: il prezzo sembra aver trovato un pavimento nell'area 203-205 dollari, con il minimo intraday del 9 febbraio toccato a 203,35. Il pre-market del 10 febbraio a 210,12 (+0,67%) suggerisce un tentativo di reazione, seppur timido.
L'aspetto critico per il breve termine è la sequenza di segnali tecnici negativi registrati il 9 febbraio: Slingshot Bearish (setup ribassista), Lower Bollinger Band Walk (il prezzo cammina lungo la banda inferiore), Below Lower BB (prezzo sotto la banda inferiore) e Down 3 Days in a Row (tre sedute consecutive in calo). Questi segnali, presi singolarmente, confermano la debolezza. Ma tutti insieme, in un contesto di ipervenduto marcato sugli oscillatori di più lungo respiro, possono anche indicare l'approssimarsi di un punto di svolta.
Livelli chiave: supporti e resistenze
Il calcolo dei pivot point tradizionali ci fornisce una mappa chiara dei livelli che contano. Il pivot centrale è a 208,29, praticamente coincidente con la chiusura del 9 febbraio, il che non è casuale — il mercato ha chiuso in prossimità dell'equilibrio di breve termine.
| Livello | Tradizionale | Fibonacci | Camarilla |
|---|---|---|---|
| Resistenza 3 | $222,70 | $217,75 | $220,55 |
| Resistenza 2 | $217,75 | $214,14 | $219,76 |
| Resistenza 1 | $213,24 | $211,91 | $218,97 |
| Pivot | $208,29 | $208,29 | $208,29 |
| Supporto 1 | $203,78 | $204,68 | $198,47 |
| Supporto 2 | $198,83 | $202,45 | $197,68 |
| Supporto 3 | $194,32 | $198,83 | $196,90 |
A livello di supporto, la prima area critica è quella dei 203-205 dollari, già testata con il minimo intraday del 9 febbraio a 203,35 e coincidente con S1 tradizionale a 203,78. Se questo livello dovesse cedere, il successivo supporto significativo si colloca nell'area 197-200 dollari, dove confluiscono la banda inferiore di Bollinger del 6 mesi (197,59), il supporto Camarilla S1 (198,47) e il supporto tradizionale S2 (198,83). Una discesa fino a questa zona rappresenterebbe un ritracciamento complessivo di circa il 23% dai massimi, un livello che storicamente su Amazon ha offerto ottime opportunità di acquisto nel lungo termine.
Sul fronte delle resistenze, il primo ostacolo significativo è l'area 213-215 dollari, dove troviamo R1 tradizionale (213,24), la banda inferiore di Bollinger giornaliera (214,96) e R2 Fibonacci (214,14). Un recupero convincente di questa fascia aprirebbe la strada verso i 217-218, e successivamente verso l'area cruciale dei 222-225 dollari, dove convergono la media mobile a 200 giorni (223,33), la R3 tradizionale (222,70) e la zona di chiusura del gap del 6 febbraio. Questo livello rappresenta, a mio avviso, il vero test per capire se il ritracciamento è terminato o se si tratta solo di un rimbalzo tecnico.
Volumi e sentiment istituzionale
I volumi delle ultime sedute meritano un'analisi dedicata. Il 6 febbraio, giorno dell'apertura post-earnings, i volumi hanno toccato 179 milioni di azioni, oltre 4 volte la media giornaliera di 43,5 milioni. Il 5 febbraio si sono attestati a 103,5 milioni, e il 9 febbraio a 90,7 milioni. Si tratta di tre sedute consecutive con volumi abnormi che indicano un massiccio riposizionamento da parte degli investitori istituzionali. Vale la pena ricordare che il 64,26% del flottante è in mano agli istituzionali, con Vanguard, BlackRock e State Street ai primi posti.
Lo short interest merita attenzione: all'ultima rilevazione del 15 gennaio, le posizioni corte ammontavano a 78,08 milioni di azioni con un days-to-cover di 1,85 giorni. Il dato è in crescita rispetto ai 73,4 milioni di fine dicembre. Con lo 0,70% del flottante venduto allo scoperto, siamo su livelli contenuti in termini assoluti, ma la tendenza rialzista dello short interest negli ultimi mesi indica un crescente scetticismo di breve termine. Paradossalmente, in un contesto di forte ipervenduto, una posizione short elevata può fungere da carburante per un rimbalzo, poiché le ricoperture amplificano i movimenti al rialzo.
Scenari operativi per i nostri lettori
A questo punto credo sia utile tradurre tutta questa analisi in indicazioni pratiche, differenziate per orizzonte temporale, così come ci è stato chiesto.
Il prezzo tiene l'area 203-205 e costruisce una base nelle prossime sedute. Lo Stocastico giornaliero inizia a curvare verso l'alto dalla zona di ipervenduto, confermando un'inversione. Primo target a 213-215, secondo target a 222-225 (chiusura gap e media 200 giorni). Trigger di conferma: chiusura sopra 215 con volumi in aumento.
Il supporto a 203 cede con volumi in espansione. Si apre la strada verso l'area 197-200, dove la confluenza di supporti tecnici dovrebbe offrire una tenuta più solida. In caso di rottura anche di 197, il rischio è un'estensione verso i 194 (S3 tradizionale) con possibilità di test dell'area 190 nei casi più estremi.
Per chi opera nel breve termine, la situazione richiede cautela. Il pattern "Calm After Storm" e la compressione delle Bollinger sul 30 minuti suggeriscono che un movimento direzionale è imminente, ma la direzione non è ancora definita. Chi volesse tentare un ingresso speculativo potrebbe valutare un acquisto sulla tenuta confermata del supporto 203-205 con stop loss stretto sotto 200, puntando a un target di 213-215. L'Average True Range a 7,84 dollari giornalieri ci ricorda che la volatilità è elevata, quindi il dimensionamento della posizione deve essere adeguato. Il rapporto rischio/rendimento su un'operazione di questo tipo sarebbe accettabile, intorno a 1:1,5.
Per il medio termine, il quadro è più interessante. Un investitore con un orizzonte di 1-3 mesi si trova di fronte a un titolo in ipervenduto su praticamente tutti gli oscillatori, con una distanza dalla media a 200 giorni del 7% — una condizione che su Amazon tende a risolversi con un ritorno verso la media nel giro di alcune settimane. La chiusura del gap del 6 febbraio (area 222-225) è un obiettivo ragionevole e offrirebbe un rendimento potenziale del 6-8% dai livelli attuali. Un approccio prudente sarebbe quello di costruire la posizione in due tranche: una prima entrata ai prezzi attuali e una seconda in caso di eventuale test dell'area 200, con stop loss sotto 194.
Per il lungo termine, la prospettiva cambia radicalmente. Il consenso degli analisti resta saldamente "Strong Buy" con un target medio intorno ai 280 dollari, il che implicherebbe un potenziale upside del 34% dai livelli attuali. Amazon ha chiuso il 2025 con ricavi di 716,9 miliardi (+12%), un utile operativo di 80 miliardi e un backlog AWS di 244 miliardi (+40% anno su anno). Il P/E a 31,82 è certamente non economico in termini assoluti, ma per un'azienda che cresce a doppia cifra con un mix di business sempre più orientato verso i margini alti, è un multiplo sostenibile. Chi ha un orizzonte pluriennale e crede nella visione di Jassy sull'infrastruttura AI potrebbe considerare questo ritracciamento come un punto di ingresso strategico, costruendo la posizione gradualmente e utilizzando la media mobile a 200 giorni (attualmente a 223,33) come riferimento per il ritorno alla normalità tecnica.
Nota operativa: l'ATR a 7,84 dollari giornalieri indica una volatilità elevata. Per qualsiasi operatività è fondamentale calibrare correttamente la size della posizione in rapporto al proprio capitale e alla propria tolleranza al rischio. In fasi come questa, il money management conta quanto — se non più — della direzione del trade.
Considerazioni finali
Riassumendo, il quadro tecnico di Amazon ci mostra un titolo che ha subito un sell-off violento ma che si trova ora in condizioni di eccesso ribassista statisticamente significativo. Tutti gli oscillatori principali — RSI, Stocastico, %B di Bollinger — puntano all'ipervenduto. L'ADX basso indica che la forza direzionale del trend ribassista è limitata, e la compressione della volatilità sul breve termine suggerisce che un movimento rilevante è alle porte.
Detto questo, non va sottovalutato il contesto. Il mercato sta elaborando il significato di un piano di investimenti da 200 miliardi di dollari, e il sentiment su tutto il settore tech a grande capitalizzazione è sotto pressione per le preoccupazioni legate al ritorno sugli investimenti in AI nel breve periodo. Fino a quando non vedremo una chiusura convincente sopra i 215 dollari con volumi in espansione, la prudenza resta d'obbligo per i trader di breve termine.
Per gli investitori di medio e lungo periodo, la storia è diversa. I fondamentali di Amazon restano eccellenti, la crescita di AWS sta accelerando, e il ritracciamento del 19% dai massimi in un contesto di risultati operativi solidi è il tipo di opportunità che la disciplina tecnica ci insegna a monitorare con la massima attenzione. I livelli chiave da osservare nelle prossime sedute sono il supporto a 203-205 verso il basso e la resistenza a 213-215 verso l'alto. La rottura di uno di questi livelli con volumi importanti ci darà la direzione del prossimo movimento significativo.
